Guerra Russia-Ucraina, il Papa: imploro la pace, guerra folle. Draghi a Zelensky: pieno appoggio a Kiev. Borrell: gli introiti da idrocarburi della Russia caduti del 18%

Sono passati 202 giorni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Continua la controffensiva di Kiev, con le forze di difesa che hanno riconquistato circa 6mila chilometri quadrati di territorio, secondo quanto affermato dal viceministro della Difesa ucraina, Hanna Malyar. Mosca, per contro, contrattacca nei territori persi, come a Kharkiv, mentre gli Stati Uniti sostengono che molti soldati russi in ritirata si siano spostati oltre il confine e stiano rientrando verso Mosca.
Intanto, il bilancio delle vittime si aggrava ogni giorno. E in uno dei sotterranei di Balaklia – una delle città che le truppe ucraine hanno liberato – sono state scoperte una camera di tortura e alcune celle di detenzione, come ha reso noto Maryana Bezugla, parlamentare di Servitore del popolo, il partito del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In questa situazione, l’ipotesi di un negoziato sembra remota. Per il leader di Kiev «nessuna sanzione può essere revocata. Non possiamo discutere di nulla con la Russia finché non esce dal Paese».

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 Ecco cosa è successo lunedì 12 settembre

Aggiornamenti ora per ora

16.54 – Mosca: Putin e Xi discuteranno crisi ucraina nei dettagli
Il presidente russo Vladimir Putin discuterà «nei dettagli» la situazione in Ucraina durante il vertice con il presidente cinese Xi Jinping a Samarcanda. Lo ha detto il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, citato dalla Tass, precisando che l’incontro avverrà giovedì. «La Cina – ha aggiunto Ushakov – ha un approccio equilibrato alla crisi ucraina» e manifesta «la sua comprensione delle ragioni che hanno costretto la Russia ad avviare l’operazione militare speciale».

16.43 – Borrell: gli introiti della Russia da idrocarburi sono caduti del 18%
«È ora di dire basta con la narrazione secondo la quale le sanzioni non stanno funzionando. I dati ci dicono che nel gennaio-agosto di quest’anno, rispetto all’anno passato, la Russia ha incassato il 18% in meno dal petrolio e dal gas dato che il surplus accumulato dall’inizio del 2022 è poi evaporato, poiché l’aumento dei prezzi non ha più compensato il crollo dei volumi». Lo ha detto Josep Borrell intervenendo al Parlamento Europeo. «L’Ue oggi importa cinque volte meno idrocarburi dalla Russia rispetto all’inizio della guerra».

16.18 – Kiev: i russi dissero ai residenti di Kharkiv: ‘Zelensky sostituito’. E che l’Ucraina non esisteva più
Liberate dalle forze ucraine più di 300 località nella regione di Kharkiv: lo ha dichiarato il viceministro della Difesa Hanna Maliar, parlando con i giornalisti nella città di Balaklia. Maliar ha sottolineato di essere rimasta impressionata dalla resilienza e dallo spirito degli ucraini, perché i russi hanno privato i residenti dei territori occupati di qualsiasi comunicazione con il mondo esterno: «È stato detto loro che non esiste più l’Ucraina, che c’è già un altro presidente e che il Paese non sarebbe andato in loro soccorso. Ma tutti hanno aspettato con fermezza, credendo che le Forze Armate sarebbero venute a liberarli», ha raccontato secondo quanto riporta Ukrinform. «L’operazione di liberazione della regione di Kharkiv è durata diversi giorni. Dal 6 settembre, circa 3.800 chilometri quadrati, più di 300 località e circa 150.000 persone sono state liberate dall’occupazione, dove erano tenute in ostaggio», ha aggiunto Maliar, sottolineando che l’operazione è in corso e continuerà fino alla completa liberazione della regione di Kharkiv.
15.48 – Papa: imploro la pace in Ucraina, folle e tragica guerra
«Qui Giovanni Paolo II venne a seminare speranza subito dopo i tragici attentati del 2001. Io vi giungo nel corso della folle e tragica guerra originata dall’invasione dell’Ucraina, mentre altri scontri e minacce di conflitti mettono a repentaglio i nostri tempi. Vengo per amplificare il grido di tanti che implorano la pace, via di sviluppo essenziale per il nostro mondo globalizzato». Lo ha detto papa Francesco parlando alle autorità del Kazakistan, nella capitale Nur-Sulta

15.40 – Kiev: Il ministro Kuleba «deludente che Germania non ci mandi panzer Leopard»
Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, critica fortemente Berlino a causa della cautela sull’export di specifiche armi di produzione tedesca, come nel caso dei carri armati Leopard 2. «Segnali deludenti dalla Germania, mentre l’Ucraina ha bisogno ora di Leopard e Marder per liberare la popolazione e salvarla dal genocidio», scrive Kuleba su Twitter, aggiungendo che non ci sarebbe «un solo argomento razionale sul perché queste armi non possano essere fornite, solo paure e scuse astratte. Quale paura ha Berlino che Kiev non ha?». Il messaggio del ministro ucraino è stato ripreso velocemente dai media tedeschi. Con il successo della controffensiva ucraina, l’export di più armi è una discussione anche all’interno della maggioranza di governo tedesca. Da Verdi e liberali Fdp cresce la spinta in questo senso, ma il cancelliere Olaf Scholz e la Spd frenano e hanno ripetuto che Berlino non prenderà iniziative autonome sul tema.

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15.01 – Germania: Volkswagen perderà 550 milioni di euro per la vendita di filiali russe Traton
Traton, la divisione autocarri del Gruppo Volkswagen, ha annunciato oggi la vendita delle sue filiali commerciali in Russia, con una perdita stimata fino a 550 milioni di euro (560 milioni di dollari). La società ha spiegato che gli acquirenti saranno «partner commerciali locali» in Russia e che la vendita sarà completata nel primo trimestre del prossimo anno. In particolare, saranno vendute le divisioni commerciali di Man e Scania, nonché le attività di finanziamento di Scania in Russia. Le perdite previste dipendono in larga misura dall’andamento del tasso di cambio del rublo. Le autorità di regolamentazione russe e i consigli di vigilanza di Volkswagen e Traton devono ancora dare la loro approvazione. Traton, con sede a Monaco di Baviera, comprende i due produttori di autocarri sopra citati. L’azienda ha riferito che nella prima metà dell’anno gli effetti diretti dell’attacco russo in Ucraina sono già costati a Traton 113 milioni di euro. A causa della guerra in Ucraina, molte aziende industriali tedesche stanno riducendo le loro attività in Russia o cessando del tutto le loro attività nel Paese.

14.39 – Kiev: la Russia attacca con i missili per fermare la controffensiva ucraina
Le forze armate russe stanno conducendo «massicci attacchi missilistici» su tutte le linee del fronte in risposta alla controffensiva lanciata da Kiev. Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa russo, affermando che «le forze aeree, missilistiche e di artiglieria stanno effettuando massicci attacchi contro le unità delle forze armate ucraine in tutte le direzioni operative». Il ministero della Difesa di Mosca ha quindi spiegato che sono stati lanciati attacchi di «alta precisione» contro le posizioni ucraine intorno a Slovyansk e Kostiantynivka nella regione orientale di Donetsk.

14.00 – Kiev: più armi ora e più velocemente finirà la guerra. Kuleba: «Stiamo invertendo la rotta, serve consolidare slancio»
Le forze armate ucraine possono porre fine alla guerra più velocemente se ricevono più armi dai partner occidentali: lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Lo riporta Ukrinform. «Stiamo invertendo la rotta e abbiamo bisogno di più armi pesanti e munizioni dai nostri alleati per consolidare lo slancio, salvare più persone e liberare più velocemente altri territori dell’Ucraina. Più sostegno militare riceviamo ora, più velocemente finirà questa guerra. È per questo che l’Ucraina chiede ai suoi partner di concentrarsi sul calendario: forniture tempestive di ciò di cui l’esercito ucraino ha bisogno avvicineranno la vittoria e la pace», ha osservato Kuleba. Kuleba critica la Germania: «Segnali deludenti dalla Germania mentre l’Ucraina ha bisogno di Leopard e Marder ora – per liberare la gente e salvarla dal genocidio», ha twittato. «Non un solo argomento razionale sul perché queste armi non possono essere fornite, solo paure astratte e scuse. Di cosa ha paura Berlino che Kyiv non ha?»

12.00 – Il Cremlino: al momento nessuna mobilitazione generale
Al momento la mobilitazione generale in Russia non è all’ordine del giorno. Lo rende noto il Cremlino, citato dalla Tass.

11.15 – Zelensky dopo la telefonata con Draghi: “Rafforzare la cooperazione con l’Italia. Abbiamo discusso della situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia”
Zelensky ha riassunto così il colloquio: «Ho avuto una conversazione con il primo ministro Mario Draghi. L’ho informato degli sviluppi al fronte. Ha sottolineato l’importanza della cooperazione in materia di difesa con l’Italia. Dovremmo rafforzarla. Abbiamo discusso della situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. La garanzia della sua sicurezza è la smilitarizzazione e il ritorno sotto il controllo ucraino»

10.58 – Telefonata Draghi-Zelenzky,confermato pieno appoggio Italia
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi una nuova conversazione telefonica con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Il colloquio si è incentrato sugli ultimi positivi sviluppi della controffensiva ucraina e della situazione sul terreno, anche con riguardo alla sicurezza della Centrale nucleare di Zaporizhzhia. Il Presidente Draghi ha confermato il continuo sostegno da parte del Governo italiano alle Autorità e alla popolazione ucraine in tutti gli ambiti.

10.47 – Marin, con nostro sostegno vincerà la guerra
«Anche nell’ora più tetra c’è speranza. Con il nostro sostegno l’Ucraina vincerà la guerra, non ci sono alternative. Nel nostro cuore gli ucraini hanno già vinto. Sono coraggiosi e non rinunciano. La controffensiva ucraina sta facendo rapidi progressi, la Russia ora è obbligata a ritirarsi da tanti territori e insieme noi abbiamo risposto all’aggressione russa con le sanzioni e fornendo all’Ucraina un sostegno militare e finanziario». Lo ha dichiarato la premier finlandese, Sanna Marin, nel suo discorso al Parlamento europeo a Strasburgo.

9.45 – Kiev, 53.300 soldati russi uccisi dall’inizio della guerra
Circa 53.300 soldati russi sono stati uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 244 caccia, 213 elicotteri e 904 droni abbattuti. Lo riporta Ukrinform. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 2.175 carri armati russi, 1.279 sistemi di artiglieria, 4.662 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 15 navi e 233 missili da crociera.

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9.01 – Kiev, bombe russe sul Donetsk, uccisi 5 civili
Cinque civili sono morti e altri 10 sono rimasti feriti ieri nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale, a causa dei bombardamenti russi: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’Amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko. Lo riporta Ukrinform. «Il 12 settembre, i russi hanno ucciso cinque civili nella regione di Donetsk: tre a Vuhledar, uno a Heorhiyivka e uno a Slovyansk. Altre dieci persone sono rimaste ferite», ha scritto Kyrylenko.

8.36 – Kiev, 9 attacchi contro forze russe nelle ultime 24 ore
L’esercito ucraino ha lanciato nelle ultime 24 ore nove attacchi contro le forze russe e queste ultime ne hanno lanciati 38: lo ha reso noto questa mattina nel suo aggiornamento quotidiano lo Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina, secondo quanto riporta Ukrinform. In particolare, i russi hanno lanciato due attacchi missilistici, 25 attacchi aerei e 11 attacchi con sistemi di razzi a lancio multiplo (Mlrs) contro obiettivi militari e civili nel territorio ucraino.

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7.15 – Blinken: progressi significativi in Ucraina
«Le forze ucraine hanno riportato progressi significativi nella loro controffensiva contro le truppe russe, ma è troppo presto per prevedere l’esito finale del conflitto». E’ l’opinione espressa dal segretario di Stato americano Antony Blinken, parlando con i giornalisti a Città del Messico. «È chiaro che abbiamo visto progressi significativi da parte degli ucraini, in particolare nel nord-est, e questo è il prodotto del sostegno che abbiamo fornito, ma prima di tutto è il prodotto dello straordinario coraggio e della resilienza delle forze armate ucraine e del popolo ucraino», ha premesso il capo della diplomazia americana. Salvo poi aggiungere che «è troppo presto per dire esattamente dove si andrà a finire». Blinken ha avvertito che «i russi mantengono forze molto significative in Ucraina, così come attrezzature, armi e munizioni. Continuano a usarle indiscriminatamente non solo contro le forze armate ucraine, ma anche contro i civili e le infrastrutture civili, come abbiamo visto».

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00.42 – Ballerino dell’Opera ucraina ucciso in battaglia vicino Donetsk
Oleksandr Shapoval, ballerino dell’Opera nazionale ucraina, è stato ucciso in combattimento. Shapoval, solista di balletto, è stato ucciso vicino a Maiorske nell’oblast di Donetsk il 12 settembre. Lo ha annunciato su Facebook Valentyna Samchenko, vicedirettore capo del media Ukraina Moloda.

23.14 – Aiea, ripristinata 2/a linea elettrica di riserva a Zaporizhzhia
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha dichiarato che è stata ripristinata la seconda linea elettrica di riserva per l’alimentazione della centrale nucleare di Zaporozhye. «È stata ripristinata una seconda linea elettrica di riserva per la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, consentendo all’operatore di mantenere una linea di riserva mentre l’altra fornisce all’impianto l’elettricità esterna di cui ha bisogno per il raffreddamento del reattore e altre funzioni di sicurezza essenziali durante l’arresto», ha dichiarato l’agenzia in un comunicato sul suo sito web, secondo quanto riporta Tass. L’ultima delle unità di potenza operative della centrale, la sesta, è stata fermata domenica a causa di danni alle linee elettriche ad alta tensione, attraverso le quali l’elettricità generata nella stazione viene fornita alla rete. L’unica linea elettrica funzionante va verso i territori controllati da Kiev, ma le autorità della regione di Zaporizhzhia, afferma la Tass, hanno dichiarato che non ha trasmesso energia per diversi giorni. La quinta unità di potenza della centrale nucleare è stata fermata per motivi analoghi.

22.56 – Media: i russi in ritirata hanno attraversato confine con Russia
Gli Stati Uniti sostengono che la Russia abbia in gran parte ceduto le sue conquiste vicino a Kharkiv e che molti soldati russi in ritirata siano usciti dall’Ucraina, spostandosi oltre il confine e rientrando in Russia. Lo affermato un alto funzionario militare statunitense, secondo quanto riporta media internazionali tra i quali il Guardian.

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