Guerra Russia-Ucraina, Biden: “Svezia e Finlandia nella Nato? Con la Turchia andrà tutto bene”. Raid nel Donetsk, ucciso bimbo di 2 anni. Mosca caccia 24 diplomatici italiani

Un migliaio di soldati ucraini, compresi tutti i loro comandanti, sono ancora asserragliati nell’acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo ha riferito il leader dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Denis Pushilin. Secondo Mosca, da lunedì si sono arresi 959 combattenti che si trovavano nell’ultima roccaforte dei difensori della città. Secondo Pushilin «spetterà al tribunale decidere il loro destino». E i bombardamenti russi sull’impianto Azovstal rischiano di provocare un disastro ambientale nel mar d’Azov, visto che nell’impianto ci sono migliaia di tonnellate di soluzione concentrata di idrogeno solforato.

È iniziato intanto a Kiev il primo processo per crimini di guerra dall’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. Imputato un soldato russo accusato di avere ucciso un civile disarmato. E il militare, Vadim Shishimarin, 21 anni appena, si è dichiarato colpevole di aver ucciso un uomo di 62 anni che girava in bicicletta e in cui era incappato per caso. Il processo parte in un momento in cui anche le istituzioni internazionali stanno conducendo le proprie indagini sugli abusi commessi dalle forze russe.

Mosca ha annunciato l’espulsione in un solo giorno di 24 italiani, 27 spagnoli e 34 francesi tra diplomatici e staff delle ambasciate e dei consolati dei tre Paesi europei in Russia. Intanto la Turchia ha bloccato l’avvio dei negoziati in seno alla Nato per l’adesione di Finlandia e Svezia.

Reportage – Chernihiv, missili russi sul Nord: bruciano i campi di grano
Analisi – Azov, gli eroi impossibili serviti per la propaganda di russi e ucraini
Retroscena – La Trimurti della propaganda russa Skabeyeva-Solovyov-Kiselyov bucata da un ex colonnello russo
Il punto di Andrea Margelletti – “Lo spettro della guerra scuote il mondo. E anche Svizzera e Giappone stanno ripensando la propria neutralità”
Come donare – Fondazione Specchio dei Tempi

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23.24 – Dl Ucraina bis: Camera, finito esame Odg, domani voto finale
Concluso nell’Aula della Camera l’esame degli ordini del giorno al dl Ucraina bis. L’esame del provvedimento riprenderà, con le dichiarazioni di voto finali, domani dalle 9.30. Il voto finale si terrà dopo la informativa urgente del presidente del Consiglio Mario Draghi sugli ulteriori sviluppi della crisi in Ucraina, prevista alle 11.30.

23.16 – Ucraina: appello Onu a Putin, “se hai un cuore riapri i porti”
«Se hai un minimo di cuore, apri questi porti dell’Ucraina per sfamare i poveri». È l’appello lanciato al presidente russo Vladimir Putin dal capo del Programma alimentare mondiale (World Food Program), David Beasley, alla ministeriale organizzata dagli Usa all’Onu sulla crisi alimentare per la guerra della Russia in Ucraina. «È essenziale che i porti siano aperti», ha ribadito.

23.14 –  Blinken: falso che le sanzioni Usa abbiano aggravato la crisi alimentare
Il segretario di Stato Tony Blinken ha affermato che è «falso» che le sanzioni imposte alla Russia dagli Stati Uniti e dai suoi alleati abbiano aggravato la crisi alimentare derivante dalla guerra in Ucraina. «Alcuni hanno cercato di incolpare le sanzioni imposte alla Federazione Russa dagli Stati Uniti e da molti altri Paesi per l’aggravarsi di questa crisi. Questo è falso. Quando abbiamo imposto sanzioni alla Russia per porre fine alla guerra il più rapidamente possibile, abbiamo deliberatamente e attentamente creato eccezioni per i prodotti agricoli e i fertilizzanti. Lavoriamo ogni giorno per fornire ai paesi tutte le informazioni o l’assistenza di cui hanno bisogno per garantire che le sanzioni non impediscano al cibo o ai fertilizzanti di lasciare la Russia o altrove», ha affermato Blinken.

22.51 – Cavusoglu: Turchia ha preoccupazioni di sicurezza su Finlandia e Svezia
«La Turchia ha sostenuto la politica delle porte aperte della Nato anche prima di questa guerra», «ma per quanto riguarda questi paesi candidati, abbiamo anche legittime preoccupazioni in materia di sicurezza per il fatto che hanno sostenuto le organizzazioni terroristiche». Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, facendo riferimento alla richiesta di adesione all’Alleanza della Finlandia e della Svezia, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. «Comprendiamo le loro preoccupazioni per la sicurezza, ma anche le preoccupazioni per la sicurezza della Turchia dovrebbero essere soddisfatte e questa è una questione che dovremmo continuare a discutere con amici e alleati, compresi gli Stati Uniti», ha affermato Cavusoglu.

22.20 – Mosca: colpiti villaggi regione Kursk, nessuna vittima
Le località di Tetkino e Alekseevka, nella regione russa di Kursk, sono state colpite dalle forze ucraine. Non si registrano feriti, riferisce il governatore citato dalle agenzie russe.

22.06 – Onu, Di Maio: “Preoccupati per situazione nel Mediterraneo”
L’Italia è preoccupata dalle conseguenze della «crisi alimentare» che potrebbe portare instabilità nei Paesi del Mediterraneo, innescati dalla mancanza di grano e l’incremento dei prezzi, legati alla carenza di scorte a causa della guerra in Ucraina, uno dei maggiori fornitori di grano sul mercato mondiale. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel suo intervento alle Nazioni Unite in occasione del ‘Global Food Security’, promosso dagli Stati Uniti all’Onu. L’intervento del ministro italiano, a differenza di molti rappresentanti non di lingua anglosassone, è stato in inglese. Il segretario di Stato americano Antony Blinken, alla fine, lo ha salutato amichevolmente con un “Grazie Luigi”.

21.56 – Kiev: sgominati 88 gruppi sabotatori e spie da inizio guerra
I servi di sicurezza ucraini (Sbu) hanno smantellato 88 gruppi di sabotaggio e spionaggio operanti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Lo ha annunciato in TV il primo viceministro dell’Interno Yevhen Yenin, secondo quanto riferisce Ukrinform. «Un totale di 88 gruppi di sabotaggio e ricognizione sono stati smascherati durante la guerra. Circa 800 persone coinvolte in attività di sabotaggio sono state arrestate», ha detto Yenin.

21.48 – Intelligence ucraina: cresce il numero di soldati russi che rifiuta di combattere
Cresce il numero di soldati russi che rifiuta di combattere in Ucraina. È quanto sostiene l’intelligence di Kiev che, in un post sul suo canale Telegram, afferma che diverse unità del 70mo Reggimento delle Guardie motorizzato hanno rifiutato apertamente di prendere parte alle operazioni e hanno chiesto di tornare nelle aree dove erano dispiegate. Secondo l’intelligence, i comandanti starebbero facendo di tutto per nascondere questi casi di disobbedienza, con gli elementi meno cooperativi «inviati nelle zone più pericolose in prima linea nella speranza che siano uccisi presto». In questa situazione, il Servizio federale di sicurezza Fsb avrebbe deciso di infiltrare i reggimenti con «agenti e informatori».

21.42 – Kiev: nuovi successi nella regione di Kharkiv
L’esercito ucraino ha riportato nuovi successi nella regione intorno a Kharkiv. Lo ha annunciato lo Stato maggiore di Kiev, secondo cui i militari hanno liberato il villaggio di Dementievka, nei pressi del confine russo, mentre combattimenti sono in corso nei pressi del villaggio di Dovhenke, circa 25 chilometri da Slovyansk. Lo Stato maggiore ha anche riferito di pesanti combattimenti nei pressi delle città di Lyman, Bakhmut, Avdiivka e vicino a Sievierodonetsk, nella regione di Luhansk, dove è intervenuta l’Aeronautica russa a sostegno delle forze di terra con bombardamenti massicci, senza, secondo Kiev, ottenere avanzamenti significativi.

21.27 – Guterres: contatti su grano con Russia, Ucraina, Turchia, Usa e Ue
«Mosca deve consentire l’esportazione sicura del grano immagazzinato nei porti ucraini. Il cibo e i fertilizzanti russi devono avere pieno e illimitato accesso ai mercati mondiali». Lo ha detto il segretario generale Onu Antonio Guterres alla ministeriale organizzata dagli Usa sulla crisi alimentare. «Sono stato in stretto contatto su questo tema con Russia, Ucraina, Turchia, Usa, Ue e altri paesi chiave – ha aggiunto – Sono fiducioso, ma c’è ancora molta strada da fare. Le complesse implicazioni di sicurezza e finanziarie richiedono buona volontà da tutte le parti».

21.24 – Mosca: quasi 3 milioni di ucraini rifugiati in Russia
Sono quasi 3 milioni gli ucraini «che hanno chiesto rifugio in Russia»: lo riferisce il capo del centro nazionale della Difesa di Mosca, Mikhail Mizintsev, citato da Interfax. «Ad oggi le richieste di evacuazione in Russia sono 2.756.034, arrivate da 2.135 città dell’Ucraina», ha detto il responsabile. Solo nelle ultime 24 ore, aggiunge, i rifugiati dalle regioni di Donetsk e Lugansk sono stati 17mila.

20.48 – Trudeau: inaccettabile chiusura radio-tv canadese in Russia
«Inaccettabile»: così il premier canadese Justin Trudeau ha commentato la chiusura da parte di Mosca dell’ufficio della radio-televisione canadese Cbc come misura di ritorsione, sullo sfondo della guerra in Ucraina.

20.47 – Nato: Biden, Svezia-Finlandia? con la Turchia andrà tutto bene
«Non andrò in Turchia, ma penso che andrà tutto bene»: lo ha detto Joe Biden ai reporter rispondendo ad una domanda sulle resistenze di Ankara all’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato.

20.25 – Kiev, 5 civili uccisi in raid russo, anche bimbo di 2 anni: “Altri 4 feriti in bombardamenti aerei sulla regione di Donetsk”
Almeno 5 civili, tra cui un bambino di due anni, sono rimasti uccisi in un raid aereo russo a Bakhmut, nella regione ucraina orientale di Donetsk. Lo ha reso noto l’ufficio del procuratore regionale, citato dall’Ukrainska Pravda, precisando che l’attacco è avvenuto ieri ma le vittime sono emerse successivamente tra i detriti di edifici colpiti. Altre 4 persone sono state ferite, tra cui tre minori di età compresa tra 9 e 17 anni.

19.31 – Podolyak: “Oggi negoziati con Russia sono impossibili”
«Oggi i negoziati con la Federazione Russa sono impossibili». Ad affermarlo, nel corso di una trasmissione alla radio NV, è Mikhaylo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky. Secondo Podolyak, le autorità russe starebbero ancora «vivendo nella loro propaganda» e nell’illusione di un «successo militare in Ucraina». «Certo, oggi i colloqui sono sospesi. La posizione del presidente è importante per noi, quando dirà che dobbiamo avviare i negoziati, per prendere alcune posizioni, lo faremo. Ma oggi è impossibile. La Russia ancora non comprende le conseguenze della guerra –ha dichiarato Podolyak – Si illude di poter ottenere certi successi militari nell’est dell’Ucraina, ma non è così».

19.31 – Gli Usa riaprono l’ambasciata a Kiev 

19.10 – Mosca, Kiev ha sovranità limitata e lo sa
Il consigliere presidenziale russo, Vladimir Medinsky, ha affermato in una conferenza stampa che «le autorità di Kiev hanno una sovranità limitata. Ne sono consapevoli loro stessi». «Quando parliamo con loro [durante i negoziati] – e non ci sono sciocchi da quella parte, sono tutti persone con le menti scaltre e subdole – dicono loro stessi che hanno diversi centri decisionali. Capiamo che uno di questi centri decisionali sono i loro “amici occidentali”», ha detto Medinsky, secondo il quale alcuni dei «partner occidentali» di Kiev potrebbero trarre vantaggio dalla crisi ucraina per perseguire i propri obiettivi. “Non dubito per un secondo che l’ «amico polacco» staccherà le terre occidentali dal suo «amico ucraino», ha detto ancora Medinsky.

19.03 – Di Maio, canali diplomatici con Mosca non sono indeboliti: “Ambasciata sempre più importante per de-escalation e pace”
«Una reazione attesa da parte della Russia, che agisce per reciprocità. È successo anche ad altri paesi nostri partner: è successo alla Francia e alla Germania. Questo non vuol dire che i canali diplomatici si indeboliranno. La nostra ambasciata a Mosca resta operativa e sarà sempre più importante per lavorare per una de-escalation e per la pace». Lo afferma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio commentando l’espulsione di 24 diplomatici italiani dalla Russia.

19.01 – Nato: Di Maio, Italia vicina a Finlandia e Svezia da subito

19.01 – Zelensky firma estensione 90 giorni legge marziale
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha firmato il decreto che estende di 90 giorni, a partire dal prossimo 25 maggio, la legge marziale e la mobilitazione generale. Il testo è stato pubblicato sul sito della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, che ora dovrà approvarlo.

18.56 – Russia ammette difficoltà
La Russia ammette «difficoltà» in Ucraina. La parola è entrata a tutti gli effetti nel discorso pubblico. «Malgrado le difficoltà, l’operazione militare speciale andrà avanti fino alla fine», ha dichiarato il vice Segretario del Consiglio di sicurezza russo, Rashid Nurgaliyev, ribadendo gli obiettivi prefissati da Mosca, la demilitarizzazione e denazificazione dell’Ucraina e la protezione delle due autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk. «La situazione per noi peggiorerà», ha affermato, in un intervento nel talk show di Olga Skabeyeva del canale televisivo Rossiya 1, il commentatore specializzato in questioni di difesa, Mikhail Khodaryonok dopo aver riconosciuto che, «considerando le cose nel loro complesso, dobbiamo tenere conto, nei nostri calcoli strategici, che le forze armate ucraine possono armare un milione di persone, che, grazie agli aiuti europei, un milione di ucraini armati è una realtà del futuro molto prossimo». L’analista ha anche respinto come «false» le notizie secondo cui le forze militari ucraine sono sul punto di rottura. «Certo, ci sono prigionieri di guerra, alcune unità, ma si tratta di casi isolati e bisogna considerare le cose nel loro complesso», ha affermato. Khodaryonok, ha spiegato che la professionalità dei militari è definita dall’addestramento, dal morale, e dalla motivazione, lasciando intendere, fra le interruzioni della conduttrice, che gli ucraini lo siano molto più dei russi. La Russia, ha quindi affermato, è isolata geopoliticamente. «Dobbiamo realizzare che tutto il mondo è virtualmente contro di noi. Ed è una situazione da cui dobbiamo uscire», ha concluso.

18.54 – Blinken: “Non vedo l’ora di accogliere Finlandia e Svezia nella Nato”
Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha parlato con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, a proposito delle richieste di adesione all’organizzazione presentate da Svezia e Stoccolma. «Non vedo l’ora di accoglierle come 31mo e 32mo alleato», ha dichiarato Blinken su Twitter.

18.52 – Mosca: “Finlandia nella Nato, risposta sarà una sorpresa”
Sarà «una sorpresa». Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha risposto ad un giornalista finlandese che le chiedeva quale sarà la risposta di Mosca alla decisione di Helsinki di aderire alla Nato. «Sarà una sorpresa – ha detto Zacharova, citata dall’agenzia stampa di stato russa Tass – questa domanda è per il nostro ministero della Difesa. La decisione sarà presa dopo aver preso in considerazione molti fattori e dettagli su come procederà l’entrata della Finlandia nella Nato. Basandoci su questi parametri, verrà presa una decisione, ma, prima e soprattutto, a farlo saranno i militari».

18.49 – Intesa in Commissione Ue su stop Patto stabilità nel 2023. Sì a proroga sospensione, lunedì la proposta all’Eurogruppo
La Commissione europea si appresta a sospendere per un altro anno il Patto di stabilità e crescita. Lo apprende l’Ansa da più fonti vicine al dossier. I commissari europei riuniti oggi hanno trovato un’intesa di massima per prorogare la clausola di salvaguardia per tutto il 2023. La decisione, legata alla nuova crisi scatenata dalla guerra in Ucraina, sarà presentata ai ministri delle Finanze dell’Eurozona lunedì all’Eurogruppo. Sempre lunedì, in mattinata, la Commissione presenterà il pacchetto di primavera per il semestre europeo.

18.36 – Draghi, continueremo a cercare soluzione negoziale
«Dalla fine della seconda guerra mondiale siamo compagni di strada. La Finlandia è stata ammessa nell’Onu nel 1955. I rapporti sono eccellenti e negli ultimi anni abbiamo avuto un progressivo rafforzamento dei rapporti. Nel 1995 (rpt,1995) la Finlandia è entrata nell’Unione europea. Nelle scorse settimane abbiamo mostrato una grande unità rispetto all’Ucraina anche nel cercare una soluzione negoziale e continueremo a farlo». Lo ha detto il premier Mario Draghi in una conferenza stampa.

18.32 – Missione Ue torna a Kiev, collabora in indagini crimini
La missione consultiva dell’Ue in Ucraina (Euam) torna oggi a Kiev, dopo essere stata costretta a evacuare il 24 febbraio a causa dell’invasione russa. «Sono lieto di annunciare il ricollocamento della missione consultiva dell’Unione europea in Ucraina. Oltre agli altri suoi compiti, la missione sosterrà ora il lavoro fondamentale del procuratore generale ucraino per facilitare le indagini e il perseguimento di eventuali crimini internazionali commessi nel contesto dell’aggressione militare non provocata e ingiustificata della Russia contro l’Ucraina», ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell. «I responsabili di atrocità e crimini di guerra, e i loro complici, saranno ritenuti responsabili in conformità con il diritto internazionale», ha aggiunto.

18.25 – Mosca: “Da Italia azioni apertamente ostili e immotivate”
L’Italia ha compiuto «azioni apertamente ostili e immotivate» nei confronti dei 30 diplomatici russi espulsi dal Paese ad aprile. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Mosca nella nota in cui si annuncia l’espulsione dei 24 diplomatici italiani.

18.22 – Al Parlamento esame proroga legge marziale fino al 23 agosto
La proposta di una proroga della legge marziale in Ucraina per altri 90 giorni, fino al 23 agosto è all’esame del Parlamento ucraino. Il progetto di legge che prevede, su proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, riferisce Ukrainska Pravda, «di estendere il periodo di mobilitazione generale e di legge marziale per 90 giorni dal 25 maggio è stato ricevuto dalla Verkhovna Rada e inviato per esame».

18.19 – Letta a premier Finlandia, forte sostegno a adesione
Durante la colazione «lunga e informale» con il primo ministro finlandese Sanna Marin, il segretario del Pd Enrico Letta ha confermato il forte sostegno dem e l’impegno a promuovere un’accelerazione del processo di ratifica parlamentare del Trattato di adesione alla Nato. È quanto fanno sapere fonti del Nazareno. L’incontro, a cui ha partecipato anche il presidente del M5s Giuseppe Conte, è avvenuto proprio nel giorno dell’ufficializzazione della candidatura finlandese all’ingresso nell’Alleanza. I rapporti fra Letta e la premier della Finlandia durano da tempo, in funzione della comune appartenenza alla famiglia socialdemocratica. Nel corso della colazione, si è discusso di crisi Ucraina, dell’aggressione di Putin, del futuro dell’Europa e della situazione in Italia, anche con riferimento agli orientamenti della nostra opinione pubblica.

18.13 – Mosca riorienterà forniture di petrolio e gas verso est
Mosca sta attivamente implementando infrastrutture per riorientare le forniture di petrolio e gas verso est. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l’agenzia russa Ria Novosti, è il portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «Il cosiddetto embargo, la cui introduzione è così attivamente discussa nell’Unione europea, può gonfiare ulteriormente le quotazioni del petrolio», ha detto Zakharova durante il suo briefing settimanale aggiungendo che «sarà necessario un riorientamento delle esportazioni di petrolio e gas». La Russia, ha aggiunto, «sta già attivamente implementando le infrastrutture per l’esportazione di carbone, petrolio e gas verso est, come sapete».

18.01 – Biden: “Forte sostegno a richiesta adesione Finlandia e Svezia”
«Accolgo con favore e sostengo con forza le storiche richieste di adesione alla Nato da parte di Finlandia e Svezia e non vedo l’ora di lavorare con il Congresso degli Stati Uniti ed i nostri alleati della Nato per portare rapidamente Finlandia e Svezia nella più forte alleanza difensiva della storia». Lo ha dichiarato in una nota il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. «La Svezia e la Finlandia hanno preso l’importante decisione di cercare l’adesione alla Nato dopo processi democratici approfonditi e inclusivi», ha proseguito Biden, sottolineando il suo impegno «ferreo» nei confronti della Nato e dell’articolo 5.

17.55 – Allarme anti-aereo nella maggior parte delle regioni
Le sirene anti-aeree stanno suonando su gran parte dell’Ucraina. L’allarme è scattato a Kiev e in 14 regioni dell’est, del centro e del sud del Paese. La mappa del Paese, con oltre metà del territorio segnato in rosso, è stata diffusa dalla pagina Telegram Ukraine Now che raccomanda ai cittadini di restare nei rifugi.

17.48 – Mosca: “Residenti Melitopol riceveranno stipendi e pensioni in rubli a maggio”
I residenti della città di Melitopol nella regione di Zaporozhye in Ucraina a maggio inizieranno a ricevere pensioni e stipendi in rubli. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Tass, è il vice primo ministro marat Khusnullin. «Crediamo che il rublo sostituirà gradualmente la grivna», ha spiegato Khusnullin.

17.42 – Vicepremier russo: “Se Ucraina paga, centrale Zaporizhzhia può fornire elettricità”
«La centrale nucleare di Zaporizhzhia lavorerà per la Russia, ma è pronta a fornire elettricità all’Ucraina a pagamento». Lo ha affermato il vice primo ministro Marat Husnullin Husnullin, citato dall’agenzia russa Ria Novosti. «Se il sistema energetico ucraino è pronto ad accettare e pagare, allora funzionerà per l’Ucraina. Se non accetterà, allora la centrale lavorerà per la Russia».

17.42 – Russia annuncia chiusura uffici radio-tv canadese Cbc
La Russia chiude l’ufficio di Mosca del servizio pubblico radiotelevisivo canadese Cbc e ritira gli accrediti e i visti ai suoi giornalisti. La decisione è stata annunciata dalla portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, che – come riporta l’agenzia Tass – ha parlato di una «decisione presa per introdurre misure di reciprocità per le azioni del Canada» in relazione alla decisione di marzo del Canada di mettere al bando Rt e Rt France. Le misure indicate dalla portavoce includono «la chiusura dell’ufficio di Mosca della Cbc canadese, compreso l’annullamento degli accrediti e dei visti russi dei suoi reporter».

17.41 – Mosca: “Diplomatici italiani via entro 8 giorni”
Dovranno lasciare la Russia «entro 8 giorni» i 24 diplomatici italiani espulsi oggi da Mosca come ritorsione per l’espulsione di 30 diplomatici russi dall’Italia. Lo riferisce una nota del ministero degli Esteri russo, precisando che il provvedimento è stato comunicato al nostro ambasciatore, Giorgio Starace.

17.40 – Bomba resiste Melitopol blocca treno blindato russo
Un’azione di guerriglia della resistenza ucraina ha bloccato un treno blindato russo nell’area occupata di Melitopol. Lo scrive il sito Ria-Melitopol, rilanciato da Ukrinform, mostrando una foto del treno prima dell’azione. «Un ordigno piazzato sulle rotaie – si legge – è esploso sotto un vagone carico di personale. Le rotaie e il mezzo sono stati danneggiati». Il treno blindato, che contava dieci vagoni, è stato bloccato. Subito dietro si è dovuta fermare un altro convoglio ferroviario con dieci vagoni carichi di carburante. Secondo il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, la resistenza ha già condotto con successo una ventina di operazioni nell’area della città, uccidendo oltre 100 occupanti russi.

17.39 – Bielorussia: Blinken, Lukashenko aggrappato a potere con paura
Gli Stati Uniti hanno espresso ferma condanna per l’introduzione della pena di morte in Bielorussia per «tentati atti di terrorismo». «Queste misure sono quelle di un leader autoritario che si aggrappa al potere attraverso la paura e l’intimidazione», ha affermato in una nota il segretario di Stato americano, Antony Blinken, accusando il presidente bielorusso Alexander Lukashenko di «continuare la sua repressione». Secondo Blinken, la legge rischia di colpire «gli attivisti pro-democrazia e coloro che si oppongono alla guerra della Russia in Ucraina». «Il regime ha imposto politicamente accuse di “estremismo” e “terrorismo” contro molti degli oltre 1.100 prigionieri politici e ha utilizzato queste accuse per arrestarne altre decine di migliaia», ha sottolineato Blinken, «si tratta di cittadini della Bielorussia che vogliono esercitare liberamente le loro libertà fondamentali: manifestanti pacifici, membri della società civile, giornalisti, oppositori politici e coloro che sono stati arrestati per la loro opposizione alla guerra ingiustificata contro l’Ucraina e al ruolo della Bielorussia nel sostenerla».

17.35 – Servizio sicurezza: “Fuoco contro i civili da russi in fuga da territori occupati”
L’Esercito russo ha sparato contro i civili senza esitazioni mentre tentava di fuggire dai territori occupati. C’è evidenza da alcune intercettazioni telefoniche degli occupanti, seconda quanto riferisce il Servizio di sicurezza dell’Ucraina (Ssu). Così si legge sulla pagina Facebook del Servizio di sicurezza.

17.34 – Legge marziale estesa in Ucraina fino al 23 agosto
La legge marziale in Ucraina è stata estesa per altri 90 giorni, fino al 23 agosto.

17.33 – Di Maio incontra Cavusoglu a New York
A quanto si apprende è in corso a New York un incontro tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu. Al centro i principali dossier internazionali.

17.31 – Fao, patate da semina a famiglie rurali vulnerabili. Sono circa 46.000 le persone che stanno ricevendo aiuti
La Fao distribuisce alle famiglie rurali vulnerabili dell’Ucraina un kit di patate da semina. L’aiuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha interessato 17.740 famiglie in dieci delle regioni (oblast’) del Paese, «affinché possano effettuare la semina in tempo utile per la prossima stagione di raccolta». Le persone che usufruiranno degli aiuti della campagna, che si avvale del sostegno finanziario dell’Unione europea (Ue) e del Fondo centrale d’intervento per le emergenze (Cerf), sono circa 46 000. Nelle ultime settimane – informa una nota – sono state distribuite 862 tonnellate di patate da semina a persone bisognose di aiuti. L’iniziativa – specifica la Fao – è stata effettuata in tempo per la campagna di semina primaverile, «in modo da garantire la raccolta di questo alimento particolarmente nutriente in settembre». Ogni famiglia o nucleo familiare, costituito in media da 2,6 persone, riceve- segnala l’Organizzazione delle Nazioni Unite- un kit di 50 chili di patate da semina, che dovrebbero assicurare una resa di circa 600 chili di patate. Fin dall’inizio della guerra, la Fao, che opera in Ucraina dal 2003, ha elaborato e aggiornato un suo Piano d’intervento rapido (Rapid Response Plan, Rrp) per fornire sostegno agricolo e garantire la sicurezza alimentare agli individui maggiormente colpiti dal conflitto. L’intervento della Fao prevede la fornitura di aiuti in denaro e mezzi di produzione agricola e allevamento, a sostegno dei piccoli agricoltori e allevatori più colpiti, affinché possano far fronte alle scadenze stagionali. L’aiuto consentirà alle famiglie di procurarsi del cibo, producendo ortaggi, cereali, latte, carne e uova.

17.26 – Bbc: “Falsificato il passaporto russo di Zelensky. Usato software che genera documenti russi falsi”
Sono false le affermazioni secondo cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è russo e quindi non sarebbe stato eleggibile alla presidenza ucraina. La Bbc ha analizzato l’immagine del passaporto fatta circolare in aprile sui media russi e ha scoperto che non si tratta di una foto del documento ma di una vecchia fotografia che si trova su un sito web in lingua russa in un articolo sulla “storia d’amore” di Zelenksy e sua moglie. Il ricercatore di open source Max Bernhard ha trovato ulteriori prove che il passaporto era falso: ha scoperto che la data di emissione non corrisponde alle altre informazioni contenute nel documento, che sembra essere stato creato con un software che genera passaporti russi falsi. Ad aprile, un’immagine di un passaporto russo che ritraeva un giovane Volodymyr Zelensky si era diffusa sull’app di messaggistica Telegram, insieme a false affermazioni secondo cui, in quanto cittadino russo, Zelensky non sarebbe stato eleggibile alla presidenza ucraina. La storia era stata ripresa dai media russi.

17.22 – Pushilin, ancora mille soldati dentro Azovstal
Un migliaio di soldati ucraini, compresi i loro comandanti, sono ancora trincerati nell’acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo ha riferito in conferenza stampa il leader dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Denis Pushilin. Secondo Mosca, da lunedì si sono arresi 959 combattenti che si trovavano nell’ultima roccaforte dei difensori della città. In mattinata il ministero della Difesa russo aveva indicato che «nelle ultime 24 ore 694 combattenti, di cui 29 feriti, sono stati fatti prigionieri» e che «dal 16 maggio, 959 combattenti, di cui 80 feriti, sono stati fatti prigionieri». Secondo il ministero, 51 feriti sono stati ricoverati in ospedale a Novoazovsk, località sotto il controllo dei russi e dei loro alleati separatisti. Il ministero non ha fornito indicazioni sulla sorte riservata a questi prigionieri, mentre le autorità russe hanno più volte indicato di considerare almeno alcuni di loro non come soldati ma come combattenti neonazisti. Secondo Denis Pushilin, «tutti coloro che sono in buona salute sono in custodia cautelare nella colonia di Elenovskaya». «Per quanto riguarda i criminali di guerra e coloro che sono nazionalisti, se hanno deposto le armi, spetterà al tribunale decidere il loro destino», ha aggiunto. Le strade della città, in cui sono dispiegate bandiere russe, oggi erano deserte, ha osservato un giornalista dell’Afp, che ha visto solo trenta auto in fila a una stazione di servizio. Secondo quattro residenti intervistati dall’Afp, l’elettricità non è stata ripristinata, dopo essere stata tagliata lo scorso 3 marzo.

17.21 – Madrid contro Mosca per diplomatici espulsi: “Non c’è giustificazione”
«La Spagna respinge la decisione adottata oggi dalla Federazione Russa di espellere 27 membri del personale dell’ambasciata di Spagna in Russia». È quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri di Madrid in cui si aggiunge che «le autorità russe giustificano questa decisione sulla base della reciprocità per l’espulsione di 27 funzionari dell’ambasciata russa a Madrid notificata lo scorso aprile». Una decisione, quella spagnola, «basata su motivi di sicurezza debitamente motivati, che non esistono in questo caso». E, si sottolinea la «professionalità» del personale dell’ambasciata spagnola a Mosca, che «ha sempre rispettato pienamente gli obblighi previsti dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari».

17.20 – Yellen, guerra sta provocando stagflazione in tutto il mondo
«I prezzi più alti per i generi alimentari e l’energia, provocati dalla guerra, stanno avendo degli effetti stagflazionistici, vale a dire produzione e spese che rallentano e inflazione che cresce, in tutto il mondo». Lo ha detto la segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, durante una conferenza stampa a Bonn, in Germania, che precede la riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali dei Paesi del G7.

17.19 – Soldato russo processato: “Comandante gli ordinò di sparare”
Vadim Shysimarin, il primo militare russo processato in Ucraina per crimini di guerra, che oggi si è dichiarato colpevole, avrebbe sparato ad un civile inerme su ordine del suo comandante. Il giovane militare, un 21enne dal viso ancora da bambino, ha ascoltato impassibile mentre la procura raccontava come ha ucciso un civile sparandogli con un fucile Ak-47 attraverso il finestrino di un’auto, scrive il Guardian. Originario della regione siberiana di Irkutsk, Shysimarin è un ufficiale della divisione corazzata Kantemirovskaya. Secondo l’accusa, il 28 febbraio, dopo che il suo convoglio di tank è stato attaccato, il giovane ha sparato contro un’automobile e l’ha poi rubata per allontanarsi con altri quattro soldati. Quando l’auto è arrivata nel villaggio di Chupakhivka, della regione nord orientale ucraina di Sumy, i militari hanno visto un 62enne in bicicletta che parlava al telefono. Il comandante di Shysimarin gli allora ordinato di sparare contro il civile, temendo che potesse segnalare la loro posizione alle forze ucraine. L’uomo ucciso si trovava a poche decine di metri da casa sua. La corte, presieduta da tre giudici, dovrà ora ascoltare i testimoni, fra cui figurano la moglie della vittima e un altro soldato russo presente nell’automobile.

17.18 – Giappone, Cina giochi “ruolo responsabile” per pace
Il governo nipponico avverte la Cina di giocare un «ruolo responsabile» per la pace in Ucraina e si dice «seriamente preoccupato» per le attività militari di Pechino vicino al Giappone, tra cui le esercitazioni che nelle scorse settimane hanno visto protagonista la portaerei Liaoning. «La comunità internazionale sta affrontando grandi sfide», ha dichiarato il ministro degli Esteri giapponese, Yoshimasa Hayashi, in un colloquio in videoconferenza con il suo omologo cinese, Wang Yi, a pochi giorni dalla visita in Giappone del presidente americano, Joe Biden. «È necessario comunicare strettamente e fare sforzi per relazioni costruttive e stabili», ha proseguito il capo della diplomazia di Tokyo, citato dall’agenzia Kyodo. Hayashi ha anche espresso la «seria preoccupazione» di Tokyo per l’assertività di Pechino nei mari cinesi Meridionale e Orientale, per la repressione a Hong Kong, le violazioni dei diritti umani ai danni degli uiguri e per la situazione nello Stretto di Taiwan, dove, ha detto, è necessario «mantenere la pace e la stabilità».

17.12 – Zelensky: “Per ricostruzione stesso esempio paesi europei dopo II Guerra Mondiale”
«La ricostruzione dell’Ucraina deve ora diventare per il nostro tempo e per il nostro futuro lo stesso esempio storico della restaurazione dei paesi europei dopo la seconda guerra mondiale». Lo afferma il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky in un post su Telegram, aggiungendo una serie di foto che raffigurano la distruzione del Paese e uomini al lavoro per la rimessa in sesto di palazzi e ferrovie danneggiati dai combattimenti.

L’azione della brigata aviotrasportata di Sicheslav: colpisce i russi stipati nelle trincee e distrugge un veicolo da combattimento


17.10 – In arrivo nuovo prestito da 150 mln da tedesca Kfw
L’Ucraina riceverà un nuovo prestito di 150 milioni di euro dalla banca statale tedesca per lo sviluppo KfW. Lo ha annunciato oggi il primo ministro ucraino Denys Shmyhal dopo una riunione del gabinetto di Kiev, spiegando che la somma sarà utilizzata per sostenere i cittadini e ricostruire le infrastrutture. A inizio aprile erano già stati trasferiti a Kiev altri 150 milioni dalla KfW come ultima tranche di un finanziamento del governo tedesco concesso nel 2015 per complessivi 500 milioni di euro. Il nuovo prestito ha una durata di 15 anni e i rimborsi non devono iniziare prima di cinque anni, ha detto Schmyhal. In totale, l’Ucraina ha ricevuto aiuti finanziari per oltre 5 miliardi di dollari dall’invasione russa iniziata il 24 febbraio, ha affermato il primo ministro.

L’esercito ucraino lancia missili britannici Brimstone: due tank russi saltano in aria

1652913707 328 Guerra Russia Ucraina Biden Svezia e Finlandia nella Nato Con la

17.09 – Telefonata Usa-Cina su Ucraina e sicurezza regionale. Sullivan parla con Yang Jiech, si erano visti a Roma il 14 marzo
Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan ha parlato oggi al telefono con Yang Jiechi, membro del Politburo del Partito Comunista Cinese e Direttore dell’Ufficio della Commissione per gli Affari Esteri che aveva incontrato a Roma il 14 marzo scorso. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota. Il colloquio si è concentrato sulla guerra in Ucraina, i temi della sicurezza regionale e sulla non proliferazione ma anche i rapporti Usa-Cina.

Il soldato russo Vadim, al processo in Ucraina, si dichiara colpevole di crimini di guerra

1652913707 499 Guerra Russia Ucraina Biden Svezia e Finlandia nella Nato Con la

17.08 – Mons. Gallagher a Leopoli, prega per vittime guerra
L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario di Stato per i Rapporti con la Santa Sede, è a Leopoli. Accolto dall’arcivescovo di rito latino, monsignor Mieczyslaw Mocrzycki, ha visitato la Curia metropolitana e ha pregato per i caduti e per tutte le vittime della guerra. Dalla terrazza della Curia, mons. Gallagher ha benedetto la città di Leopoli e l’intera Ucraina. Il programma di oggi – riferisce la diocesi di Leopoli – prevede una visita al metropolita greco-cattolico di Leopoli, l’arcivescovo Ihor Wozniak, e una visita alle strutture che accolgono profughi e immigrati presso la parrocchia di San Giovanni Paolo II e il monastero benedettino di Solonets.

16.58 – Mosca, da Kiev politica contraria a suoi interessi nazionali
La politica delle autorità ucraine «contraddice i veri interessi nazionali del paese». Lo ha detto Vladimir Medinsky, capo della delegazione negoziale russa. Lo riporta la Tass. «La politica del regime di Kiev è contraria ai veri interessi nazionali del proprio paese – dice – l’attuale governo di ha una sovranità limitata. Hanno diversi centri decisionali, uno di questi sono i loro amici occidentali».

16.57 – Davos: il Wef non invita la Russia, prenda strada diversa. Presente l’inviato cinese per il clima Xie Zanhua
«Quest’anno abbiamo deciso di non avere partecipanti delle imprese russe, e di nessun rappresentante delle autorità russe. Penso sia la giusta decisione, speriamo che la Russia prenda una strada diversa e decida di aderire alla Carta delle Nazioni Unite e ai suoi obblighi internazionali». Lo ha detto il presidente del Forum Borge Brende durante una conferenza stampa per la presentazione delle riunioni di Davos. A Davos sarà presente un rappresentante del governo cinese, l’inviato di Pechino per il clima Xie Zenhua, e l’organizzazione fa sapere di attribuire «incredibile importanza» alla cooperazione fra Usa e Cina.

16.55 – Comune Mariupol, da bombe su Azovstal rischio disastro in mar d’Azov
I bombardamenti russi sull’impianto Azovstal rischiano di provocare un disastro ambientale nel mar d’Azov visto che, all’interno dell’impianto metallurgico, ci sono impianti che trattengono al loro interno idrogeno solforato. Lo spiega il comune di Mariupol. «Il bombardamento di Azovstal potrebbe danneggiare una struttura che trattiene decine di migliaia di tonnellate di soluzione concentrata di idrogeno solforato. La fuoriuscita di questo liquido ucciderà completamente la flora e la fauna del Mar d’Azov», si legge. Il sindaco Vadym Boychenko ha chiesto l’ammissione immediata all’impianto di esperti internazionali per «studiare la situazione e prevenire una catastrofe ambientale di livello mondiale».

16.54 – Premier Smyhal: “UE ha approvato piano per ricostruire Paese”
L’Unione europea ha approvato un piano per ricostruire l’Ucraina. Secondo il primo ministro Denis Smyhal, l’Unione europea sarà un key player nella futura ricostruzione dell’Ucraina. «Insieme non ricostruiremo solo ciò che i russi hanno distrutto, ma la nuova Ucraina in accordo con le norme europee». Così scrive sul suo canale Telegram il premier ucraino.

16.53 – Capo amministrazione Luhanks: “Disattivata ultima sottostazione elettrica”
I russi hanno completamente disattivato l’ultima grande sottostazione elettrica nella regione di Luhansk. Lo ha annunciato il capo dell’Ova, (l’amministrazione regionale militare) di Luhansk, Sergei Gaidai. «Circa un’ora fa, la luce è scomparsa in molte case della zona in cui manca tuttora. Ci sono combattimenti attivi vicino a Lisichansk, c’è una interruzione nella linea elettrica a 220 kV. I russi hanno disattivato e danneggiato l’ultima potente sottostazione elettrica», ha detto Sergei Gaidai.

16.51 – Zakharova, non abbiamo perso interesse in negoziati
La Russia «non ha perso interesse nei negoziati con l’Ucraina». Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in conferenza stampa. «Il regime di Kiev sta facendo di tutto perché le trattative non funzionino attraverso alcuno strumento negoziale», ha aggiunto Zakharova.

16.41 – Zakharova, Kiev sta ostacolando evacuazione da Azovstal
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in conferenza stampa ha affermato che l’Ucraina «sta facendo tutto il possibile» per impedire l’evacuazione dall’acciaieria Azovstal di Mariupol dove, ha affermato, ci sono ancora civili. «Il regime di Kiev sta facendo di tutto per garantire che i civili, il personale militare e i militanti restino ad Azovstal e non se ne vadano», ha affermato Zakharova. La portavoce ha risposto di «non avere informazioni» a una cronista che le chiedeva se l’evacuazione dei difensori dell’acciaieria fosse stata concessa in cambio della consegna di prigionieri russi.

16.37 – Zelensky vede Schevchenko, nostro ambasciatore nel mondo
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato l’ex stella del Milan, Andriy Schevchenko, postando su Twitter una foto che li ritrae insieme. Il popolare calciatore vive attualmente a Londra. «Andriy ha guadagnato fiducia nell’arena internazionale e ora ha una missione importante: raccontare al mondo gli eventi in Ucraina e usare la sua autorità per aumentare gli aiuti», ha scritto Zelensky. «Rappresento l’Ucraina nell’arena calcistica internazionale da molti anni ma oggi, quando il mio paese soffre per la guerra, la mia priorità non è il calcio, ma aiutare – gli ha fatto eco l’attaccante – farò tutto il possibile per aumentare la consapevolezza dei bisogni dell’Ucraina e per contribuire alla nostra vittoria».

16.35 – Zakharova, nazionalisti hanno attaccato civili Kherson
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato i «azionalisti ucraini» di aver attaccato aree abitati da civili a Kherson. Zakharova ha sostenuto che non ci siano militari russi a Kherson nonostante si tratti del capoluogo dell’unica regione ucraina interamente occupata dai russi. «Il 16 maggio, i nazionalisti ucraini hanno attaccato le aree residenziali di Kherson con lanciarazzi», ha detto Zakharova, «non ci sono unità di truppe russe a Kherson, cosa di cui la controparte ucraina è ben consapevole, il che significa che il colpo è stato deliberatamente inferto alla popolazione civile come rappresaglia per aver sostenuto le azioni della Russia».

16.34 – Prezzo del gas sostanzialmente stabile intorno ai 93 euro
Prezzo del gas sostanzialmente stabile. Il gas all’hub olandese Ttf si attesta attualmente a 93,5 euro a megawattora, in calo dello 0,717%.

16.33 – Trovati morti 1.288 civili in regione Kiev da inizio invasione
Sono 1.288 i civili trovati morti nella regione di Kiev dall’inizio dell’invasione. Lo ha reso noto il capo della polizia della regione, Andriy Nyebytov, citato dall’agenzia di stampa Interfax-Ucraina. «Al momento abbiamo i corpi di 1.288 persone uccise. Sottolineo, civili. La maggior parte di loro sono stati colpiti con armi automatiche», ha affermato, precisando che la polizia continua a trovare nuove fosse di civili nella regione. Alla fine di aprile erano poco più di mille i civili trovati morti nella regione.

15.51 – Mosca: abbiamo prove progetti armi biologiche
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che le autorità di Mosca hanno ricevuto le prove della presenza in Ucraina di laboratori di armi biologiche sostenuti dagli Usa. In conferenza stampa, Zakharova ha citato, tra gli altri, un centro a Mariupol dove sarebbe stato coltivato dal 2014 il batterio del colera a scopo militare. Altre strutture di questo tipo, ha proseguito, sono state identificate a Odessa e a Kharkiv. «L’Ucraina non confina con gli Usa, quindi per il Pentagono questi laboratori non avevano lo scopo di proteggere il proprio Paese ed essendo vietati dalla legge negli Stati Uniti questi laboratori potevano essere costruiti solo in territori senza legge». Zakharova ha affermato che i programmi di «guerra biologica» avviati dagli Usa avevano suscitato l’interesse dei «nazionalisti ucraini», che avrebbero «diffuso il batterio della tubercolosi con banconote false nel Lugansk nel 2020». Zakharova ha inoltre citato come sospetti i casi di antrace registrati in Russia nel 2016.

15.42 – Troppi media, aggiornata udienza del soldato russo dichiaratosi colpevole di crimini di guerra
L’udienza del soldato russo 21enne Vadim Shishimarin è stata aggiornata a domani perché troppi membri dei media stavano affollando l’aula del tribunale di Kiev, dove si tiene il primo processo per crimini di guerra in Ucraina. Lo riporta la Cnn. Shishimarin è accusato di aver ucciso un civile disarmato di 62 anni nella regione ucraina di Sumy il 28 febbraio, secondo l’ufficio della procuratrice generale ucraina. Il soldato russo si è detto «pienamente» colpevole quando gli è stato chiesto come si dichiarasse. È apparso con una felpa grigio-blu e la testa rasata in un box di vetro nell’aula gremita del tribunale di Kiev, di fronte a dozzine di telecamere.
15.37 – Parolin: visita del Papa in Ucraina? Valuteremo dopo l’arcivescovo Gallagher
Al termine della missione in Ucraina dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, iniziata questa mattina, si valuterà come proseguire con i tentativi di mediazione, se sarà in programma una visita del Papa nel Paese in guerra. Lo ha spiegato il cardinale Pietro Parolin, a margine di un incontro all’università Cattolica. «Adesso c’è monsignor Gallagher in Ucraina, è partito questa mattina e credo ritornerà domenica. Vedremo, anche in seguito alla sua missione, che cosa conviene fare» ha detto il cardinale a chi chiedeva se fosse in programma la visita del Papa in Ucraina. «Per il momento non c’è da parte del Papa l’intenzione di andare» ha sottolineato «ma si valuterà anche alla luce di questa missione». Il punto «è che ci deve essere la disponibilità da parte di entrambi» i paesi, la Russia e l’Ucraina, «di accettare una mediazione della Santa sede». «La Santa Sede non può imporsi, può offrirsi, cosa che ha fatto ripetutamente e – ribadisce – resta disponibile. Solo se ci sarà disponibilità anche da parte loro, si potrà avviare un’iniziativa concreta».
15.25 – Michel: Putin è già il perdente di questa guerra
«Vladimir Putin già il perdente di questa guerra. Il Cremlino si sbagliava pesantemente: sulle proprie capacità militari, sulla forza di resistenza ucraina, sulla determinazione e l’unità europea. Ed è riuscito a svegliare la Nato, che presto si espanderà, a rafforzare la difesa europea, e a rafforzare il legame transatlantico come mai dalla Seconda guerra mondiale». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento al Comitato economico e sociale europeo.
15.05 – Mosca: difficoltà, ma l’operazione in Ucraina continua
«Nonostante le attuali difficoltà», la Russia continuerà la sua «operazione militare speciale» fino al suo compimento, «e i suoi obiettivi, compresa la demilitarizzazione e denazificazione dell’Ucraina e la difesa delle repubbliche di Donetsk e Lugansk, saranno completamente raggiunti». Lo ha detto il vice capo del Consiglio per la sicurezza nazionale di Mosca, Rashid Nuurgaliyev, citato dalle agenzie russe.
15.00 – Commissione Esteri Italia-Francia-Germania-Spagna: urgente cessare il fuoco
«È urgente un cessate il fuoco. Chiediamo alle autorità della Federazione russa di sospendere le ostilità e di impegnarsi finalmente in un negoziato per mettere fine a una guerra dannosa per entrambe le parti, di concludere un accordo la cui premessa deve essere il rispetto della sovranità dell’Ucraina, dell’integrità del suo territorio e della sua salvaguardia come Stato libero e indipendente». È quanto si legge in una dichiarazione congiunta firmata dai presidenti delle Commissioni Esteri delle Camere di Italia, Francia, Germania e Spagna, Piero Fassino, Jean-Louis Bourlanges, Pau Marí-Klose e Micheal Roth. Nel condannare senza riserve le distruzioni e i massacri in corso in Ucraina nel documento i quattro presidenti sottolineano «il dovere di rafforzare la capacità di resistere degli ucraini all’aggressione continua delle forze russe». Circa il processo di integrazione europea, i presidenti sottolineano come sia necessario «spianare la strada affinché Ucraina, Moldavia e Georgia entrino a far parte della famiglia europea».
14.45 – Truss (ministra Esteri britannica): integrare presto Finlandia e Svezia nella Nato
«Congratulazioni a Finlandia e Svezia per la loro decisione di richiedere l’adesione alla Nato. Finlandia e Svezia rafforzeranno la nostra sicurezza collettiva dopo la guerra di aggressione di Putin contro l’Ucraina». Lo scrive su Twitter la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, assicurando che «il Regno Unito lavorerà per integrarle rapidamente».

14:40 – Il soldato russo Vadim, accusato di crimini di guerra, si dichiara colpevole

14.16 –  I russi distruggono la sinagoga di Mariupol
I russi hanno distrutto la sinagoga a Mariupol. Lo ha scritto su Telegram Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco della città portuale. «I “liberatori” russi stanno distruggendo tutto sul loro cammino e hanno già superato i nazisti nel numero di crimini di guerra. Come i tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, stanno distruggendo gli edifici della comunità ebraica. A Mariupol, l’esercito russo ha distrutto l’edificio della vecchia sinagoga. Veri barbari di oggi!», scrive.
14.00 – Draghi: sì a Finalndia e Svezia nella Nato

14.08 – Kiev: si apre una pagina nuova
La visita in Ucraina del segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, «aprirà una nuova pagina su un nuovo livello per le relazioni tra Ucraina e Santa Sede», sottolinea l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, che ha accolto il diplomatico vaticano che ha cominciato la sua missione in Ucraina.«Benvenuto in una terra ospitale», afferma l’ambasciatore riferendo che Gallagher avrà un «intenso programma» di incontri che partiranno oggi da Leopoli.

13.58 – Timmermans: Ue si porrà problema del finanziamento
«Prima o poi arriverà il momento in cui dovremo guardare alle finanze su scala europea come abbiamo fatto in Covid. Prima o poi ci troveremo di fronte alla domanda se abbiamo fondi sufficienti per finanziare tutti i bisogni che abbiamo e spero che quel momento sia molto presto», afferma il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, Frans Timmermans. «Dovremo discutere di come aiutare l’Ucraina a rimettersi in piedi, ancora una volta come ricostruiamo il nostro grande alleato, come finanziare la loro capacità in termini di investimenti nella transizione verde, “poi anche l’Unione Europea dovrà confrontarsi con la domanda da dove verrebbero quei soldi, ma per ora possiamo mobilitare oltre 200 miliardi di euro», aggiunge.

13.50 – Mosca espelle 27 diplomatici spagnoli
La Russia ha deciso di espellere 27 diplomatici spagnoli, in risposta alla precedente espulsione dello stesso numero di diplomatici russi dalla Spagna.

13.35 – Zelensky propone l’estensione della legge marziale
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, propone di estendere la legge marziale in Ucraina. Lo riporta Unian. A confermarlo il sito web del parlamento di Kiev. Al momento il provvedimento è in vigore fino al 25 maggio.

Ucraina, Draghi: “Altre armi? Aiuteremo Ucraina a difendersi se necessario. Noi leali a decisione Ue”

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13.25 –  Von der Leyen: piattaforma globale per la ricostruzione
«Dobbiamo anche pensare al giorno dopo per il più ampio sforzo di ricostruzione. L’Ue ha una responsabilità e un interesse strategico nel guidare questo sforzo di ricostruzione. I leader dell’Ue ci hanno invitato a riflettere su questo durante il loro incontro a Versailles. Ed è quello che abbiamo fatto i principi della ricostruzione dovrebbero combinare investimenti e riforme. Col tempo, sosterranno l’Ucraina nello studio del suo percorso europeo», afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, «Dovrebbe essere un piano a prova di futuro, che riflette pienamente le esigenze individuate dall’Ucraina – aggiunge-. Il piano affronterebbe riforme chiave in settori quali la lotta alla corruzione, la capacità amministrativa, lo stato di diritto e l’indipendenza della magistratura. E dovrebbe essere saldamente ancorato alle transizioni verde e digitale e ai valori europei fondamentali. Ma ovviamente l’Ue sarebbe e non dovrebbe essere l’unica a contribuire a questo sforzo».

13.21 – Cardinale Bassetti (Cei): la gente ha bisogno di pace
«Credo che questo sia il momento e di riflettere e di mandare continuamente segni di dialogo e di pace», afferma il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti. «La gente ha bisogno di pace, la gente ha bisogno di essere unita», sottolinea il cardinale, alla vigilia dell’assemblea dei vescovi, che si terrà a Roma dal 23 al 27 maggio nel corso della quale si dovrà scegliere una nuova guida.

13.12 – Condanna episcopale per “l’invasione genocida” dell’Ucraina
In una lettera inviata a mons. Sviatoslav Shevchuk, Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, l’arcivescovo Mark Coleridge di Brisbane, presidente della Conferenza episcopale australiana, esprime tutta la sua solidarietà riguardo la «tragica situazione in Ucraina», come riferita nell’ultima plenaria dal vescovo greco-cattolico ucraino Mykola Bychok. In particolare, l’arcivescovo Coleridge scrive a Shevchuk che quella russa è «una aggressione che dura da secoli» e che ha ora «gravi implicazioni per l’Europa e per il mondo, anche per l’Australia». Secondo l’arcivescovo Coledridge, è una battaglia «non solo per la democrazia contro l’autocrazia, ma per la libertà contro la schiavitù, per la verità contro la falsità, per la vita contro la morte, per il bene contro il male». E «la Chiesa non può rimanere neutrale». Per questo l’episcopato australiano ha deciso di esprimere «solidarietà» di fronte ad una invasione definita come «genocida» e rispondente allo «schema di negazione del diritto ucraino ad esistere».

Elettroshock, torture, rapimenti, esecuzioni sommarie: il report di Human Rights Watch sui crimini russi in Ucraina è choc

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13.05 – Parigi: ferma condanna per l’espulsione dei diplomatici francesi
Parigi condanna «con fermezza» la decisione del governo russo di espellere 34 diplomatici francesi come ritorsione per l’espulsione di 41 diplomatici russi dalla Francia.

13.01 – Governatore Belgorod: bombe ucraine sul villaggio di SolokhiIl
Il governatore della regione russa di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha riferito tramite Telegram del bombardamento del villaggio di Solokhi dal territorio ucraino. Secondo il funzionario ci sarebbe «almeno un ferito».

12.56 – Oggi in Ucraina si commemorano le vittime del genocidio dei tartari della Crimea
Oggi, 18 maggio, è la Giornata della memoria delle vittime del genocidio dei tartari di Crimea. Il 18 maggio 1944 più di 200.000 tartari indigeni della Crimea furono deportati dalla Crimea o fucilati sul posto. Più di 150.000 tartari di Crimea furono deportati in Uzbekistan. Altri furono divisi in piccoli gruppi e trasferiti in Kazakistan, Tagikistan, nella Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Mari, negli Urali e nella regione di Kostroma.

12.50- Oltre 4.500 edifici residenziali distrutti nella regione di Kiev
«Nella regione di Kiev più di 4.500 edifici residenziali privati sono stati distrutti dall’inizio della guerra», fa sapere il capo dell’amministrazione militare regionale di Kiev, Alexander Pavlyuk sul suo canale Telegram. Situazione particolarmente critica a Buchanskaya, Irpenskaya, Gostomelskaya, Borodyanskaya, Makarovskaya, Velikodymerskaya e Peskovsky. Un numero, aggiunge Pavlyuk, che potrebbe aumentare visto che «le squadre di monitoraggio continuano a lavorare per registrare i danni».

12.45 –  Al via missione la missione vaticana in Ucraina 
Il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, ha cominciato la sua missione in Ucraina. Al confine tra la Polonia e l’Ucraina è stato accolto dall’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andriy Yurash, e da mons. Mieczyslaw Mocrzycki, arcivescovo dei cattolici latini a Leopoli e presidente della Conferenza episcopale ucraina che lo accompagnerà nel corso della missione.

12.41 – Tokyo a Pechino: sull’Ucraina serve ruolo responsabile
Tokyo esorta Pechino a svolgere un ruolo responsabile» mentre prosegue la guerra in Ucraina dopo l’invasione russa. Il ministro degli Esteri giapponese, Yoshimasa Hayashi, ha detto all’omologo cinese, Wang Yi, di auspicare che il gigante asiatico giochi “un ruolo responsabile” per garantire pace e sicurezza.  L’agenzia Kyodo dà notizia di un colloquio in videoconferenza andato avanti per 70 minuti, il primo dialogo dallo scorso novembre. Il Giappone si è unito agli alleati occidentali nelle sanzioni contro la Russia, mentre Pechino non ha mai condannato l’invasione russa dell’Ucraina.

12.36 – Mosca espelle 24 diplomatici italiani e 34 francesi
Il governo russo comunicherà all’ambasciatore italiano Starace la decisione di espellere 24 diplomatici italiani. La Russia ha deciso anche l’espulsione di 34 diplomatici francesi. Dovranno lasciare la Russia entro due settimane.

12.20 – Il ministero degli Esteri russo convoca l’ambasciatore italiano
La Russia è pronta a espellere i diplomatici italiani. L’ambasciatore italiano a Mosca (come quelli di Francia e Spagna) è stato convocato al ministero degli Esteri russo. Al diplomatico saranno comunicate le misure adottate dalla Russia in risposta all’espulsione dei diplomatici russi dall’Italia, si precisa. Lo scorso 6 aprile, l’Italia aveva annunciato la decisione di espellere 30 diplomatici russi. Una misura -aveva precisato allora la Farnesina- assunta in raccordo con altri partner europei e atlantici, adottata per ragioni legate alla sicurezza nazionale, nel contesto della situazione attuale di crisi conseguente all’ingiustificata aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa.

12.14 – Mosca: militari all’Azovstal si devono arrendere per uscire
«I militari ancora all’interno di Azovstal per uscire devono deporre le armi e arrendersi», afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

12.09 – Il Cremlino accusa Kiev di “totale assenza di volontà a negoziare”
Il Cremlino ha accusato l’Ucraina di «totale mancanza di volontà» di negoziare con la Russia per porre fine al conflitto in corso sul suolo ucraino dall’inizio dell’offensiva russa il 24 febbraio. «I negoziati non stanno andando avanti e vediamo una totale mancanza di volontà da parte dei negoziatori ucraini di continuare questo processo», sostiene il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, mentre la presidenza ucraina aveva affermato il giorno prima che i colloqui erano stati sospesi a causa della Russia.

12.01 – Il Pentagono elogia i combattenti di Azovstal: eroi
Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha elogiato i combattenti ucraini che si erano rintanati nelle acciaierie di Mariupol a difesa della città. Tra lunedì e martedì, centinaia di combattenti hanno lasciato il sito a bordo di due convogli. «I soldati che hanno continuato a resistere lo hanno fatto con coraggio e abilità ed è abbastanza ammirevole pensare per quanto tempo sono stati in grado di resistere. Il presidente Zelensky li ha definiti eroi. Penso che saremmo tutti d’accordo su questo», ha detto Kirby alla Bbc.

11.53 – Raid aereo a Chernihiv, il bilancio sale a 11 morti e 14 feriti
Sale a 11 morti e 14 feriti il bilancio delle vittime del bombardamento avvenuto ieri nel villaggio di Desna, nella regione di Chernihiv, nel nord dell’Ucraina. Lo rende noto il Servizio statale di emergenza.

11.35 – Il leader ceceno Kadyrov: oggi stiamo combattendo contro la Nato
«Oggi non stiamo combattendo contro l’Ucraina. Stiamo combattendo contro la Nato». Lo ha detto il leader ceceno Ramzan Kadyrov, secondo quanto riporta la Tass.

Le forze speciali ucraine contro un tank T-80 russo, le truppe posizionate in strada e nella boscaglia riescono a incendiarlo

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11.30 – Media: ad aprile la Russia ha speso più di 280 milioni di euro al giorno per la difesa
La Russia ha speso più di 280 milioni di euro al giorno per la difesa il mese scorso, col prolungarsi delle ostilità in Ucraina. Lo rivela il Moscow Times, citando i dati del ministero delle Finanze, che rilevano una spesa per la difesa più che raddoppiata rispetto al periodo prebellico. La spesa per la difesa è aumentata ogni mese da quando il presidente Vladimir Putin ha inviato truppe in Ucraina alla fine di febbraio. La spesa per la difesa della Russia a febbraio è stata di 369 miliardi di rubli (5,1 miliardi di euro), a marzo ha visto un aumento a 450 miliardi di rubli (6,2 miliardi di euro), secondo i dati del ministero. Aprile è stato di gran lunga il mese più costoso con 628 miliardi di rubli (8,7 miliardi di dollari) spesi. La spesa per la difesa della Russia ad aprile è stata più del doppio di quella del periodo prebellico, che a gennaio scorso segnava una spesa di 233,7 miliardi di rubli (3,2 miliardi di dollari) spesi a gennaio 2022. Nell’aprile 2021, il dato era stato di 275 miliardi di rubli

11.20 – Il sindaco di Mariupol: gli invasori russi hanno distrutto la vecchia sinagoga 
A Mariupol assediata gli invasori russi hanno distrutto una sinagoga. Lo ha annunciato su Telegram il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko, come riferisce Ukrinform. «I russi stanno distruggendo tutto sul loro cammino e hanno già superato i nazisti per numero di crimini di guerra. Come i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, stanno distruggendo gli edifici della comunità ebraica. A Mariupol, l’esercito russo ha distrutto l’edificio della vecchia sinagoga e il centro comunitario. Veri barbari di oggi!», scrisse Andryushchenko.

11.15 – Ventotto bombardamenti in 24 ore sulla regione di Donetsk
La regione di Donetsk è stata colpita da 28 bombardamenti russi nelle ultime 24 ore, che hanno causato un morto e diversi feriti, tra cui bambini. Lo riferisce la polizia ucraina su Facebook. I russi «hanno sparato su 12 insediamenti. Tra i feriti ci sono tre bambini. 52 strutture civili sono state distrutte: abitazioni, 3 scuole, fabbriche, una fattoria e infrastrutture critiche», scrive la polizia. «Hanno sparato sui civili da aerei, carri armati, artiglieria pesante e sistemi missilistici», aggiunge. Bakhmut è la località più colpita, con «un edificio di 5 piani distrutto, un uomo morto e un bimbo di 9 anni gravemente ferito».

11.00 – Mosca diffonde un altro video dei militari ucraini che lasciano la Azovstal
Il ministero della Difesa russo ha pubblicato un nuovo filmato che mostra i militari ucraini che lasciano lo stabilimento Azovstal di Mariupol e si arrendono all’esercito russo. Nel filmato si vede un gruppo di soldati tra cui alcune donne, che escono con borse e valigie dall’acciaieria. I militari, ritenuti prigionieri di guerra, vengono perquisiti e posti sugli autobus. Nel video, uno dei feriti viene trasportato su un’ambulanza. Il ministero della Difesa della Federazione Russa ha dichiarato che nelle ultime 24 ore sono stati 694 i soldati ucraini arresisi all’Azovstal, per un totale di 959 dal 16 maggio quando è iniziata quella che Kiev chiama «evacuazione» e Mosca «resa».

10.50 – Il leader ceceno Kadyrov ammette errori a inizio invasione
Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha ammesso oggi che all’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sono stati commessi «errori», sottolineando però che adesso va tutto come previsto. Lo riporta Interfax. «Va tutto bene e stiamo andando come previsto, stiamo adempiendo al 100% il compito fissato dal nostro presidente – ha detto Kadyrov riferendosi a Vladimir Putin -. All’inizio sono stati fatti errori… alcune piccole carenze, ma adesso va tutto come pianificato al 100% e libereremo l’Ucraina». Come è noto, Kadyrov è presente con i suoi uomini a Mariupol e secondo l’intelligence britannica suo cugino, Adam Delimkhanov, è probabilmente il comandante in campo nella città portuale.

10.45 – Il vicepresidente russo Khusnullin in visita nella regione di Kherson
Il vicepresidente Marat Khusnullin si è recato in visita nella regione di Kherson, nell’Ucraina meridionale. Si tratta di un «posto degno di entrare nella nostra famiglia russa», ha detto Khusnullin durante la visita, come ha riferito l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Lo scorso primo maggio la Russia ha introdotto l’uso del rublo nella regione di Kherson e qualche giorno fa il governo regionale vicino a Mosca ha detto che presenterà domanda di adesione alla Federazione russa.

10.35 – Vice primo ministro russo: non saremo noi i primi a lanciare un attacco nucleare
Il vice primo ministro russo Yuri Borisov ha detto che «secondo la sua dottrina, la Russia non può essere la prima a usare armi nucleari». Lo riporta l’agenzia Interfax. Quello delle forze armate russe può essere «solo un attacco di rappresaglia», ha specificato Borisov.

10.15 – Kiev: i russi continuano gli attacchi per il controllo di Lyman
I russi stanno cercando di stabilire il pieno controllo su Lyman nel Donbass. Lo ha riferito lo stato maggiore delle forze armate ucraine sulla sua pagina Facebook. «Nella direzione di Donetsk, il nemico continua ad attaccare nelle direzioni Lyman, Severodonetsk, Bakhmut, Avdiivka e Kurakhiv. Nella direzione di Lyman, il nemico ha lanciato un’offensiva per stabilire il pieno controllo del villaggio di Drobysheve e bloccare Lyman da nord», si legge nel comunicato.

10.10 – Mosca: arresi 959 militari ucraini nella Azovstal
Il ministero della Difesa russo ha annunciato che dal 16 maggio sono 959 i militari ucraini all’acciaieria Azovstal di Mariupol che si sono consegnati alle forze di Mosca. Solo nelle ultime 24 ore, i combattenti che si sono arresi sono 694, ha annunciato il portavoce del dicastero, Igor Konashenkov, in un briefing. «A Mariupol, i militanti dell’unità nazionalista Azov e i militari ucraini bloccati nello stabilimento di Azovstal hanno continuato ad arrendersi. Nelle ultime 24 ore, 694 militanti si sono arresi, di cui 29 feriti», ha detto Konashenkov. Il portavoce ha riferito che, dal 16 maggio, 959 militari ucraini, di cui 80 feriti, presenti nell’acciaieria si sono arresi; di questi, 51 sono stati ricoverati nell’ospedale di Novoazovsk nella Repubblica popolare filo-russa di Donetsk.

09.35 – Viceministro ucraino: ancora molte persone alla Azovstal, negoziamo per farli uscire
«Ci sono ancora molte persone rimaste ad Azovstal e continuiamo a negoziare per farle uscire da lì»: lo ha dichiarato alla Bbc il vice ministro della Difesa ucraino Hanna Maliar affermando che l’operazione di salvataggio dell’acciaieria Azovstal sarà conclusa solo quando tutti i difensori di Mariupol saranno stati evacuati nei territori sotto il controllo ucraino. Per Maliar, gli appelli dei politici di Mosca a processare per crimini di guerra alcune delle persone prelevate dalle acciaierie «sono stati fatti molto probabilmente per la propaganda interna della Russia»:

09.15 – Nuovo attacco missilistico a Odessa
Le truppe russe hanno lanciato all’alba un attacco missilistico dal mare sulla regione di Odessa «continuando a distruggere le infrastrutture degli insediamenti nella regione». Al momento non si registrano vittime. Lo ha riferito il comando operativo “Sud” su Telegram del consiglio comunale di Odessa, come riferisce Ukrinform.

09.10 – Kiev: almeno 28.300 soldati russi uccisi in Ucraina
Sono almeno 28.300 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione: lo rende noto l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito indica che dopo 84 giorni di conflitto si registrano anche 202 caccia, 167 elicotteri e 441 droni abbattuti. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.251 carri armati russi, 586 pezzi di artiglieria, 3.043 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 102 missili da crociera, 199 lanciamissili, 13 navi, 2.137 tra veicoli e autocisterne per il trasporto del carburante, 91 unità di difesa antiaerea e 43 unità di equipaggiamenti speciali.

09.05 – Human Rights Watch: crimini di guerra dei russi nelle regioni di Kiev e Chernihiv
Human Rights Watch (Hrw) afferma di aver documentato una serie di presunti crimini dei soldati russi contro i civili nelle regioni di Kiev e Chernihiv, nell’Ucraina settentrionale. Lo riferisce la Cnn online. Secondo il rapporto pubblicato oggi, un team dell’organizzazione in visita nell’area tra aprile e maggio afferma di aver «indagato su 22 presunte esecuzioni sommarie, altri nove omicidi illegali, sei possibili sparizioni forzate e sette casi di tortura». Si ritiene che i presunti crimini siano stati commessi a febbraio e marzo dalle truppe russe poiché controllavano gran parte dell’area. Hrw afferma di aver intervistato 65 persone tra il 10 aprile e il 10 maggio, comprese le famiglie delle vittime e le persone che hanno affermato di essere state detenute e torturate dalle truppe russe. L’organizzazione ha anche riportato la testimonianza degli abitanti di un villaggio che hanno raccontato di essere tra le 350 persone tenute prigioniere per 28 giorni in uno squallido e angusto seminterrato a Yahidne, vicino a Chernihiv. Altri abitanti sono stati uccisi dalle truppe russe, afferma Hrw. «Questi abusi contro i civili sono evidenti crimini di guerra che dovrebbero essere indagati tempestivamente e in modo imparziale e adeguatamente perseguiti», ha detto il direttore di Hrw per l’Europa e l’Asia centrale, Giorgi Gogia.

08.50 – Kiev: 424 bambini uccisi da inizio invasione
Sale a 424 il bilancio dei bambini uccisi dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Lo riferisce la Procura generale ucraina su Telegram. Il numero dei bambini uccisi resta invece invariato rispetto a ieri a quota 229.

08.45 – Mosca: Zelensky fa propaganda sulla resa dei militari alla Azovstal
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito «bugie» e «propaganda» le valutazioni del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sulla resa dei militari all’acciaieria Azovstal di Mariupol. Zelensky ora chiama «operazione umanitaria ucraina» quello che è il ritiro dei combattenti dal territorio dell’Azovstal, che la Russia ha proposto di svolgere proprio in questo formato. «È con queste dichiarazioni che dimostrano le loro bugie e la propaganda che hanno usato per tutto questo tempo», ha detto Zakharova parlando a radio Sputnik. «Far passare il ritiro dei militari, offerta dalla Russia per diverse settimane, come un’operazione speciale di natura umanitaria mostra al mondo intero come hanno imparato a mentire negli ultimi anni, sotto la guida principalmente degli Usa e, in generale, specialisti della Nato».

09.25 – A Kiev inizia il primo processo a un soldato russo per crimini di guerra
Prende il via ufficialmente oggi a Kiev il processo a carico del sergente russo Vadim Shysimarin, il primo a essere formalmente accusato di crimini di guerra in Ucraina per aver sparato a un civile disarmato. L’udienza preliminare si è svolta il 13 maggio nel tribunale di Kiev. Shysimarin rischia l’ergastolo. L’avvocato di Shysimarin, 21 anni, ha detto che il suo assistito ha confessato l’uccisione di un uomo di 62 anni nel villaggio di Chupakhivka nella regione di Sumy, ma non ha ancora deciso se dichiararsi colpevole. Nella sua prima apparizione in aula Shysimarin è intervenuto brevemente per confermare la sua identità e spiegare di aver compreso le accuse a suo carico. In base alla ricostruzione dell’accisa, Shysimarin ha ucciso a colpi di arma da fuoco con un fucile AK-74 un civile disarmato che era in bicicletta e parlava al telefono. Secondo i pm gli sarebbe stato ordinato di «uccidere il civile per evitare che lo denunciasse ai difensori ucraini». Il crimine è avvenuto a qualche «decina di metri» dalla casa della vittima.

08.20 – Intelligence britannica: la Russia ha problemi di reclutamento, il comando è disunito
La Russia ha «significativi problemi» di reclutamento per la guerra in Ucraina, che «probabilmente stanno contribuendo a un comando disunito che continua a ostacolare le operazioni» di Mosca: lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento sulla situazione in Ucraina pubblicato dal ministero della Difesa di Londra. Per cercare di far fronte alla resistenza ucraina, la Russia sta facendo un uso notevole di personale ausiliario, incluso lo schieramento delle forze cecene, che probabilmente consiste di svariate migliaia di combattenti concentrati soprattutto nelle regioni di Mariupol e Lugansk, commenta l’intelligence. Queste forze, prosegue il rapporto, consistono probabilmente di unità formate da volontari e membri della Guardia Nazionale, che normalmente vengono impiegate per garantire il potere al leader ceceno Ramazan Kadyrov. Quest’ultimo, conclude il rapporto, probabilmente segue da vicino, personalmente, lo schieramento dei suoi uomini, mentre suo cugino Adam Delimkhanov probabilmente ha assunto il ruolo di comandante in campo a Mariupol.

Le agghiaccianti parole del comandante russo in TV sui prigionieri dell’Azovstal: “Non vanno toccati, ma.. gli incidenti accadono, inciampano, si sparano da soli..”

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08.15 – Finlandia e Svezia consegnano la richiesta di adesione alla Nato
Gli ambasciatori di Finlandia e Svezia, Klaus Korhonen e Axel Wernhoff, hanno formalmente presentato la richiesta di adesione all’Alleanza al segretario generale, Jens Stoltenberg, oggi nel quartier generale della Nato a Bruxelles: «Benvenuti, questo è un passo storico, le operazioni saranno celeri», è stata la reazione. 

08.10 – Due attacchi missilistici su Dnipro
Due attacchi missilistici russi hanno colpito stamattina la città di Dnipro, nell’Ucraina orientale, ferendo una donna e distruggendo parte dell’infrastruttura di trasporto. Lo riferisce l’amministrazione regionale, secondo quanto riporta Ukrinform. «Una notte allarmante e una mattinata inquieta. Un attacco nemico su Dnipro. Un missile è stato abbattuto dalle nostre unità di difesa. I frammenti sono caduti su un cortile privato. Una donna è rimasta ferita», spiega su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk Valentyn Reznichenko, aggiungendo che i frammenti del missile hanno danneggiato anche due case. Un secondo missile, aggiunge, ha invece colpito una parte dell’infrastruttura di trasporto, distruggendola.

07.45 – Onu: almeno 3.752 persone uccise da inizio guerra
Sono almeno 3.752 le vittime civili provocate dalla guerra in Ucraina: lo ha annunciato oggi l’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. I feriti dall’inizio dell’invasione russa il 24 febbraio scorso sono almeno 4.062. La maggior parte delle vittime riportano ferite causate da munizioni di artiglieria, bombe e razzi.

07.30 – Kiev: l’esercito russo sta trattenendo in detenzione circa 3mila civili di Mariupol 
L’esercito russo sta trattenendo circa tremila civili di Mariupol in una ex colonia penale Donestk e tra loro ci sono anche 30 volontari arrivati nella città assediata sul Mar Nero per portare aiuti umanitari. Lo denuncia il difensore civico ucraino per i diritti umani Lyudmyla Denisova affermando che i civili vengono trattenuti dall’esercito russo per un mese, ma chi è considerato «particolarmente inaffidabile» come ex soldati e poliziotti è trattenuto per due mesi.

07.25 – Intelligence GB: migliaia di ceceni per rimpiazzare i soldati russi dell’assedio a Mariupol
«Nonostante le forze russe abbiano assediato Mariupol per oltre dieci settimane, la resistenza ha rinviato la conquista della città da parte della Russia». Lo scrive l’intelligence britannica nel suo ultimo rapporto sulla situazione in Ucraina, parlando di «frustrazione» per le truppe inviate da Mosca e di «perdite di uomini tra le forze russe». A questo punto, scrive l’intelligence di Londra, «nel tentativo di avere la meglio sulla resistenza ucraina, la Russia ha fatto un notevole uso di altro personale. Questo ha portato a un notevole dispiegamento di forze cecene», ovvero «diverse migliaia di combattenti concentrati soprattutto a Mariupol e Luhansk». I ceceni, prosegue l’intellligence britannica, sono «combattenti volontari e uomini della Guardia nazionale». E la loro presenza è «una dimostrazione di come la Russia abbia problemi significativi di risorse in Ucraina». Ma ha anche come effetto una «disomogeneità del comando che continua a minare il buon esito delle operazioni russe».

06.55 – Il premier della Moldavia: “Qualcuno vuole trascinarci in una guerra indesiderata”
Le «esplosioni misteriose» avvenute in Transnistria, di cui si accusano a vicenda russi e ucraini, «sono incidenti causati da parti interessate che cercano di destabilizzarci e trascinarci in una guerra indesiderata. Sono attacchi mascherati per creare panico e insicurezza». Lo ha detto la premier della Moldavia Natalia Gavrilita, in un’intervista al Corriere della Sera. «Monitoriamo da vicino la situazione e ci stiamo preparando a scenari diversi. Non abbiamo un controllo effettivo sulla Transnistria, che da 30 anni è guidata dai separatisti sostenuti dalla Russia, e quindi non riusciamo a condurre un’indagine seria su quello che è successo», ha spiegato la premier, sottolineando poi che «dall’inizio del conflitto il livello d’ansia è molto aumentato. Tanti cittadini sentono le bombe che cadono su Odessa, Vinnytsia o Zhmerynka. Siamo determinati a fare il possibile per mantenere la calma e non permettere a terzi di rompere il nostro equilibrio».

06.00 – Un anno senza gare per il ginnasta russo che sfoggiava la Z e ritiro della medaglia
Il giovane ginnasta russo che sfoggiava la Z, il simbolo dell’invasione dell’Ucraina da parte del suo paese su un podio di medaglie è stato bandito dalle competizioni per un anno, come deciso da una giuria disciplinare. La canotta di Ivan Kuliak aveva la lettera Z in primo piano mentre si trovava accanto all’ucraino Kovtun Illia, medaglia d’oro a un evento di Coppa del Mondo a Doha a marzo. Una commissione disciplinare della Gymnastics Ethics Foundation (Gef) ha rilevato che Kuliak ha violato le regole della Federazione internazionale di ginnastica (Fig), l’organo di governo dello sport. «Il signor Kuliak non è autorizzato a partecipare a nessun evento o competizione della Fig o organizzata da una federazione membro della Fig», ha affermato la Gef. Kuliak deve anche restituire la sua medaglia di bronzo e un premio in denaro di 500 franchi svizzeri.

03.06 – Zelensky firma il decreto che istituisce una commissione per valutare i danni causati dall’aggressione russa
Lo scopo della commissione è «assicurare il pieno risarcimento dei danni causati all’Ucraina e la formazione di misure per la ricostruzione dello Stato nel dopoguerra». Lo riporta il The Kyiv Independent.

01.48 – Oms: 226 attacchi a strutture sanitarie, almeno 75 morti
L’Organizzazione mondiale della sanità ha registrato 226 attacchi alle strutture sanitarie ucraine dall’inizio della guerra totale della Russia. Il direttore regionale dell’Oms, Hans Kluge, ha affermato secondo Kyiv Indipendent che il totale ammonta a «quasi tre attacchi al giorno dal 24 febbraio» che hanno provocato almeno 75 morti e altri 59 feriti.

01.16 – Autorità Melitopol: uccisi vari ufficiali di alto rango russi
Secondo quanto riferito dall’amministrazione regionale su Telegram, i guerriglieri ucraini hanno ucciso diversi ufficiali russi di alto rango nella città meridionale di Melitopol. Secondo l’amministrazione, gli occupanti stanno cercando di nascondere la situazione. Non sono stati forniti dettagli sulle uccisioni e il rapporto non ha potuto essere immediatamente confermato.

00.59 – Zelensky: la Russia continua i raid ma senza successo
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che martedì è iniziato con una combinazione di attacchi russi, con le truppe di Mosca che hanno lanciato missili nella regione occidentale di Leopoli e nelle regioni di Sumy e Chernihiv nel nord-est, effettuando attacchi aerei nella regione orientale di Luhansk. Le regioni di confine dell’Ucraina, ha aggiunto, hanno visto «attività di sabotaggio» russe. «Tutto questo non sta solo creando tensione per il nostro stato, non è solo una prova della nostra forza», ha detto Zelensky nel suo discorso notturno. «Questo è una specie di tentativo di risarcire l’esercito russo per una serie di fallimenti nell’est e nel sud del nostro paese», ha detto.

00.45 – Il Canada vieterà a Putin e oligarchi d’entrare nel Paese
Il Canada impedirà al presidente russo Vladimir Putin di entrare nel Paese; al suo ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, e ai suoi parenti, così come ad altri alti funzionari e oligarchi russi che sono stati sanzionati dal Paese. Lo ha annunciato il governo canadese. Il ministro della pubblica sicurezza canadese Marco Mendicino ha spiegato in una dichiarazione che il governo modificherà le leggi sull’immigrazione del paese per impedire l’ingresso nel di persone sanzionate da Ottawa. In risposta all’invasione russa dell’Ucraina, il Canada ha imposto sanzioni economiche a Putin, Lavrov, alle loro figlie e ad altri parenti stretti.

00.31 – Kiev si prepara ad abbandonare acciaieria Azovstal
La caduta di Mariupol appare vicina mentre l’Ucraina si prepara per abbandonare l’acciaieria Azovstal, dove i suoi soldati hanno resistito per mesi. Mariupol diventerebbe così la più grande città a cadere nelle mani della Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che l’Ucraina sta lavorando per portare le sue restanti truppe al sicuro fuori dall’acciaieria. Nel suo discorso video notturno alla nazione, Zelensky ha affermato che la missione di evacuazione è stata supervisionata da ufficiali dell’esercito e dell’intelligence ucraini e «sono coinvolti i mediatori internazionali più influenti». Centinaia di combattenti ucraini hanno lasciato l’acciaieria Azovstal e si sono consegnati in mano russa.

00.05 – Media russi: la Duma valuta il ritiro da Oms e Wto
Secondo i media russi, la Duma sta valutando il ritiro dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Organizzazione mondiale del commercio. Lo ha riferito la testata Kommersant citando il vice presidente dell’assemblea, Pyotr Tolstoy.

00.01 – Usa lavorano con alleati per sviluppare rotte rifornimenti di grano dall’Ucraina
L’amministrazione Biden sta lavorando a stretto contatto con gli alleati europei per cercare di sviluppare rotte per portare il grano e il mais ucraino fuori dal paese, dopo che la Russia ha bloccato le navi ucraine di grano che è vitale per l’approvvigionamento alimentare in tutto il mondo, in particolare in Africa e Medio Oriente. Lo riporta la Cnn.

Le notizie e gli approfondimenti di ieri

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Guerra Russia-Ucraina, Biden: “Svezia e Finlandia nella Nato? Con la Turchia andrà tutto bene”. Raid nel Donetsk, ucciso bimbo di 2 anni. Mosca caccia 24 diplomatici italiani

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