Logitech G Cloud, abbiamo provato la nuova console portatile Android per il gioco in streaming

Stiamo chiaramente vivendo un momento d’oro per quello che concerne i videogiochi. Le nuove console di Sony e Microsoft cominciano finalmente a essere nelle case dei videogiocatori, Switch continua a macinare un successo dietro l’altro non accennando a rallentare con le sue pregevoli uscite mensili, il PC gaming è praticamente al suo apice tra il cambio generazionale di queste settimane che sta coinvolgendo CPU e GPU e un flusso inarrestabile di pubblicazioni. E in tutto questo rimane latente, sullo sfondo, il gioco mobile che, pur rappresentando una minoranza nel chiacchiericcio quotidiano, è indubbiamente il settore che genera i numeri e il fatturato più elevati a dimostrazione di uno stato di salute eccellente.

Poi ci sarebbe da fare un discorso a parte sul mercato delle console portatili dato per morto all’epoca del 3DS e di PlayStation Vita e ritornato sugli scudi grazie al genio di Nintendo e di alcuni progetti che sembravano avere il fiato corto, ma che evidenziano l’esistenza di uno specifico target di videogiocatori molto interessato a questo modo di giocare, che è spesso accessorio e collaterale al gaming su scrivania e in salotto. Steam Deck, Ayaneo, Pocket, Evercade, Playdate sono i primi nomi che ci vengono in mente e che dimostrano con forza in quante salse si possa declinare l’idea di giocare in mobilità.

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In questo scenario così variegato e in costante trasformazione, appare un nuovo contendente: Logitech G Cloud, una console che nasconde sotto al cofano un tablet Android, specificatamente disegnata intorno al concetto di gioco in streaming e che nasce da una particolare joint venture tra il famosissimo produttore di accessori e periferiche e Tencent, il colosso cinese che da anni si sta posizionando sul mercato dei videogiochi. Invitati alla prima edizione del LogiPlay, un evento organizzato da Logitech a Berlino che potrebbe tranquillamente diventare un appuntamento annuale, abbiamo avuto l’opportunità di assistere alla presentazione della macchina, la stessa che probabilmente avrete già visto anche voi mentre state leggendo queste righe, ma anche di scambiare qualche parola con il suo creatore, Ahmed Riaz, e provarla in prima persona per qualche ora.

Specifiche tecniche

Questa è Logitech G Cloud

Partiamo ovviamente dalla componentistica hardware che è alla base di G Cloud, ovvero dalle sue specifiche tecniche. A potenziare il tutto troviamo uno Snapdragon 720G, un System on Chip con 8 core, 2 ad alte prestazioni e 6 ad alta efficienza, di un paio di generazioni fa, oggi considerabile in linea con quello che è possibile trovare negli smartphone di fascia più bassa. La componente video dovrebbe essere gestita dall’Adreno 618 mentre sul fronte della RAM, dovrebbero esserci 4 GB di memoria di tipo LPDDR4.

Usare i condizionali è d’obbligo visto che su questo fronte Logitech è stata particolarmente avara di dettagli e nel poco tempo che avevamo a disposizione con la console, siamo riusciti soltanto a far girare un paio di benchmark che però non identificavano con precisione il SoC e la componentistica interna, probabilmente a sottolineare un qualche tipo di variante realizzata ad hoc da Snapdragon per questa G Cloud.

Per quanto riguarda il display abbiamo uno schermo touch da 7 pollici di diagonale, Full HD quindi 1920 x 1080 e ovviamente proporzioni 16:9. Il refresh rate è di 60 Hz mentre la luminosità dichiarata è di 450 nit. Non c’è supporto ad alcun tipo di HDR, mentre la tecnologia utilizzata è IPS. Il display non è ricoperto da pellicole anti riflesso e, purtroppo, abbiamo potuto utilizzare la console soltanto al chiuso in ambiente controllato. Ci è sembrata comunque avere una luminosità accettabile e una buona resa dei colori, anche se non ci sono informazioni specifiche sul gamut. Siamo rimasti invece meno convinti dalla riflettanza, che potrebbe rappresentare un problema se l’ambiente di gioco presenta molta luce alle spalle o sopra la testa, ma è chiaro che in questa fase è davvero complesso esprimere delle valutazioni più precise, anche perché il concetto stesso di G Cloud la rende poco utilizzabile in movimento, sui mezzi pubblici o all’aperto, riducendo di molto il problema dei riflessi.


Il retro di Logitech G Cloud
Il retro di Logitech G Cloud

Altri elementi degni di nota sono la presenza di una porta microSD per espandere la memoria interna che era di 64 GB nel modello che abbiamo potuto provare, l’attacco mini-jack da 3,5 mm per le cuffie e un paio di altoparlanti stereo posizionati nella parte bassa della console. La batteria installata dovrebbe essere di 4000 mAh e, stando alle parole di Logitech, si parla di circa 12 ore di autonomia, chiaramente dipendenti da quanto si gioca in streaming e quanto invece si utilizzano le applicazioni Android in modo nativo. Pare essere supportata la ricarica rapida, anche se mancano dettagli in merito al numero di Watt dell’alimentatore e, stando alle dichiarazioni, dovrebbero bastare 2 ore e mezza di ricarica per avere la console al 100% della sua autonomia.

È presente anche una porta USB-C che serve a ricaricare la macchina, ma può essere anche utilizzata per la trasmissione di dati e audio, ma non ha funzioni DisplayPort: questo significa che G Cloud non può essere collegata a uno schermo esterno.
Sul fronte della connessione, si parla di WiFi 5 e Bluetooth 5.1 con supporto aptX.

Scheda tecnica Logitech G Cloud

  • Dimensioni: 256.84 x 117.21 x 32.95 mm
  • Peso: 463 g
  • System on Chip: Qualcomm Snapdragon 720G
  • Display:
    • Dimensione: 7 pollici di diagonale con multi-touch
    • Risoluzione: 1920 x 1080 FHD (16:9 ratio)
    • Tipologia: LCD IPS
    • Luminosità: 450 nits
    • Refresh: 60 Hz
  • Connettività:
    • WiFi: 2×2 MIMO, 802.11a/b/g/n/ac, 2.4GHz/5GHz
    • USB 3.1 USB-C x 1
    • Minijack 3.5 mm stereo per cuffie e auricolari
    • Bluetooth 5.1 con supporto aptX
  • Audio:
    • Altoparlanti stereo
    • Microfono stereo con cancellazione dell’eco e soppressione del rumore
    • Supporto a cuffie con connessione USB-C
  • Sensori: Sense Control con feedback aptico, sensore IMU a 6 assi, sensore illuminazione ambientale
  • Batteria: Ricaricabile con 2 celle in parallelo
  • Software:
    • Android 11
    • Supporto ufficiale a Xbox Cloud Gaming, NVIDIA GeForce Now (fino a 1080p e 60 FPS), Xbox Remote Play e Steam Link
    • Prezzo: 299$ in pre-order, 349$ al lancio

Design e layout dei tasti


Un dettaglio dell'analogico sinistro e della croce digitale di Logitech G Cloud
Un dettaglio dell’analogico sinistro e della croce digitale di Logitech G Cloud

La prima cosa che si nota non appena si prende in mano Logitech G Cloud è chiaramente il suo peso. La console è particolarmente leggera, ma contemporaneamente restituisce un eccellente feeling in merito alla sua resistenza e alla fattura pregevole delle plastiche utilizzate.

Per entrare nel dettaglio, siamo sui 463 grammi distribuiti con grande cura tra le due parti più esterne, quelle prensili e bombate che presentano anche una texture adatta a mantenere un’alta aderenza con il palmo delle mani, e la lunga parte centrale che alloggia lo schermo, la scheda madre e il SoC e che risulta particolarmente sottile. Per avere un riferimento, Nintendo Switch classica pesa circa 400 grammi mentre Steam Deck si avvicina ai 700 grammi.

Anche le dimensioni rendono G Cloud una console portatile “nella norma” e molto vicina come aspetto proprio a Nintendo Switch, rappresentando una sorta di punto d’incontro ideale tra il design di Lite e la grandezza di Switch OLED. Secondo le specifiche, la macchina Logitech misura 25,6 x 11,7 x 3,2 cm, circa un centimetro più lunga e più larga dell’ultima console nata in casa Nintendo. Di nuovo, una volta presa in mano, la console si presenta da subito molto comoda e maneggevole e questo è sicuramente uno degli aspetti che ci ha maggiormente convinti.

La disposizione dei tasti è molto vicina a quanto siamo soliti trovare su un pad Xbox. Quindi 2 analogici posizionati in modo asimmetrico, 4 pulsanti frontali con i simboli A, B, X e Y, 2 grilletti analogici e 2 dorsali digitali, una croce decisamente sovradimensionata, i 2 pulsanti per i menu e ulteriori 2 pulsanti specifici della console: il tasto home che riporta il giocatore alla dashboard proprietaria di Logitech e Tencent e un tasto giallo G che abbiamo scoperto essere utilizzato esclusivamente per richiamare il menu Xbox quando stiamo utilizzando il Game Pass Cloud.


Un dettaglio del grilletto e del dorsale sinistri di Logitech G Cloud
Un dettaglio del grilletto e del dorsale sinistri di Logitech G Cloud

Anche in questo caso ci sentiamo di esprimere un giudizio tendenzialmente positivo: buoni i tasti posteriori, accettabili i frontali e la croce (forse si poteva lavorare un pochino di più sul feedback della pressione) e ci sono sembrati particolarmente buoni i due analogici che oltre ad avere una corsa molto precisa, hanno anche un bel click. Chiacchierando con Ahmed Riaz, abbiamo appreso che questi due input sono il frutto di tutto il lavoro svolto sul controller Astro C40 e in particolare sul feedback degli utenti, la longevità, la resistenza degli analogici con l’obiettivo di offrire due levette in grado di durare nel tempo e di restituire la precisione ideale. Ci riserviamo di nutrire qualche dubbio invece sul posizionamento dell’analogico destro rispetto ai 4 pulsanti frontali: chi scrive ha le mani abbastanza grandi e ha provato un po’ di fatica a tenere il pollice con un’angolazione eccessivamente “chiusa” per posizionare la mano destra in modo da poter raggiungere i pulsanti posteriori e quelli frontali in modo rapido alternandoli con l’uso di questo analogico.

Le prime impressioni


Sulla parte inferiore di Logitech G Cloud trovano spazio il minijack per cuffie e auricolari e la porta USB-C
Sulla parte inferiore di Logitech G Cloud trovano spazio il minijack per cuffie e auricolari e la porta USB-C

Arriviamo al nocciolo di questo articolo di prova: la nostra esperienza breve, ma intensa con Logitech G Cloud. Sul fronte dell’ergonomia abbiamo parlato a sufficienza nel capitolo precedente e quindi in questo frangente ci concentreremo soprattutto sull’elemento software e sull’utilizzo vero e proprio della console.
Innanzitutto vale la pena ribadire che questo esperimento di Logitech e Tencent è di base un tablet Android. Il sistema operativo di Google, che qui è in versione 11 e ci è stato confermato non sarà aggiornato per il lancio, ma in una futura data da destinarsi, magari saltando addirittura dalla versione 11 alla 13, è presente in background con diversi elementi che sono direttamente accessibili dall’utente.

C’è il pannello di controllo classico di Android a cui si può avere accesso dalle impostazioni generali della console, ma soprattutto è disponibile direttamente nella dashboard principale, l’accesso al Play Store e a tutte le applicazioni mobile installate. G Cloud può essere infatti utilizzata come un qualsiasi smartphone o tablet installando Chrome, Netflix, GMail, Geekbench, programmi di fotoritocco o editing video e, ovviamente, tutti i giochi disponibili sullo store di Google. Così facendo però dovete tenere bene in mente che la console andrà a sfruttare il suo SoC, il molto poco potente Snapdragon 720G con tutte le conseguenze del caso. Abbiamo provato rapidamente sia Asphalt 8 che Diablo Immortal con risultati accettabili, ma pesantemente al di sotto di quello a cui siamo abituati utilizzando un qualsiasi smartphone di fascia media, mentre sul fronte delle applicazioni c’è una fastidiosa limitazione del sistema operativo che impedisce di avere più di un software aperto per volta. Anche solo passare da Chrome a GMail richiede la chiusura dell’applicazione aperta per prima. In realtà abbiamo notato che qualcosa rimane in memoria visto che alla riapertura si ritorna esattamente dove avevamo lasciato il software prima della sua chiusura, ma è chiaro che Logitech G Cloud è progettata per il gaming in streaming, non per l’utilizzo in modalità tablet.

Nel momento in cui si inizia infatti a utilizzare la console rispettando il motivo cardine intorno a cui è stata ideata, il feeling cambia radicalmente. G Cloud arriva già con pre-installati sia il Game Pass che GeForce Now così da essere, di fatto, pronta all’uso. Chiaramente ai giocatori viene lasciato il compito di essere abbonati a questi 2 servizi, oppure di accedere agli eventuali tier gratuiti. C’è anche il supporto ufficiale a Xbox Remote Play e Steam Link nel caso in cui siate possessori di una console Microsoft o di un PC su cui far girare nativamente i giochi e poi sparare il segnale attraverso la rete WiFi casalinga. Nel momento in cui si avvia una qualsiasi di queste app e si inizia a giocare beh, c’è davvero poco da poter dire: G Cloud svolge alla perfezione il suo dovere. I controlli funzionano bene, non c’è latenza nei comandi, lo schermo restituisce un ottimo compromesso tra grandezza del display e risoluzione dello streaming e tutto funziona senza alcuna difficoltà o problematica di sorta. Chiaramente il WiFi a cui vi appoggiate deve avere una buona pulizia del segnale per avere il 1080p a 60 FPS: si parla di 25 Mbps di banda a disposizione per la console, altrimenti il flusso dei dati inizierà a degradarsi costringendo a selezionare risoluzione o frame rate più bassi.


L'ergonomia di Logitech G Cloud è eccellente: le dimensioni sono perfette e il peso è giusto
L’ergonomia di Logitech G Cloud è eccellente: le dimensioni sono perfette e il peso è giusto

Quest’uso reale della console evidenzia quelle che sono le due principali caratteristiche positive di G Cloud.
Innanzitutto accedendo al gioco in cloud sui server NVIDIA o Xbox, oppure sfruttando la potenza di calcolo di un PC o una console posizionati a casa, la qualità grafica del gioco fatto girare in remoto può non avere compromessi: dipende esclusivamente dal livello di abbonamento sottoscritto o dalla potenza della vostra apparecchiatura casalinga. Questo si traduce, ad esempio, nella possibilità di giocare con un Cyberpunk con ray tracing al massimo e in super sampling che viene poi proiettato attraverso lo streaming sullo schermo 1080p della console. Oppure un Forza Horizon 5 o un Assassin’s Creed Valhalla: ogni titolo può girare al massimo delle sue possibilità e poi trasmesso sul display di G Cloud con un risultato grafico semplicemente impressionante.

In seconda battuta, visto che la macchina non deve svolgere in concreto alcun calcolo, se non la decodifica video e audio del segnale trasmesso, il SoC viene mantenuto in uno stato di bassissimo consumo. Il risultato è un’autonomia della batteria semplicemente straordinaria (12 ore dichiarate, ma è possibile che si riesca addirittura a fare qualcosa di più in situazioni reali) e la possibilità di avere una console il cui raffreddamento è completamente passivo. G Cloud non ha ventole, né griglie per l’emissione di aria calda e durante la nostra prova, con cui veramente abbiamo fatto girare di tutto, non si è mai riscaldata a livelli da risultare fastidiosa o anche solo vagamente percepibile sulle mani.

Ora è chiaro che si potrebbe aprire un dibattito virtualmente infinito rispetto alla reale utilità di una console di questo tipo che funziona bene, di fatto, solo in streaming. Già possiamo immaginare i vostri commenti: “posso fare lo stesso con Steam Deck e in più ci gioco anche quando non ho la connessione!” oppure “alla fine cosa cambia da un qualsiasi smartphone a cui attacco un supporto per un controller?”. Sono tutte considerazioni legittime, ma è chiaro che l’idea alla base di Logitech G Cloud sia quella di avere un prodotto specificatamente dedicato a questa esigenza, leggero, senza ventole, con un buono schermo, controlli studiati con intelligenza e il supporto ufficiale di NVIDIA e Microsoft, almeno in questa primissima fase.


Logitech G Cloud vista dall'alto con il pulsante di accensione, quello per il volume e la porta microSD
Logitech G Cloud vista dall’alto con il pulsante di accensione, quello per il volume e la porta microSD

Quasi una sorta di seconda console da usare quando il vostro TV è occupato, o non vi va di sedervi in postazione, o volete solo stare comodi a letto o in bagno. Questa tipologia d’uso è evidente anche dalle parole di Riaz e del suo collega Robert Carter: G Cloud è un primo passo, un esperimento con cui Logitech prova ad entrare in un mercato poco definito; se effettivamente l’idea risulterà vincente, siamo sicuri che continueremo a sentire parlare di questa macchina.

Per ora dobbiamo invece accontentarci di un piano di distribuzione e di supporto post-lancio ancora molto nebuloso: Logitech G Cloud arriverà infatti sul mercato americano e canadese il 17 ottobre in pre-order fino a esaurimento scorte a 299$ e successivamente con un prezzo di lancio di 349$. Per vederla in Europa dovremo aspettare come minimo il prossimo anno e quali saranno i piani della società in merito agli aggiornamenti di Android, quelli di sicurezza o anche soltanto in merito al supporto ufficiale di altre piattaforme di streaming, è tutto in via di definizione.

Logitech G Cloud è il primo tentativo con cui Logitech e Tencent provano ad entrare nello strano e poliedrico mercato del gioco in cloud. Si tratta di un device completamente dedicato a questo scopo che lascia in secondo piano la sua natura di tablet Android. L’ergonomia è eccellente, i pulsanti sono buoni e più in generale il feeling legato a questo primo contatto con la console ci ha convinto visto che, nonostante le limitazioni e tutti i dubbi che circondano la distribuzione su larga scala e il supporto post-lancio, quando si tratta di giocare in cloud, la macchina funziona alla grande. E probabilmente questo è quello che conta sul serio. Ora l’appuntamento è fissato a quando avremo modo di mettere le mani sulla release finale per lanciarci in un giudizio più approfondito.

CERTEZZE

  • La dimensione giusta con il peso perfetto
  • Ottima ergonomia e buona risposta dei tasti
  • Autonomia stellare

DUBBI

  • Qualche dubbio sulla qualità dello schermo
  • Rimane avvolta nel mistero la distribuzione in Europa

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