Flintlock: The Siege of Dawn, un’anteprima dalla Gamescom focalizzata sul sistema di combattimento

Alla Gamescom 2022 siamo riusciti ad assistere a una lunga presentazione in anteprima di Flintlock: The Siege of Dawn focalizzata sul sistema di combattimento.

Annunciato all’inizio di quest’anno e poi approfondito in occasione della conferenza Xbox & Bethesda di giugno, Flintlock: The Siege of Dawn è un titolo che ha catturato l’attenzione di un nutrito gruppo di giocatori fin dalle primissime sequenze in movimento. Realizzato dallo stesso team che ha portato sul mercato Ashen, gioco di ruolo d’azione dal look particolarmente ricercato e con un’ambientazione molto affascinante, il nuovo progetto sembra dimostrare con forza i notevoli progressi produttivi compiuti dai ragazzi di A44 Games nell’arco di pochissimi anni: quest’opera sembra puntare molto più in alto, complice il publishing di Kepler Interactive e, oltre ad arrivare su tutte le piattaforme contemporaneamente all’inizio del prossimo anno, propone una struttura di gioco molto più attuale e stratificata.

Non è soltanto una questione di profondità del gameplay, ma anche e soprattutto di approfondimento del mondo in cui sono ambientate le vicende: basta dare un’occhiata ai trailer oppure leggere le prime informazioni distribuite per rendersi conto che stavolta il team vuole dare ancora più spazio alla mitologia che sta alla base delle vicende narrate, offrendo ai giocatori uno scenario più corposo e consistente.

Ne abbiamo parlato a lungo nel primo speciale dedicato a Flintlock, proprio in occasione del suo reveal e vi invitiamo a leggere quell’articolo se volete conoscere più nel dettaglio il background narrativo e “geografico” di questo progetto, o anche soltanto volete avere qualche dettaglio sui 2 protagonisti.

In questa anteprima dalla Gamescom 2022 di Flintlock ci focalizzeremo invece su una manciata di sensazioni e impressioni relative al sistema di combattimento e alla natura open world del titolo: elementi che abbiamo potuto approfondire durante una presentazione a porte chiuse a cui abbiamo assistito durante la Gamescom 2022 e che ci ha permesso di vedere in azione Flintlock giocato davanti ai nostri occhi da uno degli sviluppatori. Certo, ci sarebbe piaciuto poterlo provare in prima persona, ma purtroppo non si può sempre volere tutto e quindi, noi per primi, ci siamo dovuti accontentare.

Un open world originale

Nor, la protagonista di Flintlock: The Siege of Dawn

Di base, lo ripetiamo nuovamente, Flintlock: The Siege of Dawn è un gioco di ruolo action open world fortemente basato su meccaniche soulslike, non tanto nella precisione dei colpi e nella necessità maniacale di esibirsi in schivate e parate, quanto nella caratterizzazione di nemici e boss che richiedono tutti una sana dose di studio e gestione dei pattern d’attacco e difesa. A colpire di primo acchito è l’ambientazione che cerca di unire uno strato di realismo con scenari, flora e fauna basati sulla Nuova Zelanda a numerosi elementi fantasy e mitologici più o meno moderni che cercano di coniugare con una strana dissonanza, magia, divinità, armi da fuoco e armamentario da taglio e contundente medievale.

Per quanto quindi gran parte delle dinamiche di gameplay e una nutrita selezione degli strumenti di offesa sappiano di già visto, questa strana unione tra elementi così discordanti e difficilmente riscontrabili in un singolo gioco, lo rendono un progetto dall’aspetto estetico e dalle componenti action, se non proprio unici, quantomeno molto originali.

Ai nostri comandi avremo Nor, una ragazza slanciata e muscolosa, forgiata dal suo lavoro di geniere che, insieme ad un nutrito gruppo di ribelli, ha scelto di lanciarsi in una impari guerra contro le divinità che hanno scelto di invadere il suo mondo natale. Nella prima battaglia tra le due fazioni, il gruppo di Nor viene sconfitto ed i pochi sopravvissuti vengono costretti a disperdersi e rifugiarsi in un esilio volontario.

Tuttavia le preghiere disperate di Nor vengono infine ascoltate da Enki, una sorta di divinità minore che si presenta nelle strane vesti di una volpe in grado di teletrasportarsi, emettere energia e comunicare telepaticamente con la nostra protagonista. Esibendosi tra l’altro in dialoghi particolarmente audaci e sfrontati. Questa neonata e strana coppia proverà a riunire i ribelli nel tentativo di vendicarsi e sferrare un colpo mortale alle divinità che stanno mettendo a ferro e fuoco la terra natia.

Un sistema di combattimento rapido ma profondo


Mentre Nor combatte, Enki tieni immobilizzato un nemico
Mentre Nor combatte, Enki tieni immobilizzato un nemico

Proprio dal dinamismo delle 2 figure principali si generano tutte le peculiarità del gameplay di Flintlock: The Siege of Dawn. Innanzitutto soltanto Nor sarà direttamente ai nostri comandi mentre Enki, oltre a muoversi sul campo di battaglia in autonomia, potrà essere gestita selezionando un avversario all’interno dell’inquadratura e quindi attivando le abilità della volpe. Tra queste abbiamo notato dei colpi eseguiti in rapida successione in grado di interrompere le sequenze di attacco degli avversari e una sorta di stasi con cui Enki può tenere temporaneamente immobilizzato un nemico così da lasciarlo alla mercé dei nostri colpi.

Per quanto riguarda proprio gli attacchi del nostro avatar, il mix proposto da Flintlock appare decisamente molto dinamico, nonostante le radici soulslike già citate. Nor è, infatti, equipaggiata con un’ascia da abbordaggio che le permette di sferrare colpi leggeri e potenti, ma anche di disarmare e letteralmente staccare pezzi di corazza e scudi dagli avversari. Onestamente non è molto chiaro se saremo in grado di cambiare quest’arma principale o potremo limitarci a potenziarla nel corso del gioco, ma da quel poco che abbiamo visto, le combinazioni di colpi appaiono comunque sufficienti a garantire una buona varietà di attacchi.

Inoltre, la stessa arma da taglio servirà anche a parare eventuali assalti avversari con l’immancabile dinamica della parata perfetta che si può attivare con il giusto tempismo lasciando storditi gli avversari e quindi pronti alla nostra finish. La seconda arma imbracciata è invece una bocca da fuoco. Inizialmente avremo con noi una rivoltella, ma su questo fronte lo sviluppatore ha già promesso diverse variazioni sul tema con armi più “automatiche” in grado di sparare diversi colpi di seguito e, al contrario, armi a singolo colpo molto più potenti per scontri dalla distanza o ravvicinati. Un esempio è il fucile che si intravede in una battaglia con un boss all’interno del recente trailer.


La rivoltella di Nor è perfetta anche per finire un nemico
La rivoltella di Nor è perfetta anche per finire un nemico

La combinazione tra arma melee e bocca da fuoco genera un balletto che diventa uno degli elementi caratteristici del sistema di combattimento di Flintlock con Nor che alterna con grandissima rapidità mazzate a distanza ravvicinata e spari utili a finire un nemico atterrato, oppure si lancia in uno scontro sparando non appena l’avversario entra nell’inquadratura così da togliere già una cospicua dose di energia da un avversario prima di attaccarlo con l’ascia. Non mancano poi le schivate che ci sono sembrate particolarmente lunghe ed estremamente rapide mentre nuova di zecca per il genere è una sorta di finish che ci ha ricordato moltissimo le glory kill di DooM: dopo aver inflitto abbastanza colpi a un nemico, questo rimane in una sorta di stasi mentre il suo corpo si colora d’oro e arancio. A quel punto dovremo essere abbastanza veloci da avvicinarci per far partire una sequenza di attacco che si conclude immancabilmente con la sua morte.

Qualcosa di similare sembra avvenire anche durante gli scontri con i nemici più corazzati e i boss principali, ovvero le divinità che tengono sotto scacco le varie zone del mondo di gioco. Durante queste battaglie la dinamica principale consiste nel disarmare l’avversario e quindi iniziare a smontare pezzo per pezzo le sue difese, che siano scudi o armature, così da lasciare allo scoperto i punti deboli o, semplicemente, rallentare e rendere meno efficaci i suoi assalti.

Come se tutto questo non bastasse, Nor è capace di muoversi all’interno delle zone con una sorta di teletrasporto a breve distanza che si configura come le più classiche delle scorciatoie delle opere di From Software: esplorando adeguatamente le aree e liberandole dai nemici, potremo far apparire dei triangoli luminosi nel cielo che ci permetteranno di librarci nell’aria grazie ai poteri di Enki così da coprire ampi spazi in un attimo o, addirittura, raggiungere zone precedentemente inaccessibili. Tra l’altro, al termine del teletrasporto, trovandoci in aria potremo atterrare su eventuali avversari con un fragoroso schianto a terra che si configura come un colpo ad area.

Un po’ soulslike, un po’ RPG classico


Nella carovana che ci accompagnerà troveremo molti personaggi decisamente caratteristici
Nella carovana che ci accompagnerà troveremo molti personaggi decisamente caratteristici

Non abbiamo ancora detto tutto di Flintlock: The Siege of Dawn. Ad esempio non siamo scesi nei dettagli dei falò e dei punti di salvataggio del gioco. Anche in questo caso si nota l’ispirazione dei soulslike più classici, ma non manca l’elemento inedito innestato dai ragazzi di A44 Games. Troveremo infatti gli immancabili fuochi dove poterci riposare ma questi saranno, in pratica, di due tipi diversi. Ci saranno falò maggiori che comporteranno lo spostamento della carovana dei ribelli che ci seguirà nel corso dell’avventura consentendoci di acquistare nuovo equipaggiamento e raccogliere quest principali e secondari, ma non mancheranno anche ripari minori che ci permetteranno semplicemente di salvare il nostro progresso e ripartire in caso di morte prematura.

Anche il respawn degli avversari sarà ovviamente presente, ma fortemente mitigato dalla gestione dell’open world e della sua liberazione dall’influenza delle divinità malvagie. In alcuni casi infatti, ripulire una struttura o un accampamento dalla presenza nemica comporterà il suo ripristino a favore degli abitanti del mondo di gioco e quindi, una volta utilizzato il falò al suo interno, non dovremo più preoccuparci degli avversari, ma anzi potremo tranquillamente passeggiare in una zona che si è tornata a popolare di cittadini e persone benevole.

C’è invece un elemento che avvicina Flintlock ai giochi di ruolo più classici ed è la gestione delle abilità di Nor. Purtroppo non ci è stata data la possibilità di osservare nel dettaglio l’albero dei talenti, ma lo sviluppatore ci ha confermato che potremo far evolvere la protagonista lungo 3 differenti rami: uno completamente focalizzato sui combattimenti melee e che meglio incarna l’anima da soulslike del gioco offrendo ai giocatori ampi margini per dedicarsi a un combattimento tecnico e impegnativo. Ci saranno poi i talenti focalizzati sulle armi da fuoco maggiormente adatti a chi preferisce attaccare dalla distanza e, magari, cercare di indebolire pesantemente gli avversari prima che lo scontro diventi ravvicinato. E infine non mancherà il ramo delle magie che, in modo implicito, potenzierà Enki donando alla volpe assalti più potenti e duraturi ma anche, a quanto pare, ulteriori abilità magiche acquisite dall’uccisione delle varie divinità in uno stile che potrebbe quasi trasformare Flintlock in un metroidvania all’acqua di rose.


Il mondo di Flintlock: The Siege of Dawn dovrebbe essere molto vasto
Il mondo di Flintlock: The Siege of Dawn dovrebbe essere molto vasto

Insomma il nuovo titolo di A44 Games sembra unire veramente tantissime meccaniche e dinamiche già viste in altri titoli, ma in un modo originale e, soprattutto, molto promettente. L’unica cosa che manca, al momento, è una data di uscita precisa visto che Flintlock: The Siege of Dawn arriverà su PC, PS4, PS5, Xbox One e Series S|X all’inizio del prossimo anno, anche sul Game Pass. Quando, di preciso, ancora non ci è dato saperlo.

Flintlock: The Siege of Dawn è stracolmo di caratteristiche mutuate dai soulslike e dagli action RPG che tenta di riunire nella cornice di un open world artisticamente molto interessante. Il sistema di combattimento appare dinamico, veloce, divertente ma anche molto tecnico e stratificato e la continua alternanza tra colpi melee, spari e magie utili a distrarre i nemici, potrebbe contribuire a rendere questo titolo molto più originale di quanto la somma delle sue singole parti possa far sperare. Chiaramente mancano ancora molti elementi per poter giudicare nel dettaglio la nuova opera di A44 Games, in primis la possibilità di giocarlo, ma non possiamo nascondere di aver segnato il titolo nella nostra agenda dei sorvegliati speciali perché potrebbe saltare fuori un titolo davvero interessante.

CERTEZZE

  • Il mondo di gioco è ispirato
  • Il sistema di combattimento
  • La dinamica tra i due protagonisti

DUBBI

  • Va assolutamente provato
  • Il cross-platform potrebbe limitarlo da un punto di vista tecnico

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Flintlock: The Siege of Dawn, un’anteprima dalla Gamescom focalizzata sul sistema di combattimento

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