Batora Lost Haven, la recensione di un gioco d’azione italiano che punta un po’ troppo in alto

Ecco la nostra recensione di Batora Lost Haven, un piacevole gioco d’azione italiano che ha puntato un po’ troppo in alto e arriva al finale con il fiato corto.

Sono passati un paio di mesi dal nostro provato di Batora Lost Haven, all’interno del quale vi abbiamo svelato le nostre prime impressioni sul gioco degli italiani di Stormind Games, noti soprattutto per Remothered Tormented Fathers.

Dopo la saga horror, il team ha cambiato direzione e si è dedicato a un progetto completamente diverso: un gioco d’azione con visuale isometrica ispirato a una saga di romanzi, composta da Batora Il risveglio e Batora Il marchio di terra. Il titolo propone però una trama indipendente che non richiede di aver letto i libri.

Batora Lost Haven è disponibile dal 20 ottobre 2022 su PC, PlayStation 4, Xbox One, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. È prevista anche una versione Nintendo Switch che arriverà più avanti, in una data ancora da definire.

Ora che abbiamo provato la versione completa, siamo quindi pronti a dirvi cosa ne pensiamo. Non dovete far altro se non continuare a leggere la recensione di Batora Lost Haven.

Sole e Luna

Avril, a destra, e a la sua amica, a sinistra, in Batora Lost Haven

Batora Lost Haven ci mette nei panni di Avril, una ragazza della Terra che ha ottenuto i poteri di Sole e Luna. Questi sono entità quasi sovrannaturali che ricoprono il ruolo di guardiani del nostro pianeta. Peccato solo che abbiano fallito miseramente e che la Terra sia stata perlopiù distrutta da un cataclisma non meglio definito.

Avril diventa quindi la Guardiana dell’Equilibrio e, con al seguito un’amica, viaggia di pianeta in pianeta con l’obiettivo di purificarne il nucleo e riportare l’ordine nell’intero Universo, salvando al contempo anche la Terra.


Avril, protagonista di Batora Lost Haven
Avril, protagonista di Batora Lost Haven

In questo viaggio dovremo spostarci in quattro mondi differenti, dove incontreremo varie razze aliene spesso in lotta tra loro, compiendo scelte su come proseguire nell’avventura e su come raggiungere il nostro obiettivo. La trama non è particolarmente originale e le scelte che compieremo hanno un impatto minimo, ma il vero problema di Batora Lost Haven è il ritmo.

Batora è un gioco che cerca di fare molto in pochissimo tempo. Abbiamo completato l’avventura in meno di cinque ore e per tutto il tempo il gioco ha avuto il piede sull’acceleratore e più si avanzava più tutto diventava rapido. Stormind Games ha inserito quattro mondi, svariate razze aliene, nomi, culture e strutture sociali all’interno di un gioco molto breve. Abbiamo a malapena il tempo di capire cosa stiamo facendo e chi siano le creature che abbiamo di fronte che siamo già pronti per andare nel mondo successivo. Il risultato finale è che non si assorbe nulla di quanto accade e nessun personaggio ha spazio per essere approfondito.


Il secondo mondo, un grande deserto, in Batora Lost Haven
Il secondo mondo, un grande deserto, in Batora Lost Haven

Avril e la sua amica, inoltre, passano il tempo a beccarsi a vicenda con battutine, forse non sempre appropriate per due ragazze che hanno appena visto il proprio mondo andare in pezzi e hanno perso molte persone care. Avanzando, il gioco cerca di rendere tutto più drammatico, mostrando la sofferenza della protagonista che è messa di fronte a scelte sempre più difficili che definiscono la vita e la morte di alieni. Peccato che questi ultimi sono stati incontrati letteralmente venti minuti prima e che nell’arco di un’altra mezz’ora spariranno dalla nostra vista. Questi salti da comicità a drammaticità sono troppo improvvisi: il mix potrebbe piacere o meno, ma oggettivamente la narrazione avrebbe meritato di gestire il tutto con più tranquillità.

Ci sono tante piccole idee in Batora Lost Haven e abbiamo percepito l’ambizione del team nel realizzare una trama profonda e interessante, ma è chiaro che è mancata la possibilità di creare un’opera più massiccia. Spiace anche perché i vari mondi, anche se tecnicamente molto semplici, sono tutti visivamente piacevoli e propongono vari tipi di ambienti: nulla di troppo originale, ma se avessimo avuto il tempo o anche solo il motivo per spendere qualche minuto extra in ogni area non ne saremmo stati dispiaciuti.

Spada e magia


Avril attacca con lo spadone in Batora Lost Haven
Avril attacca con lo spadone in Batora Lost Haven

La verità è che Batora Lost Haven non sarebbe stato particolarmente più interessante se fosse stato più corposo e avesse rallentato la narrazione. La rapidità della vicenda fa si che non ci si annoi dal punto di vista ludico.

Batora è un mix di battaglie e fasi da puzzle game. L’intero gioco è un insieme di piccoli dungeon – tutti uguali per struttura, non importa su quale pianeta ci si trovi – sempre molto lineari e poveri di variazioni. Si passa a punta A a punto B sconfiggendo tutti i nemici che spuntano e quando viene il momento si completano alcuni puzzle in una dimensione alternativa. Questi ultimi passano dall’essere alle volte un po’ interessanti e altre un po’ noiosi: si tratta di piccoli labirinti nei quali dobbiamo compiere azioni come spostare una sfera su un percorso per attivare pulsanti a pressione, oppure premere interruttori a tempo o passare da una piattaforma in movimento all’altra. Sono mediamente molto facili.


Avril attacca con la forma mentale in Batora Lost Haven
Avril attacca con la forma mentale in Batora Lost Haven

Sia i puzzle che le battaglie si fondano sull’uso delle due nature di Avril, ovvero quella fisica e quella mentale, che corrispondono a Sole e Luna. La forma fisica combatte con uno spadone mentre quella mentale usa dei proiettili magici.

I nemici sono anch’essi caratterizzati da una delle due forme e subiscono più danni se si usa la stessa. Ogni forma, oltre a una combo base, ha quattro abilità che vengono sbloccate in modo automatico man mano che si avanza. Si può schivare, attivare scudi e usare due tipi di attacco speciale: tutte le mosse hanno un cooldown dopo l’utilizzo. Inoltre, usando una forma si carica un indicatore di quella opposta che può essere consumato per curarsi e potenziare il personaggio per qualche attimo.


Un esempio di puzzle in Batora Lost Haven
Un esempio di puzzle in Batora Lost Haven

L’idea di Batora è quindi di passare dal fisico al mentale per continuare a caricare l’indicatore e usare il potenziamento, affrontando a turno i nemici del tipo giusto. Anche le barre della vita sono separate tra fisico e mentale, quindi conviene sempre alternare una e l’altra per curarsi.

Il combattimento funziona, soprattutto nella seconda metà quando si hanno accesso a tutte le mosse, e sa divertire in quanto è rapido e dinamico con il continuo cambio di forma, ma le battaglie diventano presto ripetitive. Se il gioco fosse durato di più, sarebbe stato un problema. I boss migliorano la situazione in quanto hanno la doppia natura e le due barre della salute vanno accorciate in modo equilibrato, altrimenti il nemico può curarsi.


Un boss di Batora Lost Haven
Un boss di Batora Lost Haven

Avril può inoltre essere potenziata con delle rune, che fanno parte di tre categorie: Neutre, Difensore e Conquistatore. Ogni runa ha un costo e i punti massimi per equipaggiarle dipendono dalle nostre scelte narrative: alcune decisioni sono da Difensore mentre altre sono da Conquistatore. La verità, però, è che non fa troppa differenza in che direzione andiamo e cosa equipaggiamo, soprattutto perché le Neutre si assicurano di potenziarci quanto basta. I combattimenti non sono mai particolarmente difficili.

Nelle aree sicure di ogni mondo troveremo dei mercanti che vendono qualche runa e il gioco propone vari tipi di materiali da usare come merce di scambio. In realtà però tutti questi sistemi sono superflui e non ci sono vere e proprie build da creare per Avril, semplicemente si dà la priorità a una statistica invece che a un’altra (tra vita, danni e potenza dei critici e delle cure) senza però veramente poter avere grande impatto su queste. Anche in questo caso, il gioco è troppo piccolo e rapido e non dà spazio al lato GDR di evolversi e rendersi rilevante.


Un'area del primo mondo in Batora Lost Haven
Un’area del primo mondo in Batora Lost Haven

Segnaliamo infine che il gioco non è doppiato in italiano, ma presenza sottotitoli e menù nella nostra lingua. Il doppiaggio è discreto ma in generale il sonoro non ci ha colpito, né per effetti né per colonna sonora.

Per i cacciatori di trofei o più in generale i completisti, segnaliamo che è possibile sfruttare il sistema di salvataggi automatici per ritornare ai vari punti nei quali viene chiesta una scelta ad Avril. Lo si può fare immediatamente, di mondo in mondo, oppure anche subito dopo la fine del gioco, ottenendo tutti i trofei senza dover fare una seconda partita: in circa 7 ore abbiamo ottenuto il Platino.

Commento

Versione testata PlayStation 5

Digital Delivery

PlayStation Store

Prezzo
24,99

Batora Lost Haven sa occupare un po’ di ore del vostro tempo grazie a un sistema di combattimento piacevole, anche se un po’ ripetitivo per struttura dei livelli e tipologie di nemici. Purtroppo la trama fallisce pesantemente in termini di ritmo e non riesce ad appassionare. Considerando anche lo sconto di lancio, può essere un buon investimento per supportare un team italiano e occupare un weekend e poco più in attesa dei AAA di novembre, ma non aspettatevi di rimanere impressionati dall’opera di Stormind Games.

PRO

  • Sistema di combattimento divertente
  • Ambientazioni piacevoli

CONTRO

  • La trama fa troppo in poche ore di gioco
  • Sistema GDR scarsamente d’impatto
  • Scelte narrative poco rilevanti

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