Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, provato il battle royale free-to-play con i vampiri

Abbiamo provato Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, il nuovo battle royale free-to-play di Sharkmob che ci mette al comando di vampiri in lotta sui tetti di Praga.

È senza dubbio un periodo d’oro per Vampire: The Masquerade, la proprietà intellettuale di White Wolf che ha fatto il proprio debutto all’inizio degli anni ’90 e sta vivendo una seconda giovinezza per quanto concerne le trasposizioni videoludiche, a giudicare dalla quantità di produzioni in arrivo o già disponibili su PC e console.

In questo caso ci troviamo di fronte a un progetto diverso dal solito, un battle royale disponibile in formato free-to-play in cui potremo metterci alla guida di potenti vampiri in lotta fra le strade e sui tetti di una Praga mai così oscura e inquietante, circondata da una nebbia rossa letale per i succhiasangue.

Lanciato pochi giorni fa su PS5 e PC, il nuovo titolo sviluppato da Sharkmob ha saputo coniugare al meglio l’affascinante licenza e le dinamiche tradizionali di un live service? Abbiamo provato Vampire: The Masquerade – Bloodhunt ed ecco le nostre impressioni preliminari.

Struttura

Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, il nostro Vandalo si avvicina alla piazza principale

A qualche mese di distanza dal precedente provato di Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, possiamo dire che se c’è una cosa a cui questo genere di produzioni ci ha abituato è la tendenza a debuttare con una struttura piuttosto snella, in questo caso caratterizzata da un’unica ambientazione, un tutorial e due modalità principali che per il momento coprono più o meno tutte le esigenze, potendo anche contare su di un matchmaking piuttosto rapido.

La prima modalità si chiama Caccia di Sangue ed è un tutti-contro-tutti per quarantacinque partecipanti, con la possibilità di sfruttare una o più vite extra laddove si venga eliminati, mentre la seconda si chiama Battle Royale e ci mette in una squadra composta da tre personaggi, con la differenza che per tornare in vita bisogna che i compagni sopravvissuti ricorrano alle tradizionali stazioni di rigenerazione, e che dunque ci sia un minimo di collaborazione e coordinamento.

Fra una partita e l’altra è possibile esplorare liberamente un hub localizzato all’interno di una cattedrale di Praga, attualmente l’unica mappa disponibile per Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, e sfruttare il tempo libero per dare un’occhiata agli oggetti estetici sbloccati fino a quel momento, che chiaramente risultano più abbondanti per i possessori del Battle Pass stagionale (che costa 950 monete, circa 9,99€).

Potremo anche cimentarci con un editor dotato di vari strumenti per la personalizzazione delle classi o meglio degli Archetipi: una dotazione di partenza di sette personaggi di cui potremo modificare l’aspetto e che sono dotati di abilità peculiari, in grado di cambiare anche in maniera importante il nostro approccio all’azione.

Classi


Vampire: The Masquerade - Bloodhunt, la classe Vandalo nell'editor
Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, la classe Vandalo nell’editor

Le sette classi disponibili al momento in Vampire: The Masquerade – Bloodhunt rappresentano quattro clan appartenenti alla sfaccettata lore del gioco di ruolo originale. Ognuna di esse dispone di due abilità ricaricabili col tempo, nella fattispecie una manovra di movimento speciale e una offensiva o difensiva, nonché di un’abilità passiva: imparare a conoscerle e impiegarle al meglio si pone fin da subito come un aspetto essenziale per diventare competitivi.

Bruto e Vandalo appartengono ai Brujah, hanno l’aspetto di persone normali e dispongono entrambi di un colpo potente, nel primo caso direzionale e nel secondo a zona: una mossa che può fare la differenza negli scontri ravvicinati. Possono spiccare ampi balzi e ricaricare le proprie energie o godere di bonus sull’attacco in presenza di nemici.


Vampire: The Masquerade - Bloodhunt, un Vagabondo in procinto di sfamarsi con un civile
Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, un Vagabondo in procinto di sfamarsi con un civile

Sabotatore e Vagabondo appartengono invece al clan Nosferatu, il che appare evidente anche dal loro aspetto: estremamente pallidi e magri, spesso privi di capelli o di peli, si spostano con rapidità trasformandosi in nebbia e possono attaccare con una bomba di gas o inviare uno stormo di pipistrelli che gli rivelano la posizione dei nemici. Sono anche bravi a mimetizzarsi.

Sirena e Musa provengono dal clan Toreador e vantano una bellezza fuori dal comune, al punto che la prima può usare questo potere per abbagliare gli avversari mentre la seconda può rigenerare la propria salute o quella dei suoi compagni per un determinato periodo di tempo. Possono inoltre succhiare il sangue dei civili più rapidamente e rigenerarsi in fretta quando atterrate.


Vampire: The Masquerade - Bloodhunt, il nostro personaggio sta per atterrare su di un tetto dopo un ampio balzo
Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, il nostro personaggio sta per atterrare su di un tetto dopo un ampio balzo

Sicario, del clan Ventrue, è l’ultimo Archetipo aggiunto al gioco e si presenta come una sorta di assassino di alto rango: può scattare contro i nemici, infliggendogli danno e silenziandoli, ma anche rallentare i movimenti altrui e indurire la propria pelle per alcuni secondi, al punto da diventare virtualmente invulnerabile.

Tutte le classi risultano liberamente accessibili, non ci sono personaggi bloccati dietro paywall: per il momento gli sviluppatori stanno testando un percorso praticamente privo di vincoli anche per chi fruisce dell’esperienza in maniera completamente gratuita, ma bisognerà vedere se cambierà qualcosa in futuro o si continuerà a puntare unicamente su Battle Pass e microtransazioni cosmetiche.

Gameplay


Vampire: The Masquerade - Bloodhunt, fuoco da un tetto
Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, fuoco da un tetto

Quarantacinque giocatori e una mappa che si restringe gradualmente: che si giochi da soli o in squadra, le regole base di Vampire: The Masquerade – Bloodhunt sono quelle tipiche dei battle royale, ed è dunque solo la natura dei protagonisti del gioco a mischiare le carte in tavola. Trattandosi di vampiri in grado di arrampicarsi rapidamente sugli edifici, saltare da un tetto all’altro e utilizzare abilità speciali, è chiaro che ci sono delle grosse differenze rispetto al gameplay di altri esponenti del genere.

L’incipit è sempre il solito: selezionato un punto di spawn, ci troveremo all’interno dell’unica mappa al momento disponibile, il centro di una Praga davvero affascinante e con la Chiesa di Santa Maria di Tyn a caratterizzare fortemente il paesaggio grazie alle sue architetture gotiche dai tratti inquietanti. Inizialmente privi di equipaggiamento, dovremo raccogliere armi e corazzature in giro per poi affrontare gli altri giocatori nel tentativo di rimanere gli unici sopravvissuti al termine del match, facendo attenzione alle truppe militari che presidiano la piazza centrale.


Vampire: The Masquerade - Bloodhunt, l'hub di partenza
Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, l’hub di partenza

La città non è deserta, ci sono numerosi passanti per le strade e potremo azzannarli per ottenere specifici vantaggi, migliorando momentaneamente le nostre statistiche o addirittura recuperando una vita persa nella modalità Caccia di Sangue, stando però attenti a non farci vedere da altri civili né a esagerare con i morsi infrangendo così le regole della Masquerade, pena una maledizione che per alcuni secondi ci renderà visibili a tutti i nostri avversari.

Le armi che potremo raccogliere in giro, individuandole con una sorta di sonar che mette in evidenza i punti d’interesse, vanno dalle pistole alle mitragliatrici, dai fucili d’assalto agli shotgun, dalle balestre ai fucili di precisione, dalle mazze alle spade. C’è insomma una grande varietà e non mancano oggetti di supporto come munizioni, sacche di sangue per recuperare la salute e corazzature per migliorare la resistenza: utilizzarle è semplice grazie alla classica interfaccia a ruota.


Vampire: The Masquerade - Bloodhunt, il nostro personaggio appostato su di un tetto
Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, il nostro personaggio appostato su di un tetto

Non c’è dubbio che sia la straordinaria mobilità dei personaggi il tratto caratterizzante di Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, con i vampiri che esplorano lo scenario in tutte le direzioni, spiccano ampi balzi o si trasformano in nebbia come un Voldemort qualsiasi: una libertà d’azione che ricorda da vicino il classico action game Prototype, anche se negli scontri scopriremo ben presto di non possedere la resistenza di Alex Mercer.

Come al solito si tratta per lo più di prendere confidenza con le abilità dell’Archetipo che abbiamo selezionato e sfruttarle al meglio, con un approccio in stile “toccata e fuga” che implica di ripiegare rapidamente qualora le cose dovessero mettersi male. Il gunplay è di discreta fattura, mentre gli attacchi melee ci sono sembrati un po’ troppo scivolosi e inconsistenti. Su PlayStation 5 vengono supportati i trigger adattivi del DualSense per una maggiore resistenza alla pressione.

Grafica e sonoro


Vampire: The Masquerade - Bloodhunt, un affascinante scorcio della mappa di Praga
Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, un affascinante scorcio della mappa di Praga

Mosso dal collaudatissimo Unreal Engine 4, Vampire: The Masquerade – Bloodhunt offre sulla console next-gen Sony due modalità grafiche, qualità e prestazioni: la prima gira a 4K e 30 fps, la seconda a 1440p e 60 fps utilizzando la tecnologia AMD FidelityFX Super Resolution per portare l’output a 2160p senza perdere troppi dettagli. In entrambi i casi i preset qualitativi corrispondono all’impostazione Ultra su PC.

La sensazione è che i 30 fotogrammi siano sbloccati e restituiscono dunque una fluidità generalmente superiore a quella riscontrabile nei giochi con questo tipo di target, ma è chiaro che la modalità a 60 fps si pone come la scelta migliore anche per quanto concerne la precisione e la reattività dei controlli. Certo, il motore grafico non è di ultima generazione e gli sviluppatori sono un po’ scesi a compromessi per quanto concerne i modelli dei personaggi, un po’ datati, mentre si notano diversi glitch fra compenetrazioni e shader intermittenti.


Vampire: The Masquerade - Bloodhunt, la Chiesa di Santa Maria di Tyn in lontananza
Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, la Chiesa di Santa Maria di Tyn in lontananza

Ciò detto, lo scenario di Praga appare davvero affascinante fra strade, tetti e luoghi nascosti, e viene impreziosito non solo da un palette cromatica peculiare, ma anche da una abbondante screen space reflection che proietta riflessi nelle pozzanghere o su determinate superfici, valorizzando alcune scelte estetiche e conferendo carattere all’ambientazione.

Il sonoro include un pur essenziale doppiaggio in italiano, che si pone come un extra a questo punto davvero apprezzabile per una produzione del genere, ma sul fronte delle musiche e degli effetti non colpisce più di tanto. Anzi, abbiamo riscontrato qualche problema di troppo nei livelli di volume degli spari, con rumori insolitamente alti e fastidiosi in alcuni frangenti.

Vampire: The Masquerade – Bloodhunt è un battle royale molto interessante, caratterizzato da un’ambientazione ricca di fascino e da personaggi dotati di una mobilità estrema, che gli consente di correre per le strade, arrampicarsi sui muri e saltare da un tetto all’altro per dar vita a scontri altamente spettacolari, ulteriormente impreziositi da un vasto set di abilità speciali. L’impostazione free-to-play senza derive pay-to-win, un gunplay discreto e le tante sfaccettature di un gameplay non banale rendono il titolo di Sharkmob un download obbligato, se questo tipo di esperienza vi incuriosisce anche solo un minimo.

CERTEZZE

  • Gameplay estremamente dinamico e interessante
  • La mappa di Praga è davvero affascinante
  • Buona dotazione di classi e abilità

DUBBI

  • Per il momento i contenuti sono ovviamente limitati
  • Qualche glitch grafico e sonoro da sistemare
  • Melee un po’ scivoloso e inconsistente

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Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, provato il battle royale free-to-play con i vampiri

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