Call of Duty: Modern Warfare 2, il provato della beta multigiocatore

Diciannove. Sono diciannove gli anni passati da Infinity Ward a sviluppare sparatutto per la serie Call of Duty e qualcuno potrebbe ragionevolmente pensare che ormai lo studio con sede a Encino abbia talmente tanta dimestichezza con questo tipo di progetti da non soffrire alcuna pressione, quando ne lavora uno. Il team si sta occupando di apporre gli ultimi ritocchi a Modern Warfare 2 prima della sua uscita, fissata al 28 ottobre 2022, ma mai come adesso ha di fronte un insieme di sfide dalle quali potrebbe in buona parte dipendere il futuro del marchio stesso. Il gioco non è infatti un Call of Duty come gli altri, ma il sequel diretto del titolo di maggior successo nella storia della serie, arriva dopo un paio di iterazioni che hanno fortemente deluso gli appassionati, e le scelte di design che lo caratterizzano saranno le fondamenta di Warzone 2.0, un’esperienza free-to-play che in passato ha fruttato ad Activision diversi miliardi di dollari.

Fatte queste premesse, possiamo comprendere meglio come il weekend appena trascorso, per Infinity Ward, possa essere stato un fine settimana particolarmente intenso e delicato. Le porte della beta di Call of Duty: Modern Warfare 2 si sono spalancate per accogliere una delle community più intransigenti dell’intero settore, e milioni di giocatori PlayStation si sono riversati sui server per dare un primo assaggio a quello che sarà il comparto multigiocatore del gioco. Ansiosi di mettere alla prova le scelte di design e le tante novità di questo capitolo, ci siamo gettati anche noi tra le playlist della beta per scoprirne tutti i segreti, pronti a parlarvene in questo articolo. Ecco quindi il nostro provato della beta di Call of Duty: Modern Warfare 2, frutto di diverse ore spese in compagnia del test che si è svolto in questi giorni. Sarà riuscita Infinity Ward ad imprimere la giusta direzione al gameplay di questo capitolo?

Nel segno della continuità

Modern Warfare 2 riparte dalle ottime basi poste dal suo predecessore

La beta si è rivelata un ottimo strumento per testare tutte quelle nuove meccaniche di gameplay presentate durante l’evento Next ed ha offerto un ampio spaccato dei contenuti che troveremo ad attenderci il prossimo 28 ottobre. Nei quattro giorni che sono trascorsi dall’apertura, la sessione di test ha dato in pasto alla community tre ambientazioni totalmente inedite e cinque diverse modalità di gioco, tra cui spiccano Knock Out e Soccorso prigionieri, accanto alle più classiche Deathmatch a squadre, Dominio e Cerca & Distruggi.

Call of Duty: Modern Warfare 2 è il seguito diretto del capitolo del 2019 e nessuno poteva ragionevolmente attendersi che la mela cascasse poi così lontana dall’albero, anche considerato come la qualità di quel reboot fosse particolarmente elevata. Infinity Ward ha scelto di ripartire da quanto di buono lo studio aveva fatto tre anni fa e oggi propone un’esperienza multigiocatore molto simile, ma significativamente rifinita, che trae gran parte della sua estetica e i suoi principi fondanti da quel videogioco. L’ambientazione è strettamente contemporanea, mentre il ritmo dell’azione non è mai stato così compassato come in questo capitolo, anche in seguito ad alcune modifiche al sistema di movimento che approfondiremo tra poco. In linea di principio, l’evidente volontà di Infinity Ward è stata quella di confezionare una formula multigiocatore non adatta agli stili di gioco più frenetici, favorendo invece chi ha l’abitudine di muoversi sulla mappa controllando accuratamente ciascun angolo e ogni linea di fuoco.

La prima evidenza di questa nuova filosofia, che tra l’altro poteva essere già intravista nel primo Modern Warfare, è la rimozione del cosiddetto “slide cancel“, uno stratagemma che permetteva ai giocatori di interrompere l’animazione della scivolata a metà per muoversi molto più velocemente e non esporsi agli svantaggi dello scatto tattico, che fa il suo ritorno in quest’edizione. Erano tre anni che l’intero sistema di movimento di Warzone, soprattutto nel panorama competitivo, si fondava sulla trovata dello slide cancel, e la sua assenza rivoluziona direttamente il ritmo del gameplay di Modern Warfare 2 e, di conseguenza, anche quello di Warzone 2.0.

Per quel che riguarda il time to kill, conosciamo Infinity Ward e sappiamo che lo studio ha da sempre l’abitudine di presentare un TTK sostanzialmente più veloce di quelli che appaiono negli sparatutto di Treyarch e Sledgehammer. Anche in questo caso la tradizione non è stata tradita. Paradossalmente, il time to kill di Call of Duty: Modern Warfare 2 rischia di essere ancora più rapido di quello visto nel 2019 e, sebbene la materia rimanga al 100% una questione di gusto personale, siamo certi che questa scelta esporrà Infinity Ward a qualche lamentela da parte della community. Dal canto nostro, possiamo confessarvi di esserci trovati perfettamente a nostro agio con questa impostazione, ma nulla impedirà allo studio di ascoltare le richieste dei fan per apportare le dovute modifiche prima del lancio.

Le novità di gameplay al banco di prova


Rimanere appesi a una sporgenza, mentre tutto attorno infiamma la guerra, non è mai una buona idea in Call of Duty: Modern Warfare 2
Rimanere appesi a una sporgenza, mentre tutto attorno infiamma la guerra, non è mai una buona idea in Call of Duty: Modern Warfare 2

Durante l’evento Next della scorsa settimana, Activision e Infinity Ward avevano presentato nel dettaglio la sfilza di novità di gameplay che faranno il loro debutto in Call of Duty: Modern Warfare 2 e, dal momento che alcune di loro riguardavano proprio il sistema di movimento, non vedevamo l’ora di provarle per capire se queste avrebbero potuto in qualche modo rendere più imprevedibili gli scontri a fuoco ora che lo slide cancel è un lontano ricordo. Oltre alla scivolata e all’ormai noto “mounting” (la possibilità di appoggiare l’arma a una superficie per tamponarne il rinculo), il gioco include due funzionalità nuove di zecca, che però non sono riuscite entrambe a convincerci fino in fondo. La prima permette di aggrapparsi a una sporgenza invece che oltrepassarla con un salto, per sbirciare dall’altra parte e fare fuoco con l’arma secondaria: se almeno sulla carta poteva trattarsi di una buona idea, dopo qualche partita ci siamo rapidamente resi conto che rimanere stazionari in una posizione di assoluta vulnerabilità porta velocemente al respawn, anche in un gioco dal ritmo più rilassato, ma che si fonda sempre e comunque sulle rapide rotazioni della mappa da parte delle due squadre.

La seconda è il tuffo, un elemento già apparso in altri Call of Duty, e che fa il suo ritorno nell’edizione del 2022. Sebbene questa funzionalità possa rivelarsi davvero utile in alcune rarissime occasioni, come quando è necessario riposizionarsi per sopravvivere a una granata, non offre alcun reale vantaggio negli scontri a fuoco. Il tempo che il personaggio impiega a sparare dopo l’animazione del tuffo è infatti a dir poco interminabile, quindi scordatevi di gettarvi oltre a un angolo per sorprendere un avversario e crivellarlo di colpi. Anche perché il “bunny hopping” sarà sempre più efficace del tuffo e con tutte le limitazioni al movimento di questo capitolo sarà quest’anno l’unico vero espediente per cogliere impreparati i nemici.


L'animazione di ricarica dell'arma non potrà essere più interrotta per rispondere a una minaccia
L’animazione di ricarica dell’arma non potrà essere più interrotta per rispondere a una minaccia

Un’altra considerevole novità è rappresentata dalla ricarica graduale delle armi da fuoco, che applicherà indirettamente un corposo incremento all’uso delle pistole. Se in passato era sempre possibile annullare l’animazione della ricarica per rispondere in fretta alla comparsa di un nemico, in Call of Duty: Modern Warfare 2 le animazioni sono consequenziali e non possono essere interrotte, quindi una volta estratto il caricatore dal fucile sarete costretti ad assistere a tutto il processo di caricamento dell’arma, prima di tornare a sparare. Questa innovazione implica che per la prima volta dal 2003, come diceva Gaz, passare alla pistola sarà realmente più veloce che ricaricare e, in questo senso, ci aspettiamo che le armi secondarie finiscano con l’assumere un maggior peso nell’economia di gioco, specialmente quando si equipaggia una bocca di fuoco che ha un’animazione di ricarica particolarmente lunga.

Mappe e modalità di gioco


La corsia centrale di Mercado è un vero tritacarne
La corsia centrale di Mercado è un vero tritacarne

La beta ci ha offerto l’opportunità di dare un primo sguardo alle mappe e alle modalità di gioco di Call of Duty: Modern Warfare 2, di cui abbiamo ricevuto un piccolo assaggio questo fine settimana. Sul tema delle mappe, è ancora presto per dare giudizi definitivi sulla qualità del loro design, ma quel che è certo è che la promessa degli sviluppatori di rendere le arene più lineari e comprensibili è stata centrata appieno. Ne abbiamo provate quattro e, sebbene ci vorrà del tempo per assorbirne pregi e difetti, ci sono sembrate tutte ben congeniate e sufficientemente equilibrate, anche se dobbiamo ammettere che nessuna di queste possiede il carattere e il fascino di quelle del primo Modern Warfare, risultando forse un po’ troppo anonime.

La buona notizia è che una delle principali criticità dell’edizione del 2019 non si è ripresentata durante questa beta. Per tutto il fine settimana non abbiamo mai avuto problemi con i respawn, sintomo di come Infinty Ward abbia fatto la scelta giusta nel riproporre un’esperienza molto simile alla precedente, per rifinirla e migliorarla sotto tutti i punti di vista.

Abbiamo inoltre avuto modo di provare le due modalità inedite presentate durante l’evento Next, Knock Out e Soccorso prigionieri, entrambe caratterizzate da un’anima squisitamente tattica e dall’assenza dei respawn. La prima è fondamentalmente un deathmach senza rianimazioni, quindi la formazione che viene eleminata per ultima esce vincente dal round. La seconda prevede invece di scortare (o difendere) due ostaggi per portarli verso un punto d’estrazione, un obiettivo che senza il gioco di squadra è impossibile da portare a termine. Entrambe non apportano chissà quale rivoluzione in termini di meccaniche di gioco, ma ci sentiamo di promuoverle appieno poiché non solo spingono i giocatori a collaborare, ma sono inoltre molto coerenti con l’idea di Infininty Ward di rendere l’azione più ragionata, più intelligente.

Specialità e Gunsmith 2.0


Saranno decine le modifiche applicabili a un'arma da fuoco
Saranno decine le modifiche applicabili a un’arma da fuoco

Le Specialità hanno sempre rappresentato una costante, un punto di riferimento per la serie Call of Duty. Introdotte per la prima volta da Infinity Ward in Call of Duty 4: Modern Warfare, sono spesso state l’unico elemento di continuità tra i tanti capitoli della saga, ed è bizzarro pensare che sia proprio lo studio che le ha inventate a rivoluzionarne ora il funzionamento. A partire da quest’anno, infatti, le Specialità equipaggiabili saranno quattro, e non saranno più tutte attive fin dall’inizio del match, ma si sbloccheranno progressivamente col passare del tempo e man mano che il giocatore accumula punti. Se le prime due saranno disponibili immediatamente, la terza si riceve solo dopo circa quattro minuti di gioco, e sarà necessario attenderne ben otto prima di vedersi ricapitare la quarta e ultima Specialità, che include perk come Inflessibile, Massima Allerta e soprattutto Fantasma.

La scelta di rivoluzionare un sistema che funzionava perfettamente in passato è pressoché inspiegabile e ha diverse evidenti criticità relative all’effetto palla di neve, quello che vede una squadra ottenere un vantaggio considerevole all’inizio di una partita che poi si trascina per tutto il match, ingigantendosi. Una Specialità come Fantasma, ad esempio, si può ottenere solo dopo diversi minuti di gioco, quindi la formazione che riceve per prima un UAV potrà contare sull’assenza di qualsiasi contromisura, sfrutterà il vantaggio per incassare più eliminazioni e otterrà di conseguenza un maggior numero di UAV e altre serie di uccisioni a sua volta. Non sappiamo se Infinity Ward avrà il tempo per ascoltare il feedback della community e tornare a una configurazione più classica, ma quel che è certo è che il nuovo sistema sembra non apportare alcun beneficio, e rischia di influenzare negativamente gli equilibri di gioco.

Se l’esperimento delle Specialità non ha portato i suoi frutti, quello del Gunsmith 2.0 si è dimostrato più che azzeccato e non vediamo l’ora di scoprire quali saranno le vere potenzialità del nuovo editor, presente nella beta in una versione molto limitata. Quel che davvero impressiona è la quantità di modifiche per ciascuna arma: col fatto che ora diverse piattaforme di fuoco condividono accessori come ottiche e silenziatori, il numero di questi ultimi sembra raddoppiato, offrendo al giocatore un grado di personalizzazione mai visto prima in un Call of Duty. Vogliamo approfondire le dinamiche di progressione dell’equipaggiamento prima di dare giudizi definitivi, ma la sensazione è quella che Infinity Ward abbia applicato in questo campo un vero cambio di paradigma rispetto al passato.

Profilo tecnico


Una scena della modalità Soccorso Prigionieri
Una scena della modalità Soccorso Prigionieri

Per quel che riguarda il comparto grafico, anche in questo caso Modern Warfare 2 beneficia di tutti quegli elementi che resero il suo predecessore un’avanguardia tecnica, dopo anni di sparatutto arretrati. Su PS5 la beta si è mostrata in grande splendore, presentando dei modelli delle armi semplicemente sbalorditivi, un ottimo sistema d’illuminazione ambientale (forse un po’ indietro rispetto a quello del primo capitolo) e delle animazioni ancora una volta straordinariamente fedeli, che portano l’arma a emettere copiosi sbuffi di fumo dopo che si è premuto il grilletto.

Sulla console ammiraglia di Sony le performance in termini di fluidità sono a dir poco stellari, mentre non abbiamo potuto provare il gioco su PS4, anche se abbiamo ricevuto diverse segnalazioni in merito a frequenti crash dell’applicazione, che in alcuni casi hanno costretto i giocatori a riavviare il sistema. Naturalmente ogni considerazione andrà poi confermata in fase di recensione, ma la sensazione è quella che Infinity Ward, dal punto di vista tecnico, sappia davvero dove mettere le mani.

Dopo diverse ore trascorse in compagna della beta, è evidente che Call of Duty: Modern Warfare 2 rappresenti per Activision la punta di diamante di un marchio che nell’ultimo periodo non sempre è riuscito a convincere la sua platea di riferimento. Infinity Ward ha corretto gli errori del passato, perfezionato la formula di gameplay del suo precedente capitolo, ed è pronto ora a caricarsi sulle spalle il futuro della serie, conscio di avere tutte le carte in regola per fare il botto ancora una volta. Alcune scelte di design sono poco a fuoco, è vero, ma fatta eccezione per le Specialità tutto sembra essere al suo posto, e noi non vediamo l’ora di scoprire le reali potenzialità della nuova fatica dello studio californiano.

CERTEZZE

  • Il gameplay funziona a meraviglia
  • Eccellente il design delle mappe
  • Il Gunsmith 2.0 è un cambio di paradigma epocale

DUBBI

  • Le Specialità, così come sono ora, rischiano di sbilanciare troppo ogni partita
  • Le novità al sistema di movimento sono fini a sé stesse

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Call of Duty: Modern Warfare 2, il provato della beta multigiocatore

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