Guerra Russia-Ucraina, Kiev senza luce: “Chi può vada via”. I Russi sparano ai civili che prendono il pane a Kherson

È il 269° giorno di guerra in Ucraina. Le interruzioni di corrente elettrica potrebbero prolungarsi a causa degli attacchi missilistici russi alle strutture energetiche. Zelensky ha dichiarato che oltre 10 milioni di ucraini sono ora senza elettricità dopo i nuovi bombardamenti in diverse città, tra cui la capitale Kiev, mentre la temperatura è attesa a 10 gradi sotto lo zero già nei prossimi giorni. La Russia ha lanciato nuovi attacchi contro le postazioni ucraine in prima linea nelle regioni orientali di Donetsk e Luhansk, come conferma l’esercito di Kiev. In particolare, i russi stanno lanciando assalti in direzione di Bakhmut, Avdiivka e Novopavlivka. Proprio Bakhmut e Avdiivka sono state ferocemente contese per diversi mesi, ma rimangono in mano agli ucraini. Anche molte altre posizioni ucraine nel Donbass sono state prese di mira in queste ore.

Il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak ha affermato che la guerra potrebbe finire prima che l’Ucraina liberi tutti i territori con mezzi militari. Podolyak ha commentato così la dichiarazione del capo di stato maggior americano Mark Milley secondo cui è molto bassa la probabilità di liberazione militare di tutti i territori occupati dai russi, compresa la Crimea. Secondo il consigliere presidenziale, se l’esercito russo perde una grande città, ad esempio Lugansk, che è stata occupata per otto anni ed è anche un simbolo per Mosca, ciò porterà a processi irreversibili tra l’élite politica della Federazione Russa e della società: «E in questo modo, la guerra può finire anche prima di liberare tutti i territori occupati con mezzi militari. Perché se sarà liberata una grande città, la Russia avrà perso la guerra», ha detto Podolyak.

“Uccisi dieci prigionieri russi”, scambio di accuse tra Mosca e Kiev


Per approfondire

Reportage – L’inverno di Kiev, in dieci milioni senza luce e riscaldamento: “Ormai è difficile anche cucinare”
Analisi – La pace è ancora lontana, Putin rifiuta la sua sconfitta

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22.50 – Kyiv Independent, oltre 700 corpi trovati a Kharkiv, Donetsk, Kherson

Le autorità ucraine hanno ritrovato oltre 700 corpi, di cui oltre il 90% di civili, nelle zone liberate dalle truppe russe nelle regioni di Kharkiv, Donetsk e Kherson. Lo riferisce il Kyiv Independent, citando il procuratore generale Andriy Kostin.

22.32 – Deputata Kiev, posizione Italia chiara, ha capito nostri bisogni
«La posizione dell’Italia rispetto all’Ucraina è chiara, e amichevole», «oggi abbiamo incontrato la delegazione» di Roma, che «ha capito completamente i nostri bisogni».

Lo ha detto a LaPresse la deputata ucraina Solomiia Bobrovska, del partito Holos, vice capo della delegazione ucraina presso la Nato, che ha preso parte oggi alla 68esima sessione dell’assemblea parlamentare dell’Alleanza atlantica in corso a Madrid.

«Aspettavamo con emozione quale sarebbe stata la posizione della premier Giorgia Meloni sull’Ucraina» e dopo che ha avuto la prima conversazione telefonica con il presidente Volodymyr Zelensky e ha detto che Roma avrebbe continuato a supportare Kiev fino alla fine, siamo stati sollevati, racconta la deputata, dicendo che si aspettava questo esito vista l’empatia che lega l’Ucraina all’Italia.

«Abbiamo sempre cercato buone relazioni con Roma, nonostante i gossip sul rapporto tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin», ha affermato Bobrovska, sottolineando che la collaborazione tra Roma e Kiev continuerà e che «si potrà fare anche più di prima».

22.06 – Deputata Kiev, a Nato chiediamo altre armi per chiudere cieli
«La Russia userà l’inverno per rafforzare il proprio esercito», e «aumenterà il numero dei bombardamenti», e da soli non possiamo far fronte a questo, ecco perché «ogni volta che andiamo all’estero diciamo che ci servono le armi», come jet e sistemi di difesa aerea, sono necessari per «sopravvivere». Lo ha detto a LaPresse la deputata ucraina Solomiia Bobrovska, del partito Holos, vice capo della delegazione ucraina presso la Nato, che sta partecipando alla 68esima sessione annuale dell’assemblea parlamentare dell’Allenaza atlantica, in corso a Madrid. A Kiev servono armi per «chiudere i cieli, lo chiedevamo anche a febbraio e a marzo, e ora per fortuna l’Ue ha capito che è l’unica possibilità per fermare l’avanzata di Mosca», ha affermato la deputata. La richiesta che viene invece avanzata per i civili è quella di generatori, alimentatori e dispositivi che consentano alla popolazione di superare l’inverno e tenere al caldo le case. Riguardo alla situazione sul campo, Bobrovska prevede che prima che inizi il duro inverno l’esercito di Mosca cercherà di occupare delle piccole città nella regione di Donetsk in modo da mostrare delle vittorie alla società russa. Per questo in quell’area, e in particolare a Bachmut, spiega la deputata, Mosca ha dispiegato una grande quantità di militari professionisti, incluso il gruppo Wagner.

21.30 – Accordo Mosca-Teheran per produrre droni in Russia
Mosca avrebbe raggiunto un accordo con Teheran per produrre i droni usati nella guerra in Ucraina in territorio russo. Lo rivela il “Washington Post”, citando fonti di intelligence americane e occidentali, secondo cui funzionari russi e iraniani avrebbero finalizzato l’accordo durante un incontro in Iran all’inizio di novembre.

I due Paesi si starebbero muovendo rapidamente per trasferire i progetti e i componenti chiave che potrebbero consentire l’avvio della produzione entro pochi mesi, hanno dichiarato tre fonti a conoscenza della questione.

21.22 – Iniziata l’evacuazione volontaria da Kherson e Mykolaiv
E’ iniziata l’evacuazione degli insediamenti recentemente liberati nel sud dell’Ucraina. Lo conferma The Kyiv Independent citando il vice primo ministro Iryna Vereshchuk che ha dichiarato che l’Ucraina inizia l’evacuazione volontaria dai territori recentemente liberati negli oblast di Kherson e Mykolaiv.

21.00 – Kiev, su elettricità situazione sotto controllo, niente panico
Le forniture elettriche ucraine sono sotto controllo, nonostante gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche e non c’è bisogno di farsi prendere dal panico. Lo ha dichiarato il ministero ucraino dell’Energia, come riporta l’agenzia Unian. Allo stesso tempo, Maksim Timchenko, capo della Dtek la maggiore compagnia energetica del Paese, ha smentito le notizie secondo cui avrebbe invitato la popolazione a lasciare l’Ucraina per ridurre la domanda sulla rete elettrica del Paese.

«Vi assicuriamo che la situazione dell’approvvigionamento energetico é difficile, ma sotto controllo» si legge nel comunicato del ministero da Kiev. Le autorità di tutto il Paese hanno programmato blackout a stanno contribuendo allo sforzo di riparare gli impianti colpiti dai raid russi; tra le altre cose, è stato chiesto alle famiglie di tagliare il consumo di energia di almeno il 25%. «Non é necessario lasciare l’Ucraina oggi», ha spiegato Timchenko in un comunicato diffuso dalla Dtek.

19.50 – Arcivescovo di Kiev: la metà degli sfollati sono bambini

«”L’intero territorio dell’Ucraina soffre per mancanza di luce, e quindi patisce il freddo, freddo nelle case per l’impossibilità di riscaldare adeguatamente le abitazioni nelle città e nei villaggi colpiti da attacchi missilistici russi».

Lo sottolinea l’arcivescovo di Kiev nel videomessaggio quotidiano nel quale evidenzia come «’nonostante queste sfide di natura militare, domestica e umanitaria, il nostro popolo è fermo nella volontà di difendere la propria Patria, di difendere il diritto all’esistenza del proprio stato ucraino libero e sovrano».

La riflessione di Shevchuk va alle fasce più vulnerabili: «I nostri figli, i figli della guerra, sono oggi una delle fasce più vulnerabili della nostra società. Tra quei milioni di rifugiati, tra i milioni di sfollati interni, quasi la metà se non di più, sono proprio i bambini, bambini di varie età».

«Come possiamo prenderci cura della corretta educazione e istruzione di quei nostri figli finiti in un paese straniero, in un ambiente di lingua straniera, e anche in un sistema scolastico del paese di soggiorno a loro sconosciuto? Come dovremmo prenderci cura dell’istruzione e dell’educazione dei nostri figli? Questa è la domanda che non può non preoccupare la Chiesa, perché la Chiesa è sempre madre e maestra del suo popolo. Ovunque si formino le nostre comunità e parrocchie, attorno alla chiesa – dice – cresce anche una scuola ucraina».

19.35 – Kiev annuncia evacuazione civili da Kherson per l’inverno
La vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk ha annunciato l’inizio dell’evacuazione dei civili che hanno subito danni alle loro case o troppo anziani e malati per affrontare il freddo inverno a Kherson, appena liberata, ma senza corrente, acqua e riscaldamento. Lo riferisce Unian. Vereshchuk ha sottolineato che non si tratta di un’evacuazione obbligatoria ma di un riparo temporaneo: «L’evacuazione verso i distretti occidentali consiste nel fatto che lo Stato si assume la responsabilità del trasporto, le persone devono essere portate nel luogo in cui trascorreranno l’inverno. Verranno forniti case, cure, tutto ciò che serve», ha detto.

19.02 – Kiev: bombe russe contro palazzi a Kramatork e Donetsk

Un bombardamento russo ha colpito alcune zone residenziali nelle regioni di Kramatorsk e nel Donetsk. Lo riporta il governatore del Donetsk, Pavlo Kyrylenko, citato dal Kyiv Indipendent. Quattordici case sono state danneggiate in quello che Kyrylenko definisce, secondo le prime informazioni, un bombardamento con obiettivi «non casuali».

19.00 – Kiev, russi bombardando Kherson, ci sono incendi
L’esercito russo sta bombardando Kherson, da cui si è ritirato otto giorni fa. I video postati dagli abitanti dopo le esplosioni mostrano una densa colonna di fumo che si alza sopra la città, ci sono incendi. Al momento le autorità non commentano l’attacco russo, come riporta Unian

18.40 – Kiev, Mosca non ci ha contattato per colloqui di pace. Prima si ritiri

Mosca non ha contattato ufficialmente Kiev per i negoziati di pace, ma la Russia dovrebbe ritirare completamente le sue forze perché i colloqui possano avvenire. Lo ha detto Andriy Yermak, capo dello staff presidenziale ucraino: «Non abbiamo alcuna richiesta ufficiale da parte russa di… negoziati”. In ogni caso, “non è accettabile” qualsiasi trattativa non basata sulla sovranità e sull’integrità territoriale dell’Ucraina entro i limiti dei suoi confini internazionalmente riconosciuti».

«I primi passi necessari da parte russa sono il ritiro di tutte le truppe russe dal territorio ucraino», ha affermato Yermak, in video collegamento con il Forum internazionale sulla sicurezza di Halifax, in corso in Canada.

18.27 – Ucraina: domato incendio a gasdotto vicino San Pietroburgo
E’ stato domato l’incendio scoppiato in seguito all’esplosione verificatasi lungo un gasdotto nella regione di Leningrado, a pochi chilometri da San Pietroburgo. Lo ha annunciato il ministero delle Emergenze. La società di trasporto del gas Transgaz ha riferito che alle 15:32 ora di Mosca nel distretto di Vsevolozhsk nella regione di Leningrado, si è verificata un’esplosione al gasdotto Belousovo-Leningrado, a cui è seguito un incendio. Non ci sono state vittime. Il sito e’ stato chiuso. Una squadra di emergenza di Transgaz è stata inviata sul luogo dell’esplosione e sono in corso i preparativi per i lavori di riparazione. Le autorità russe hanno aperto un’inchiesta per accertare le cause dell’accaduto; per ora, si sta indagando «per violazione dei requisiti di sicurezza industriale per impianti di produzione pericolosi».

18.14 – Kiev: i Russi sparano a civili che prendono il pane a Kherson, 5 persone ferite
Nel villaggio di Belozerka nella regione di Kherson, i soldati russi hanno sparato contro un punto di distribuzione di aiuti umanitari mentre veniva consegnato il pane ai cittadini, cinque persone sono rimaste ferite. Lo ha riferito il vice capo dell’ufficio presidenziale Kirill Timoshenko, citato da Ukrainska Pravda. «I terroristi russi hanno sparato contro un punto umanitario durante la distribuzione del pane. È successo a Belozerka nella regione di Kherson. Cinque persone sono rimaste ferite», ha dichiarato.

18.00 – Kiev, se Putin congela la guerra crea bomba a orologeria
Putin cerca di «congelare il conflitto», ma così facendo potrebbe creare «una bomba a orologeria nel mezzo dell’Europa, pronta a esplodere in qualsiasi momento». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un discorso video ai partecipanti al congresso per l’anniversario dell’Unione Paneuropea, che si sta svolgendo a Vienna in occasione del centenario dell’organizzazione. Lo riporta Ukrainska pravda. «Abbiamo bisogno di una vittoria, non di un pareggio. Se si permette alla Russia di fermarsi ora, Putin creerà un conflitto congelato nel mezzo dell’Europa, una gigantesca bomba a orologeria pronta a esplodere in qualsiasi momento. Sarebbe un errore strategico per l’Europa perseguire un simile obiettivo», ha affermato Kuleba.

17.30 – Kiev: entro fine anno potremmo arrivare in Crimea
L’esercito ucraino potrebbe arrivare in Crimea entro la fine di quest’anno. A sostenerlo il vice ministro della Difesa ucraino, Volodymyr Havrylov, che ha commentato il ritiro dell’esercito russo dalla città di Kherson ai microfoni di Sky News. Havrylov ha espresso l’auspicio che la guerra possa terminare la prossima primavera e dichiarato che i militari ucraini sono pronti a combattere anche nel duro inverno.

«L’arrivo dei nostri soldati in Crimea é solo una questione di tempo, accadrà prima o poi. Un evento inatteso come il collasso del regime di Putin potrebbe permetterci di riprendere l’intera Crimea entro la fine di dicembre. Si tratta di una possibilità che non va esclusa»”, ha detto il vice ministro ucraino. Secondo Havrylov «l’evento inatteso» capace di stravolgere la dinamica del conflitto può essere «la sparizione di Putin per motivi oscuri», o la «presa di posizione di qualcuno all’interno del circolo di potere russo” o ancora “la reazione di una società disillusa dalla ingente perdita di soldati».

Havrylov considera improbabile il ricorso russo all’arsenale nucleare, specifica tuttavia che anche in quel caso l’esercito di Kiev continuera’ a combattere. “Non lo vedo come uno scenario probabile, ma sarebbe un dramma per tutti. Tuttavia un attacco con armi tattiche nucleari non costituisce una minaccia tale da fermare il nostri”, ha detto Havrylov. La guerra, sempre secondo il vice ministro, potrebbe terminare in primavera, una circostanza che pero’ non prelude a una fine reale del conflitto. “La fine del conflitto potrebbe avvenire anche solo perche’ la Russia avra’ la necessita’ di rinforzarsi. La gente ha pagato con il sangue e abbiamo compiuto sforzi enormi per raggiungere questi risultati. Tutti in Ucraina sono consapevoli del fatto che qualsiasi ritardo o congelamento del conflitto costituirebbe solo una nuova fase di questa guerra contro l’esistenza dell’Ucraina”, ha detto Havrylov. Sulla possibilita’ di un negoziato il vice ministro e’ stato infine categorico, definendolo “possibile solo quando i russi avranno abbandonato ogni singolo centimetro di suolo ucraino”

17.10 – Zelensky rifiuta negoziato nonostante crisi energetica
L’Ucraina respinge ogni tentazione di negoziare con la Russia; e questo nonostante i bombardamenti di Mosca nelle ultime settimane abbiano mandato in tilt quasi la meta’ della rete energetica proprio in un momento in cui sta arrivando l’inverno. «I compromessi amorali porteranno più sangue. Una pace genuina e duratura può essere solo il risultato del completo smantellamento di tutti gli elementi dell’aggressione russa», ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso di un discorso in collegamento video a un forum sulla sicurezza in Canada. Zelensky ha voluto così mettere fine alle voci, intensificatesi durante il vertice del G20, circolate nelle ultime settimane sulle presunte pressioni statunitensi affinché Kiev accetti di negoziare un accordo, ora che l’esercito ucraino ha riconquistato terreno.

Il presidente ucraino ha anche rifiutato un possibile cessate il fuoco, poiché, sostiene, é proprio quello che il nemico cerca disperatamente, per raggruppare le sue forze dopo il ritiro dalla regione di Kherson, e istruire ed equipaggiare adeguatamente i 300mila uomini mobilitati. Kiev non vuole nemmeno sentir parlare di una tregua durante i Mondiali di calcio, a cui peraltro non partecipano ne’ l’Ucraina ne’ la Russia: «Alcuni la chiamerebbero la fine della guerra. Ma una pausa non farebbe che aggravare la situazione».

16.45 – Zelensky, grazie Sunak per sostegno e sforzi per la pace: Gb e Ucraina sanno cos’è lottare per la libertà
«Con il premier britannico, Rishi Sunak, abbiamo discusso delle opportunità di proteggere la sicurezza energetica ucraina ed europea. Abbiamo anche parlato della protezione dei cieli ucraini e della nostra cooperazione in materia di difesa. Anche la situazione diplomatica e gli sforzi internazionali congiunti per la pace sono stati discussi in dettaglio. Grazie per il sostegno all’Ucraina e per la massima costruttività nei negoziati». Lo ha scritto il il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. «Entrambe le nostre nazioni sanno cosa significa lottare per la libertà», ha aggiunto su Twitter.

16.04 – Sunak: “Dalla Gran Bretagna altri aiuti per la difesa aerea”
Dal Regno Unito all’Ucraina altri aiuti per la difesa aerea. Il nuovo pacchetto, del valore di circa 57 milioni di euro, è stato annunciato dal premier britannico Rishi Sunak, in visita a sorpresa a Kiev, dove ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In una nota di Downing Street si legge che il nuovo pacchetto “comprende 125 armi antiaerei e tecnologia per contrastare i micidiali droni forniti dall’Iran, tra cui decine di radar e capacità di guerra elettronica anti-drone. Fa seguito agli oltre 1.000 nuovi missili antiaerei annunciati dal ministro della Difesa all’inizio del mese”.

15.58 – Domani il Kazakistan al voto, la via di Tokayev in equilibrio tra Occidente e Russia
A dieci mesi da disordini senza precedenti che hanno messo in crisi il sistema politico-economico che ha dominato il Paese per anni e dopo il referendum costituzionale di giugno che ha tentato di ridargli credibilità, livellando i poteri tra Parlamento e presidenza e promuovendo un programma ambizioso di riforme, il Kazakistan arriva alle presidenziali di domani, le settime dall’indipendenza del 1991, con una sola certezza e tante incognite. La prima è la conferma del presidente Kassym-Jomart Tokayev, in politica da sempre e leader del Paese dal 2019, che con ogni probabilità sarà rieletto a larga maggioranza, vista anche la rosa dei suoi sfidanti. L’ultimo sondaggio, condotto dall’istituto locale Qogamdyq Pikir gli attribuisce il 78,8% dei voti. Se con il referendum ha definitivamente chiuso i conti con il suo predecessore e una volta mentore, Nursultan Nazarbayev, con le presidenziali di domani – che vedono anche la presenza di almeno due osservatori italiani – Tokayev vuole dare seguito al suo obiettivo di costruire un “Kazakistan giusto ed equo”, motto che tutti i funzionari kazaki recitano come un mantra. Obiettivo a portata di mano, dicono convinti nelle stanze del governo ad Astana, ma che si scontra con un contesto regionale complesso (soprattutto per la guerra in Ucraina) e nodi economici e politici tutti ancora da sciogliere. 

15.53 – Medveded: “Occidente stanco di Zelensky, lo spinge a trattare. Usa, Nato e Ue non vogliono rompere definitivamente con Mosca”
“Nessuno, nemmeno i russofobi più incalliti, i polacchi, ha accettato i maldestri tentativi di attribuire il bombardamento in Polonia alla Russia. E questo è un sintomo importante: sono tutti molto stanchi del regime di Kiev, soprattutto del nevrotico Zelensky, che piagnucolando estorce sempre più denaro e armi. Si comporta come un bambino isterico con problemi di sviluppo”. Lo scrive su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, sostenendo che “gli Stati Uniti, la Nato e l’Unione Europea non vogliono una rottura definitiva con la Russia”, “da qui i frequenti tentativi di ragionare con Kiev per spingerla alle trattative”. “Zelensky non vuole negoziati per ovvi motivi egoistici – aggiunge Medvedev -. Dopotutto, se non riconoscono la realtà del crollo dell’Ucraina, è inutile sedersi al tavolo”.

15.45 – Esplosione e incendio a gasdotto nell’area di San Pietroburgo
C’è stata un’esplosione, seguita da un incendio, in un gasdotto nella regione di San Pietroburgo, in Russia. Le autorità hanno avviato un’inchiesta per capire le cause, ma hanno assicurato che non ci sono vittime né rischi per le persone né che le fiamme si propaghino alle aree residenziali.

15.34 – Sunak a Zelensky: “Saremo al vostro fianco fino alla vittoria”
“Saremo al vostro fianco fino a che l’Ucraina non vincerà”: lo ha detto il premier britannico, Rishi Sunak, al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, incontrandolo a Kiev dove è arrivato per una visita a sorpresa.

15.09 – Mosca: “Respinti attacchi di Kiev nel Donbass”
Nelle ultime 24 ore le forze russe hanno respinto e contrastato attacchi delle truppe ucraine con azioni preventive nelle autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk e nella regione di Kharkiv. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov.  “Nel settore di Kupyansk, intense azioni delle truppe russe hanno contrastato gli attacchi delle squadre tattiche della compagnia delle forze armate ucraine, rinforzate da mercenari provenienti dalle aree degli insediamenti di Pershotravnevoye, Kislovka e Krakhmalnoye nella regione di Kharkiv”, ha affermato il portavoce, “oltre 60 militari e mercenari ucraini, tre carri armati, un veicolo da combattimento da fanteria e due veicoli corazzati per il trasporto di personale sono stati distrutti dal fuoco dell’artiglieria e dagli attacchi dell’aviazione d’assalto e dell’esercito”. “Nel settore di Kransny Liman, le azioni preventive delle unita’ russe hanno contrastato gli attacchi di due squadre tattiche di compagnia delle forze armate ucraine in direzione degli insediamenti di Chervonopopovka e Ploshchanka nella Repubblica popolare di Lugansk”, ha proseguito Konashenkov, “fino a 50 militari ucraini, tre veicoli da combattimento da fanteria e due veicoli blindati sono stati distrutti”.

Incontro a sorpresa a Kiev tra Il premier britannico Rishi Sunak e Zelensky

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15.01 – Zelensky accoglie Sunak: “Kiev e Londra forti alleati”
Il nuovo primo ministro britannico Rishi Sunak è arrivato a Kiev per la sua prima visita da quando ha assunto l’incarico. Lo ha annunciato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. “Sin dai primi giorni di guerra, l’Ucraina e il Regno Unito sono stati gli alleati più forti”, ha scritto Zelensky postando un video in cui riceve Sunak sotto la neve.

14.57 – Al vertice Ocse la delegazione russa sarà guidata da Lukashevich
La Russia ha annunciato, con un comunicato del ministero degli Esteri, che a guidare la delegazione di Mosca alla riunione di dicembre sarà il Rappresentante permanente all’Organizzazione, Aleksandr Lukashevich, non quindi il ministro degli Esteri o suoi vice.

14.51 – Gran parte dei membri Apec condanna la guerra Ucraina. Documento comune sottoscritto al vertice di Bangkok
Gran parte dei Paesi membri dell’Apec, l’organismo che riunisce le principali nazioni dell’Asia Pacifica, ha sottoscritto nel vertice di Bangkok un comunicato in cui “condanna la guerra in Ucraina”. “Gran parte dei membri – si legge nella nota firmata dai 21 leader Apec – condanna la guerra in Ucraina sottolineando anche che sta causando un’immensa sofferenza umana e sta aggravando le fragilità già esistenti nell’economia globale”.

14.44 – Il premier britannico Sunak incontra Zelensky a Kiev
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha postato un video che lo ritrae mentre incontra il primo ministro britannico Rishi Sunak a Kiev. “Durante l’incontro di oggi abbiamo discusso le questioni più importanti per i nostri Paesi e per la sicurezza globale”, ha scritto sull’app di messaggistica Telegram.

14.32 – Società energetica Kiev: “Sndate via, corrente agli ospedali”
Il capo della Dtek, la più grande azienda energetica privata ucraina, ha dichiarato che le persone dovrebbero prendere in considerazione l’idea di lasciare il Paese per ridurre la domanda sulla rete elettrica nazionale. “Se riuscissero a trovare un posto alternativo dove stare per altri tre o quattro mesi, sarebbe molto utile per il sistema”, ha dichiarato Maxim Timchenko, ad di Dtek, in un’intervista all Bbc, “se si consuma di meno, gli ospedali con i soldati feriti avranno la garanzia dell’alimentazione elettrica”. Timchenko, la cui azienda fornisce più di un quarto dell’energia elettrica dell’Ucraina, afferma che il sistema diventa meno affidabile a ogni attacco russo e che la riduzione del consumo di elettricità è la chiave per mantenerlo in funzione.

14.25 – Varsavia chiede a Lavrov di non partecipare al vertice Osce di dicembre
La Polonia ha chiesto al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov di non partecipare alla riunione ministeriale dell’Osce, di cui è presidente di turono, in programma a Lodz l’1 e il 2 dicembre, ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri a Varsavia Lukasz Jasina, citato dall’agenzia Pap, precisando che Varsavia ha notificato la richiesta a Mosca attraverso i canali diplomatici. “Non ci aspettiamo che Lavrov partecipi alla riunione”, ha affermato. La Russia ha inviato richieste di spiegazioni a tutti i Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa definendo la decisione di Varsavia “inammissibile”.

14.21 – Kiev: “Guerra terminerà entro la fine della primavera”
La guerra in Ucraina terminerà entro la fine della primavera. Lo prevede il viceministro della Difesa ucraina, Volodymyr Gavrilov, in un’intervista a Sky News. “Possiamo entrare in Crimea entro la fine di dicembre”, ha detto Gavrilov, “la mia sensazione è che entro la fine della primavera questa guerra sarà finita”. Il maggiore generale in pensione ha affermato che la sua nazione non smetterà mai di combattere fino alla vittoria. Nemmeno “una minaccia (di attacco nucleare ndr) ci impedirà di continuare la nostra guerra”, ha assicurato.

13.47 – Esercitazioni su larga scala in vista per la flotta russa del Mar Baltico
Esercitazioni su larga scala in vista per la Flotta russa del Mar Baltico basata a Kaliningrad: lo ha annunciato oggi il portavoce della marina di Mosca. “Durante il periodo delle esercitazioni invernali, nel Mar Baltico si svolgeranno diverse manovre su larga scala a livelli diverse saranno coinvolte unità di terra motorizzate di fucilieri”, ha spiegato. Dal 2016, la Flotta del Mar Baltico include una unità estesa dell’esercito.

13.35 – Procura generale di Kiev: 437 bambini uccisi dall’inizio della guerra e 837 feriti
L’ufficio del procuratore generale di Kiev ha reso noto che 437 bambini dall’inizio del conflitto in Ucraina sono stati uccisi e altri 837 sono rimasti feriti. La regione di Donetsk è quella più colpita, con 423 vittime, fra uccisi e feriti, fra i bambini. Il tragico bilancio – si sottolinea – purtroppo “non è definitivo”.

13.05 – 3 morti e 6 feriti in attacchi russi
Il bilancio degli attacchi russi degli scorsi giorni in Ucraina è di 3 morti e 6 feriti. Lo rende noto su Telegram il vice capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina, Kyrylo Tymoshenko, citato da Ukrinform. Due civili sono stati uccisi e tre sono rimasti feriti nella regione di Donetsk, uno è stato ucciso nella regione di Zaporizhzhia, mentre a Kherson si sono registrati tre feriti.

12.49  – Madrid alla Nato: “Non dimenticare il fianco Sud”
A fronte di un rafforzamento del fianco Est, come conseguenza della guerra della Russia contro l’Ucraina, “non possiamo dimenticare il lato Sud della Nato”, l’Alleanza atlantica “dovrebbe continuare a volgere il suo sguardo a 360 gradi”. Lo ha detto la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles, intervenendo alla commissione per la difesa e la sicurezza nell’ambito della 68esima assemblea parlamentare della Nato a Madrid. “E’ molto importante non dimenticarci mai del continente africano”, dove “la situazione, tra cambiamenti climatici e guerra in Ucraina, è terribile”, e “non dimenticarci della migrazione”, ha detto Robles, sottolineando che la Russia in Africa sta “riempiendo” qualsiasi vuoto lasciato dalla Nato e dall’Ue, Mosca “non sta solo attaccando l’Ucraina, ma sta anche invadendo l’Africa”. A questo proposito Robles ha ringraziato la Francia per l’impegno nel garantire la sicurezza nel Sahel. La collaborazione tra Madrid e Parigi “è totale, piena e assoluta”, ha aggiunto.

Ucraina, Zelensky: “Nessuna tregua, i combattimenti proseguono”

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12.20 – Viceministro della Difesa: “Possibile liberare la Crimea entro dicembre”
I soldati delle forze armate ucraine potranno restituire la Crimea temporaneamente occupata già all’inizio dell’inverno. Lo ha dichiarato il viceministro della Difesa dell’Ucraina Volodymyr Gavrylov in un’intervista a Sky News, nella quale ha osservato che le forze armate ucraine riprenderanno il controllo della Crimea probabilmente entro la fine di dicembre di quest’anno. Commentando le prospettive dei colloqui di pace con il Cremlino, il vice capo del ministero della Difesa ha affermato che si svolgeranno solo dopo che la Russia avrà lasciato completamente il territorio dell’Ucraina, compreso il territorio della Crimea e parti dell’est del Paese. “C’è una decisione in questo senso all’interno della società ucraina – ha detto – Non importa quale sceneggiatura ci sia sul tavolo. Le persone hanno pagato molto sangue, molti sforzi per ciò che abbiamo già raggiunto, e tutti sanno che qualsiasi ritardo o conflitto congelato è solo una continuazione di questa guerra contro l’esistenza dell’Ucraina come nazione”.

11.48 – In Ucraina sono 6,5 milioni gli sfollati interni. Nuova ondata a causa della mancanza di elettricità e riscaldamento
“Ancora una volta stiamo assistendo a una nuova ondata di sfollati interni. Questa ondata è causata, appunto, dall’abbassamento delle temperature e dalle limitate possibilità di fornitura elettrica o di riscaldamento nelle case della nostra gente. Oggi, secondo i dati ufficiali, in Ucraina sono registrati 6,5 milioni di sfollati interni”. Lo afferma in un videomessaggio il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina e arcivescovo maggiore di Kiev, monsignor Sviatoslav Shevchuk. ” Noi facciamo di tutto per accoglierli, apriamo loro i nostri cuori, le nostre case, li riscaldiamo, li nutriamo: facciamo di tutto per servire le persone che si sono trovate nella situazione difficile durante la guerra”, aggiunge il presule.

11.29 – Kiev: “Non ci inginocchieremo, ne va della nostra esistenza”
“L’Ucraina non si inginocchierà davanti ai russi”. Lo ha scritto il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak su Twitter, aggiungendo che “non è una questione di politica. È una questione che riguarda la nostra esistenza” e respingendo in tal modo quelle che ha definito “teorie del complotto” sulla resa del suo Paese.

11.06 – Letta: “Oggi la pace è qualcosa più di una speranza”
“Qualche segno di speranza sta arrivando. La parola ‘pace’ sta diventando qualcosa di concreto. Il G20 e’ stato importante e significativo”. Lo dice Enrico Letta all’assemblea del Pd. “Scenari di speranza che hanno segnali chiari con le elezioni dall’altra parte dell’Atlantico. La vittoria di Lula in Brasile e il risultato del midterm negli stati uniti, ci dicono che la parola pace è qualcosa di più di una speranza”, aggiunge Letta.

10.53 – Londra: “Record di emissione del debito russo per sostenere le spese della difesa”
“Il 16 novembre 2022 la Russia ha condotto la sua più grande emissione di debito mai realizzata in un solo giorno, raccogliendo l’equivalente di 13,6 miliardi di dollari”. Lo scrive l’intelligence britannica, sottolineando che “l’emissione di debito è un meccanismo chiave per sostenere la spesa per la difesa, che è aumentata in modo significativo dopo l’invasione dell’Ucraina”. “La spesa dichiarata dalla Russia per la ‘difesa nazionale’ – prosegue nel suo rapporto quotidiano su Twitter il ministero della Difesa di Londra – per il 2023 è prevista per circa 5 trilioni di rubli (84 miliardi di dollari), un aumento di oltre il 40% rispetto al bilancio preliminare per il 2023 annunciato nel 2021”.

10.38 – Cleverly accusa l’Iran: “Sparge sangue dal Medio Oriente all’Ucraina”
Il ministro degli Esteri britannico, James Cleverly, ha accusato l’Iran di “aver diffuso spargimenti di sangue” dal Medio Oriente all’Ucraina e ha promesso di “collaborare” con gli alleati per “contrastare la minaccia” di Teheran. Kiev e i suoi alleati occidentali affermano che la Repubblica Islamica abbia fornito a Mosca i droni utilizzati per attaccare l’Ucraina nelle ultime settimane. L’Iran ha ammesso di aver consegnato droni alla Russia, ma sostiene che siano stati consegnati prima dell’invasione. “I droni forniti dall’Iran minacciano l’intera regione”, ha detto Cleverly alla conferenza annuale di Manama Dialogue in Bahrain, “mentre il suo popolo si esprime contro decenni di oppressione, i governanti iraniani stanno diffondendo spargimenti di sangue e distruzione in tutta la regione, fino a raggiungere Kiev”. Il Regno Unito, il Canada e l’Unione Europea hanno imposto sanzioni contro alti funzionari e produttori di armi iraniani, non solo per la fornitura di droni alla Russia ma anche per la violente repressione delle proteste seguite alla morte di Mahsa Amini.

10.32 – Morti in un giorno 420 militari russi
La Russia ha perso nell’ultimo giorno 420 uomini, facendo salire a 83,880 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 83,880 uomini, 2.885 carri armati, 5.815 mezzi corazzati, 1.867 sistemi d’artiglieria, 393 lanciarazzi multipli, 209 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 278 aerei, 261 elicotteri, 4.368 autoveicoli, 16 unità navali e 1.536 droni.

10.29 – Madrid: “Putin fallisce grazie al coraggio di Kiev e all’unità della Nato”
L’Alleanza atlantica è “riuscita a mostrare unità di fronte a questo nuovo scenario” in cui ci sono sfide “enormi per la sicurezza”, “l’unità è il punto di forza della Nato di fronte a Putin”, che sta fallendo “non solo per l’eroica resistenza ucraina, ma anche in virtù della grande unità della Nato e del lavoro congiunto con l’Ue”. Lo ha detto la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles, intervenendo alla commissione per la difesa e la sicurezza nell’ambito della 68esima assemblea parlamentare della Nato a Madrid.

10.05 – Zelensky: “No a una breve tregua, peggiorerebbe le cose”
“La Russia sta ora cercando una breve tregua, una tregua per recuperare le forze. Qualcuno potrebbe chiamarla la fine della guerra, ma una tale tregua non farà che peggiorare la situazione”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un discorso trasmesso all’Halifax International Security Forum in Canada. “Una pace veramente reale, duratura e onesta può essere solo il risultato della completa demolizione dell’aggressione russa”, ha spiegato il capo di Stato.

9.42 – Mosca: “Indagine internazionale sull’esecuzione di prigionieri di guerra”
“Chiediamo che le organizzazioni internazionali condannino e indaghino a fondo su questo crimine scioccante. Nessuna atrocità commessa dalle unità militari ucraine rimarrà impunita. Tutti i colpevoli e i loro complici saranno identificati e puniti di conseguenza. Nessuno sfuggirà alla punizione”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, commentando un video che sembrerebbe mostrare i soldati ucraini “sparare senza pietà a prigionieri di guerra russi disarmati”, almeno 11 militari fatti prigionieri nella Repubblica popolare di Lugansk. “Queste immagini scioccanti sono un’ulteriore prova dei crimini commessi dai neonazisti ucraini – ha affermato la diplomatica russa – L’Ucraina sta violando in modo flagrante il diritto internazionale umanitario, in particolare la Convenzione di Ginevra del 1949 relativa al trattamento dei prigionieri di guerra e le leggi internazionali sui diritti umani, incluso il Patto internazionale del 1966 sul Diritti civili e politici e la Convenzione del 1984 contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti”. Il comitato investigativo russo ha avviato un procedimento penale per uccisione di massa di soldati russi da parte delle truppe ucraine.

9.21 – Isw: “Nuova mobilitazione segreta peggiorerà la qualità delle truppe russe”
“La nuova mobilitazione segreta peggiorerà significativamente la qualità complessiva delle truppe russe inviate al fronte in Ucraina”. Lo ha affermato in una nota l’ Istituto per lo studio della guerra (ISW). Secondo gli esperti del think tank americano, “è probabile che la prosecuzione delle misure di mobilitazione segreta, in tandem con la coscrizione autunnale, creino un onere significativo per il già sovraccaricato apparato russo di formazione delle forze armate”. La prossima ondata di mobilitazione, secondo l’Isw, “porterà probabilmente a una qualità dell’addestramento ancora inferiore sia per i nuovi mobilitati che per gli stessi coscritti regolari”.

9.10 – Orban si oppone ha un grande pacchetto di aiuti dell’Unione Europea per l’Ucraina

Viktor Orban, il più stretto alleato di Mosca nell’UE, ha dichiarato venerdì di essere contrario all’assunzione di prestiti congiunti da parte del blocco per finanziare un pacchetto di 18 miliardi di euro proposto per mantenere il governo di Kiev in funzione di fronte all’invasione russa, ha riferito l’Agence France-Presse. Orban ha invece chiesto una somma da dividere «equamente» tra i 27 Paesi membri dell’UE, lasciando a Budapest solo 170 milioni di euro. Stando a quanto riporta il Guardian, la dichiarazione di Orban è giunta mentre l’Ungheria è coinvolta in una disputa sul rifiuto dell’esecutivo dell’Ue di rilasciare all’Ungheria 5,8 miliardi di euro di fondi per la ripresa post-Covid. La Commissione europea, molti eurodeputati e alcune capitali dell’UE si oppongono al rilascio dei fondi prima che l’Ungheria compia progressi concreti nell’affrontare la presunta corruzione e le carenze dello Stato di diritto. Budapest sta anche affrontando un caso senza precedenti da parte della Ce che potrebbe vedere la sospensione di altri 7,5 miliardi di euro di fondi Ue.

08.35 – Premier: «Fuori uso quasi la metà del nostro sistema energetico»
«Purtroppo la Russia continua a effettuare attacchi missilistici contro le infrastrutture civili e critiche dell’Ucraina. Quasi la metà del nostro sistema energetico è disabilitato». Lo ha detto il primo ministro ucraino Denys Shmyhal in una conferenza stampa. Mykola Povoroznyk, vice capo dell’amministrazione di Kiev, ha affermato che la città si sta «preparando a diversi scenari, inclusa una chiusura completa». L’operatore di rete nazionale ucraino Ukrenergo ha pubblicato su Telegram: «Il paese aggressore ha riconosciuto ufficialmente che il suo obiettivo è distruggere la nostra infrastruttura energetica e lasciare gli ucraini senza elettricità e riscaldamento». Maksym Tymchenko, l’amministratore delegato della più grande compagnia energetica privata ucraina DTEK, ha dichiarato alla BBC che la situazione sta peggiorando. Sfortunatamente, dopo ogni attacco abbiamo un sistema energetico sempre meno affidabile e stabile. Questa è la realtà», ha detto.

07.56 – Bbc: «Soldati russi fuciliati dopo essersi arresi?»
Un video girato il 12 novembre o prima a Makiyivka, un villaggio del Luhansk, sul fronte nell’Ucraina orientale, mostra la resa di un gruppo di soldati russi e sembra concludersi con la loro morte. Le riprese aeree, registrate per mezzo di droni, sono state pubblicate il giorno stesso su siti filo-ucraini che mostravano i corpi di un certo numero di soldati in uniforme che giacevano a terra in un campo. Parte del filmato di questa scena appare anche in un video pubblicato online dal Ministero della Difesa ucraino sulle operazioni militari nell’area di Makiyivka. La Russia ha reagito al filmato, accusando l’Ucraina di aver giustiziato prigionieri di guerra russi. L’Ucraina non ha ancora risposto alle accuse di crimini di guerra. Secondo i media filo-russi i soldati sono stati uccisi dai militari dell’80esima brigata d’assalto aviotrasportata dell’Ucraina. Cinque giorni dopo, il 17 novembre, sono state pubblicate altre riprese video, questa volta girate dal livello del suolo presumibilmente da soldati ucraini presenti sulla scena, e si possono sentire grida in ucraino dirette a militari russi nascosti all’interno di un capannone per costringerli ad uscire. Dopo di che, escono uno dopo l’altro e si sdraiano a terra. Il video mostra quindi un uomo vestito con abiti scuri che apre il fuoco mentre si fa avanti. La Bbc, che ha visionato il video, afferma di non essere in grado di dire se l’uomo sia russo o ucraino e a cosa stia sparando esattamente. La telecamera cade mentre risuonano gli spari. Il video finisce in una confusione sfocata. Le riprese aeree dal drone e il video girato a terra sembrano coincidere con la stessa scena. Il ministero della Difesa russo ha denunciato quanto accaduto come un «omicidio deliberato e metodico» con colpi alla testa di oltre 10 militari russi immobilizzati, aggiungendo che «non è il primo e non l’unico crimine di guerra» delle forze ucraine.

07.18 – Maggior parte membri dell’Apec condanna guerra
«
La maggior parte dei membri» dell’Apec, il forum della Cooperazione economica Asia-Pacifico, ha condannato con forza la guerra in Ucraina e ha sottolineato che sta causando immense sofferenze umane e sta esacerbando le fragilità esistenti nell’economia globale, limitando la crescita, aumentando l’inflazione, interrompendo le catene di approvvigionamento, aumentando l’insicurezza energetica e alimentare ed elevando i rischi per la stabilità finanziaria». È ciò che si legge nella dichiarazione rilasciata a conclusione del vertice dei 21 membri di venerdì, nel quale «ci sono stati altri punti di vista e diverse valutazioni della situazione e delle sanzioni».

02.29 – Missili su fabbrica Zaporizhia: si cerca tra le macerie
La città di Zaporizhia ha subito un attacco missilistico nella tarda notte di venerdì che ha danneggiato almeno un’infrastruttura industriale, tra le cui macerie potrebbero esserci persone intrappolate. Lo riferisce il sindaco della città Anatoly Kurtev. «I cinici terroristi di Putin hanno nuovamente attaccato ferocemente Zaporizhia di notte. I missili del nemico hanno colpito una delle strutture industriali. A seguito dell’attacco nemico è scoppiato un incendio», ha postato il primo cittadino su Telegram. Le persone che potrebbero essere intrappolate sarebbero dipendenti che stavano lavorando al momento dell’attacco. «Potrebbero esserci persone sotto le macerie in questo momento», ha riferito Kurtev, «persone comuni e pacifiche che in quel momento lavoravano e non rappresentavano assolutamente una minaccia per gli scagnozzi del Cremlino», aggiunge.

00.52 – Zelensky: ripristineremo forniture elettriche
«Per tutto il giorno il personale addetto ha lavorato per ripristinare la normale possibilità tecnica di fornitura di energia elettrica, di conseguenza ci sono già molti meno blackout di emergenza»: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo messaggio serale su Telegram. «A partire dalla serata, nella maggior parte delle regioni in cui persiste la mancanza di elettricità, erano in vigore gli orari di stabilizzazione, in particolare a Odessa e a Kiev» – ha detto -. «La difficile situazione dell’approvvigionamento energetico persiste in un totale di 17 regioni e nel capoluogo, nella regione di Kiev e a Kiev. E’ molto difficile nella regione di Odessa, e anche nella regione di Vinnytsia e in quella di Ternopil». A Kherson sono stati aperti speciali “Punti di invincibilità», per ora due ma aumenteranno, dove la popolazione potrà, durante i lavori di ripristino delle forniture, «ricaricare i loro telefoni, stare al caldo, bere il tè e ricevere aiuto», anche grazie agli Starlink che assicurano le comunicazioni. «Sappiamo che è molto difficile per le persone, perché gli occupanti hanno distrutto tutto prima di fuggire. Ma collegheremo tutto, ripristineremo tutto», ha concluso il presidente.

00.44 – Zelensky: no a breve tregua; peggiorerebbe le cose
«La Russia sta ora cercando una breve tregua, una tregua per recuperare le forze. Qualcuno potrebbe chiamarla la fine della guerra, ma una tale tregua non farà che peggiorare la situazione». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un discorso trasmesso all’Halifax International Security Forum in Canada. «Una pace veramente reale, duratura e onesta può essere solo il risultato della completa demolizione dell’aggressione russa», ha spiegato il capo di Stato.

00.38 – Nato: due jet russi hanno sorvolato navi Alleanza nel Baltico
La Nato ha denunciato che due jet da combattimento russi hanno compiuto un «avvicinamento non sicuro e poco professionale» nei confronti delle navi militari dell’Alleanza durante le operazioni di routine nel Mar Baltico. Il comando marittimo della Nato ha reso noto che i jet hanno sorvolato «la flotta a un’altitudine di 300 piedi (91 metri) e una distanza di 80 iarde (73 metri)» giovedì mattina senza che i piloti russi rispondessero alle comunicazioni. «La Nato ha ritenuto l’interazione non sicura e poco professionale poiché è stata condotta in un’area di pericolo noto, che è stata attivata per l’addestramento alla difesa aerea, e a causa dell’altitudine e della vicinanza dell’aereo», si legge in una nota. «L’interazione ha aumentato il rischio di calcoli errati, errori e incidenti». La dichiarazione afferma inoltre che le forze della Nato hanno «agito in modo responsabile» in conformità con i regolamenti marittimi. «La Nato risponderà in modo appropriato a qualsiasi interferenza con la sua attività legale nell’area che metta in pericolo la sicurezza dei nostri aerei, navi o dei loro equipaggi. La Nato non cerca il confronto e non rappresenta una minaccia», si legge ancora.

00.16 – Dombrovskis a cerimonia partenza treno Kiev-Kherson
Il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, impegnato oggi in una visita a Kiev, ha partecipato alla cerimonia di lancio del collegamento del «treno della vittoria» delle ferrovie ucraine per Kherson, citta’ di recente liberata dall’occupazione russa. «Il primo treno è partito da Kiev oggi alle 22.14. Le carrozze sono dipinte da artisti ucraini», ha spiegato Dombrovskis in un tweet.

23.30 – Ucraina, Oxfam: con l’inverno milioni di rifugiati in emergenza
Con l’arrivo dell’inverno rischiano di diventare ancora più critiche le condizioni di oltre 6,2 milioni di sfollati interni a causa della carenza di alloggi e di beni di prima necessità come cibo, acqua e elettricità. Si stima inoltre che altri 13 milioni di persone siano bloccati in aree dove sono state distrutte infrastrutture chiave come ospedali, scuole e impianti idrici. Enormi restano anche i bisogni di oltre 1,5 milioni di rifugiati che tutt’ora si trovano in Polonia, Romania e Moldavia, paesi che si stanno facendo carico di gran parte dell’accoglienza di chi ha lasciato il Paese. È quanto rilevato oggi da Oxfam, al lavoro con 23 organizzazioni locali per rispondere all’emergenza.

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Guerra Russia-Ucraina, Kiev senza luce: “Chi può vada via”. I Russi sparano ai civili che prendono il pane a Kherson

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