Sonia Bruganelli: «La malattia di mia figlia Silvia? All’inizio pensavo di non farcela. Chiara Ferragni? La beneficenza si fa in silenzio»

È nota più o meno a tutti per essere la moglie di Paolo Bonolis, ma negli ultimi due anni si è imposta anche come opinionista di Grande Fratello Vip, il reality di Canale 5 condotto da Alfonso Signorini, che da anni – piaccia o meno, è così – è uno dei programmi più visti e seguiti della tv italiana. Si chiama Sonia Bruganelli, è romana, ha 48 anni, tre figli, e di sicuro non tende al profilo basso. È una bella donna, ha un caratterino, non lo nasconde.

Sia sincera: quello che sembra in tv è quello che realmente è?
«Oddio, che sembro?».

Una che vuole provocare.
«Sì, certo. Non mi va di omologarmi. Non recito la solita parte della brava donna perfettina e gne-gne. Da produttrice tv so che bisogna dare un valore aggiunto ai programmi, quindi da Signorini non faccio altro che assecondare la mia natura e dire quello che penso. Evitando il politicamente corretto».

È contraria?
«Lo detesto. A me piace chi si sporca le mani e va oltre i luoghi comuni. Comunque sono stronza solo con chi se lo merita. A Orietta Berti, per esempio, non farei mai uno sgarbo». 

Ad Adriana Volpe, invece, ha fatto di tutto.
«Il nostro dualismo doveva essere divertente, ma lei lo ha preso molto seriamente. Era diventata una cosa personale. E più lei mi stuzzicava, tirandomi fuori il peggio, più io reagivo attaccando». 

Lei come ha iniziato?
«Da giovanissima. Facendo la modella per i fotoromanzi e le telepromozioni. Poi nel 2001 mi sono anche laureata in Scienza delle comunicazioni con una tesi, suggerita da Paolo, sul Grande Fratello. Quando Signorini mi ha fatto la proposta non potevo proprio rifiutare».

Anche dopo il successo con “GF Vip” è sempre e soltanto “la moglie di”?
«Penso di sì. In tv, però, se sono stata chiamata una seconda volta come opinionista è perché vado bene. La tv non fa sconti: se non funzioni sei fuori. Da giovane, comunque, per evitare questo marchio – io che avevo qualche velleità di stare sotto i riflettori – grazie a Paolo entrai nella redazione di Ciao Darwin».

Senza Bonolis che cosa avrebbe fatto?
«Non lo so, mi sarei data da fare. Ho sempre temuto di dipendere economicamente da qualcuno».

Grazie a lui ce l’ha fatta.
«A lui e a me, che ho aperto un’azienda e riesco a tenerla in piedi. Se non avessi offerto a Mediaset produzioni di successo mi avrebbero già salutato». 

Sua mamma è l’amministratrice, vero?
«Sì, certo. E si comporta come a casa: attentissima a tutto, non mi fa spendere un euro con la carta di credito della società».

Ma come, e i sei conti correnti di cui parla sui social attirando commenti feroci?
«Uno è della famiglia, uno è mio, uno per le spese mediche… è solo comodità, la gente chissà che si crede».

La società Sdl l’ha aperta nel 2005 con Lucio Presta – agente di Bonolis, Amadeus, Clerici e tanti altri – che tre anni fa ha venduto la sua quota, giusto?
«Sì. È subentrato Paolo al suo posto. Lucio mi ha insegnato tutto, io però sono cresciuta e ho voluto prendermi i meriti – anche economici – di quello che faccio. Così ci siamo divisi. Lui il primo anno non voleva, forse temeva di passare agli occhi di Mediaset come quello che un po’ si sganciava, poi ci siamo messi d’accordo». 

Lei dove vuole arrivare?
«Voglio continuare a lavorare con la mia società. Adesso per esempio sto curando il casting del nuovo programma di Piero Chiambretti per Canale 5, La tv dei 101».

Se Amadeus la chiamasse per Sanremo?
«Impossibile. Il suo agente è Presta… Insieme, se fossimo riusciti a smussare i nostri caratteri, avremmo potuto essere una potenza. Non ce l’abbiamo fatta».

L’equivoco più ricorrente e fastidioso su di lei qual è?
«Che io faccia shopping sfrenato per fare rosicare tutti. Non è vero. Sui social metto le cose che mi piacciono per divertirmi, non la vita vera. Non ostento, gioco con quello che mi aiuta a superare tanti dolori. Di sicuro non metto le cose serie che faccio. Non sono come Chiara Ferragni, che convoca conferenze stampa». 

Sta parlando di beneficenza?
«Esatto. Certe cose si fanno in silenzio (tre giorni fa Ferragni ha annunciato che devolverà il compenso per le due serate sanremesi a un’associazione che lotta contro la violenza sulle donne, ndr)».

Quanto guadagna?
«Al massimo quanto un calciatore di Serie B, anche se poi spendo i soldi di Paolo e i miei li accumulo. Scherzo. Ahahahahaha…».

Prima dei 50 ha in mente qualcosa che vuole fare a tutti i costi?
«Oddio, no. E poi temo la vecchiaia come la morte, nonostante i tanti segnali ricevuti. Deve sapere che io fin da piccola faccio sogni premonitori. A volte prima di svegliarmi sento carezze e voci».

Faccia un esempio.
«Poco fa ho sentito una donna dirmi: “Maria Pia è incinta”. Mi sveglio, chiamo quest’amica, le dico tutto, e lei mi fa: “Sei una strega…”. Oppure prima di un’operazione delicatissima a mia figlia Silvia, la notte prima ho sognato Padre Pio che mi sorrideva. Non sono mai stata una devota, però mi sveglio e mi dico: se va tutto bene faccio un tatuaggio con il suo viso (me lo mostra, è sul polso destro, ndr)».

Di recente ha raccontato che vent’anni fa dopo la nascita della sua prima figlia, Silvia, per via dei danni neurologici e motori subiti dopo un intervento al cuore, ha avuto paura di non sentirsi all’altezza del compito di madre: è vero che ha fatto anche pensieri molto più brutti?
«Sì. I peggiori. Avevo 27 anni e quando mi dissero che la mia prima figlia avrebbe potuto condurre una vita terribile mi sono chiesta che cosa potessi fare? Ammazzarmi e darle la mia vita non avrebbe risolto i suoi problemi, allora mi sono detta: devo sperare che lei combatta per sempre o che trovi una serenità da un’altra parte? Ecco, io quello l’ho pensato. Poi per fortuna siamo andati avanti. E abbiamo creato intorno a lei un villaggio d’amore».

Che ne pensa di chi dice che la disabilità alla fine è un dono perché si capiscono tante altre cose della vita?
«Se uno deve mettere a fuoco il senso della vita attraverso le sofferenze di un figlio vuol dire che era sbagliato prima. Io avrei voluto che camminasse e corresse come tutti e a vent’anni avesse avuto già tre fidanzatini».

Lei e Bonolis poco fa avete detto che vivrete in case separate, anche se sullo stesso piano: vi siete sistemati?
«Non ancora. Comunque continueremo a stare insieme». 

Tempo fa lei ha detto che potete stare anche tanto tempo senza vedervi. Per caso siete – come Luca Laurenti e sua moglie – una coppia aperta?
«Non scherziamo. Una cosa è non essere gelosi e possessivi, un’altra è la coppia aperta».

In passato ha detto di aver votato Berlusconi: alle ultime elezioni ha scelto una donna come Giorgia Meloni?
«No. Sempre Berlusconi».

E quando suo marito disse di no a Berlusconi, che gli offriva di fare il portavoce di Forza Italia, lei che cosa gli disse?
«Niente, ma non è vero che non l’aveva mai votato. All’epoca sosteneva Fini».

Se non fosse illegale che cosa farebbe?
«Romperei le vetrine di Hermès e Dior e ruberei tutte le borse. Che meraviglia».

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