Agnelli non perda tempo per il bene della Juve, chiami Allegri e lo licenzi

La crisi della Juventus è diversa da quella dell’Inter e perciò va affrontata in modo differente. Di Inzaghi che in un mese ha perso 3 partite, un’enormità rispetto alle 4 dell’intero scorso campionato, parleremo presto. Ora l’urgenza è tutta per la Juventus, che invece ha perso 1 sola volta (più 2 in Champions) ma ha addirittura 1 punto in meno dell’anno scorso, quando dopo un mese aveva di fatto già perso ogni speranza di scudetto. Allora era a 11 punti dal Napoli primo, ora è a meno 7 e se non si può dire la stessa cosa è solo perché stavolta anche chi è davanti ha rallentato.

Poche ore fa, proprio qui su queste pagine, Mario Sconcerti e Sandro Sabatini hanno spiegato perché è giusto – secondo loro – che la Juventus vada avanti con Max Allegri. Sconcerti, tra l’altro, è l’unico che gli abbia parlato a fondo e di recente, raccogliendone l’accorata testimonianza, che poi tutti abbiamo letto e commentato. Grande colpo giornalistico. Noi però, nonostante queste autorevoli opinioni, abbiamo un parere completamente differente. Il bene della Juventus sarebbe infatti convocare già stasera Allegri in sede e trattare la sua resa, che non può essere l’intero ammontare del contratto, perché a meno che Allegri decida di non allenare più, non è pensabile che resti fino al 2025 sul libro paga del club bianconero.  Del suo contratto si sa: restano quasi 3 anni, a 7 milioni più 2 di bonus. Al lordo e nella peggiore delle ipotesi sono 40 milioni, perché in caso di esonero/dimissioni i bonus non dovrebbero contare. Quanto costerebbe restare fuori dalla prossima Champions? Sicuramente di più. E allora, anche solo per questo la Juventus deve cambiare rotta alla sua stagione, perché certi segnali sono inequivocabili.

Prima di perdere con il Monza, l’ad Arrivabene ha detto che esonerare Allegri sarebbe una follia. Parere suo, che sa di conti e non di calcio per sua stessa ammissione, ma se forse prima della partita era un azzardo, dopo è diventata una necessità evidente. Allegri non ha il polso della squadra, lo spogliatoio non lo segue, molti giocatori non lo capiscono. Tutti hanno letto o saputo ciò che ha raccontato a Sconcerti, nessuno ha gradito, soprattutto quelli che dovrebbero tirare la carretta, ora che l’infermeria è piena. Di Maria è sconcertato, felice solo di andare per una decina di giorni nella sua vera squadra, l’Argentina. La somma è un guazzabuglio che fra Sampdoria, Spezia, Salernitana e Monza ha raccolto 5 punti sui 12 in palio. E poi gl’infortuni, già 11 di origine muscolare in 3 mesi di stagione. E le parole di Bonucci? E quelle ripetute penitenze cui la squadra deve sottostare a fine partita, per mondarsi dalle sconfitte facendosi sommergere di fischi e insulti dai tifosi? Sono davvero necessari?

Arrivabene è lo stesso che prima del Benfica, parlando con un tifoso chiedeva ridendo chi avrebbe pagato l’eventuale nuovo allenatore, lo stesso che a inizio luglio spiegava pubblicamente di non essere un esperto di calcio, ma di sapere qual era l’obiettivo della Juventus, nonché la strada per raggiungerlo. Curioso che l’ad difenda Allegri, ricordando che il progetto che lo comprende è quadriennale e lo faccia poche settimane dopo che si è puntato su un mercato di giocatori pronti subito, almeno così si sperava. Un progetto che aveva come tassello più importante il quasi 35enne Di Maria, un solo pensiero in testa: l’ultimo Mondiale. È stato inseguito e corteggiato e aspettato per 3 mesi, perché Allegri – che ha un contratto fino al 2025 – lo riteneva indispensabile per la sua Juventus.

È stato Andrea Agnelli a volere Allegri, un anno fa. È stato lui a offrirgli il contratto che ora rallenta l’inevitabile. Montero oggi, Conte domani, oppure Tuchel (Zidane allenerà la Francia): inutile fare nomi adesso, non è questo il punto. Serve una scossa e serve per il bene della Juventus. Agnelli non parla da quasi 5 mesi: basterebbe una telefonata, la convocazione immediata di Allegri in sede, per rimediare alla falsa partenza e dare la svolta. Non richiesto, ma è un consiglio.

@GianniVisnadi

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