Lavrov: «La Nato impedisce la pace». In 3 mesi 6 oligarchi morti per suicidi misteriosi | Le ultime notizie in diretta

di Lorenzo Cremonesi, Giusi Fasano, Marta Serafini, Paolo Foschi

Le notizie di sabato 30 aprile sulla guerra in Ucraina, in diretta: Lavrov accusa l’Occidente di colonialismo. Zelensky: pronti a vedere Putin nonostante gli orrori

• La guerra in Ucraina
è arrivata al 66esimo giorno.
• L’offensiva nel Donbass prosegue, ma — secondo le intelligence di Gran Bretagna e Stati Uniti — la Russia è in ritardo di qualche giorno sui piani di attacco alla regione.
•Nel raid su Kiev, durante la visita del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, ha perso la vita una giornalista ucraina.

Ore 15:32 – Cnn: in nuove foto Azovstal quasi interamente distrutta

Quasi tutti gli edifici della tentacolare acciaieria Azovstal, l’ultima roccaforte ucraina a Mariupol, sono stati distrutti: lo mostrano nuove immagini satellitari di Maxar Technologies pubblicate dalle Cnn Ci sono grandi buchi nei tetti, segno rivelatore di un attacco militare, di cui alcuni completamente crollati e alcuni edifici ridotti in macerie. Molti degli edifici residenziali e governativi direttamente a est dell’impianto sono stati completamente distrutti. Non è chiaro dalle immagini satellitari scattate ieri – scrive la Cnn – se siano state distrutte anche strutture sotterranee dove si rifugiano soldati e civili ucraini.

Ore 15:17 – Sanzioni, la Russia lascerà la Stazione spaziale

La Russia lascerà la Stazione Spaziale Internazionale a causa delle sanzioni imposte per l’invasione dell’Ucraina. «La decisione è già stata presa, non siamo obbligati a parlarne pubblicamente», ha detto il direttore generale Dmitry Rogozin in un’intervista riportata dall’agenzia Bloomberg citando la Tass e Ria Novosti. «Posso dire solo questo: in linea con i nostri obblighi informeremo i nostri partner della fine del nostro lavoro sull’Iss con un anno di anticipo», ha aggiunto.

Ore 15:03 – Mosca e il rischio di una guerra nucleare

Un funzionario del ministero degli Esteri russo, Vladimir Yermakov, ha chiarito che la Russia non vuole una guerra nucleare, e che anzi Mosca ritenga che i rischi di un confronto di questo tipo debba essere tenuto al minimo.

Yermakov — a capo del programma sulla non proliferazione nucleare del ministero degli Esteri russo — ha detto che «tutte le potenze nucleari devono attenersi alle logiche descritte nei documenti redatti per evitare l’utilizzo di armi atomiche nei conflitti.

Il 27 febbraio scorso, tre giorni dopo l’avvio dell’invasione, il presidente russo Vladimir Putin, aveva ordinato di mettere in stato di allerta il sistema di deterrenza nucleare.

Durante un incontro con il ministro della Difesa Shoigu al Cremlino, Putin aveva detto che «i Paesi occidentali non stanno soltanto imponendoci sanzioni ostili, ma leader di grandi Paesi della Nato stanno facendo affermazioni aggressive nei confronti della Russia. Per questo ordino di mettere in allerta il sistema di deterrenza. Le conseguenze», ha detto, «saranno come non si sono mai viste nella storia».

Il cambiamento di stato di allerta — mai revocato — non significa che Mosca intenda utilizzare le armi atomiche. La mossa rende sicuramente più rapido l’utilizzo delle armi atomiche da parte del Paese che ha l’arsenale nucleare più grande al mondo — anche se Mosca sa che la Nato ha abbastanza armi atomiche per distruggerla, in caso di utilizzo.

Ore 14:47 – La telefonata tra Macron e Zelensky

Nella sua prima telefonata al presidente ucraino dopo la vittoria alle elezioni, il presidente francese Emmanuel Macron ha reiterato la volontà della Francia di lavorare al fianco dell’Ucraina — e ha promesso di «rafforzare» l’aiuto militare e umanitario a favore di Kiev.

Nel corso della telefonata, durata un’ora secondo fonti dell’Eliseo, Macron ha ribadito a Zelensky «la sua volontà di agire attivamente nel suo secondo mandato presidenziale per ristabilire la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, mantenendo sempre uno stretto coordinamento con i partner europei e gli alleati».

Il presidente francese si è detto ancora una volta molto preoccupato per «il proseguimento dei bombardamenti russi sulle città ucraine, in particolare quello di giovedì a Kiev durante la visita del segretario generale delle Nazioni Unite e del primo ministro bulgaro».

L’Eliseo ha anche ribadito la «forte preoccupazione» per «la situazione insopportabile di Mariupol, nonostante i ripetuti appelli al presidente russo a rispettare il diritto internazionale umanitario».

Non ci sono notizie di telefonate tra Macron e Putin, negli ultimi giorni: prima delle elezioni, in una intervista al Corriere, Macron aveva detto: «Dovremo continuare a parlare a Vladimir Putin. Sia io sia Mario (Draghi, ndr) non abbiamo più parlato con lui dopo le scene di Bucha. Siamo rimasti tutti attoniti, sopraffatti. Semplicemente, ho parlato a Vladimir Putin ogni volta che Zelensky me l’ha chiesto. Non bisogna dimenticare che il presidente ucraino vuole questo contatto. È in questo contesto che il nostro ruolo è utile».

Ore 13:12 – Kiev: Mosca rifiuta corridoio umanitario a Mariupol

La Russia continua a rifiutare le proposte ucraine di un corridoio umanitario per l’evacuazione dei civili da Mariupol. Lo ha dichiarato il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, citato dal Kyiv Independent. «Per loro ha valore simbolico distruggere Mariupol e i combattenti del reggimento Azov», ha detto Podolyak.

Ore 12:38 – Il 9 maggio Putin potrebbe dichiarare la guerra totale all’Ucraina

Il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace ha affermato che il presidente russo potrebbe utilizzare la parata del giorno della vittoria della Russia il 9 maggio per annunciare la mobilitazione di massa delle sue riserve per un’ultima spinta in Ucraina. Una fonte militare russa ha detto al Telegraph che i militari sono indignati per il fallimento del blitz su Kiev. All’inizio di questa settimana, si diceva che l’esercito russo fosse furioso perché Putin aveva ridimensionato l’invasione dell’Ucraina e avesse chiesto una nuova escalation del conflitto. Escalation che potrebbe partire proprio il 9 maggio: Wallace ha spiegato che Putin potrebbe dichiarare una nuova guerra contro i «nazisti» del mondo alla parata nel giorno in cui Mosca celebra la fine del coinvolgimento della Russia nella seconda guerra mondiale.

Ore 12:27 – Mosca: Usa utilizzano Kiev come materiale usa e getta

Washington sta usando il governo di Kiev come «materiale di consumo usa e getta» per contrastare la Russia. Lo ha affermato in un’intervista all’agenzia Tass il direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri russo, Vladimir Yermakov. «Da parte degli Stati Uniti vediamo solo un continuo aumento dell’isteria anti-russa e tentativi di utilizzare il regime di Kiev come materiale di consumo usa e getta nell’attuazione delle aspirazioni americane più sconsiderate», ha affermato il diplomatico russo.

Ore 12:25 – Tre corpi di uomini torturati e imbavagliati vicino Bucha

Una fossa con i corpi di tre uomini torturati, imbavagliati e uccisi con un colpo al capo è stata trovata nel bosco vicino al villaggio di Myrotske, nel distretto di Bucha, regione di Kiev. Lo ha scritto la polizia di Kiev su Facebook citata da Ukrinform. «Le vittime sono state torturate a lungo; ferite di proiettili sono state trovate negli arti. I tre uomini sono stati finiti con colpi di arma da fuoco a un orecchio. Questa è un’altra fossa comune scavata dai soldati russi nel distretto di Bucha, dove più di mille cittadini sono stati uccisi e torturati», ha detto il capo della polizia della regione di Kyiv Andriy Nebytov.

Ore 12:08 – Viminale, 104.577 le persone arrivate finora in Italia

Sono 104.577 le persone arrivate dall’Ucraina finora in Italia: di queste 54.112 sono donne, 13.426 uomini e 37.039 minori. Lo riporta il Viminale precisando che rispetto a ieri l’incremento è di 623 ingressi nel territorio nazionale: le destinazioni principali sono Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Ore 12:05 – Kiev: la propaganda russa diffonde il caos in Europa

Il ministro dell’Informazione ucraino Oleksandr Tkachenko ha lanciato l’allarme sulle fake news diffuse dalla Russia. «Quando è cominciata la guerra, i canali di propaganda russa come Primo Canale, Ntv e altri hanno cambiato i loro palinsesti per dedicarsi interamente alle news. Ricevono molti soldi per diffondere disinformazione, non solo in Russia ma anche attraverso l’Europa. Questo è pericoloso perché la disinformazione diffonde il caos in Europa», ha spiegato, aggiungendo di aver chiesto «ai colleghi europei di sanzionare questi canali che ancora trasmettono sulle piattaforme satellitari». Ai ministri della Cultura e dell’Informazione dell’Ue «con cui ho avuto la fortuna di parlare 3 volte», «abbiamo proposto, al contrario, di aiutare ad aumentare la capacità di diffusione dei canali in lingua ucraina e anche i canali in lingua russa che siano liberi», ha aggiunto il ministro.

Ore 11:33 – Le morti misteriose degli oligarchi russi: sei decessi in tre mesi

Sei oligarchi russi sono morti negli ultimi tre mesi in circostanze sospette. Nelle indagini vengono trattati come casi di suicidio, o di omicidio-suicidio quando sono rimasti coinvolti anche i loro familiari. Ma solleva più di una domanda questa strage di magnati e super ricchi durante la guerra in Ucraina, con le nuove sanzioni occidentali che minacciano i loro patrimoni e la loro fedeltà a Vladimir Putin (qui l’approfondimento di Alessandra Muglia).

Ore 10:46 – Autorità russe: jet ucraino colpisce villaggio in regione Bryansk

Aerei militari ucraini hanno colpito un villaggio nella regione russa di Bryansk, in Russia. Due missili hanno colpito l’abitato, ha riferito l’agenzia Tass citando il governatore della regione Alexander Bogomaz. «Stamane un aereo delle forze armate ucraine è stato scoperto dai sistemi di difesa aerea russi. Nell’operazione per impedire l’ingresso in territorio russo, due missili hanno colpito il villaggio di Zhecha nel distretto di Starodubsky», ha affermato, sottolineando che non ci sono vittime.

Ore 10:39 – Azovstal, comandante marine a Erdogan: ci porti in salvo

Il comandante della 36esima brigata marina ucraina Sergiy Volynsky (Volyn), ha fatto un appello diretto al presidente turco Recep Tayyip Erdogan su Haberturk Tv affinché applichi per loro la procedura di «estrazione» e li porti in Turchia. Lo riporta l’Ukrainska Pravda. «Gentile signor presidente Erdogan – ha detto Volyn – mi rivolgo a lei. Abbiamo 600 militari feriti che hanno un disperato bisogno di aiuto. Abbiamo con noi civili che sono stati feriti. Abbiamo anche centinaia di civili e 60 bambini che cercano sicurezza con noi nella struttura. Il più piccolo ha 4 mesi. Faccio ora appello al popolo turco, al Presidente affinché applichi a noi la procedura di estrazione, a fare tutto il possibile per portare la guarnigione di Mariupol in Turchia, a portarci via dall’Azovstal con garanzie di sicurezza da parte turca. Contiamo molto sul vostro aiuto». Il comandante ha aggiunto che la situazione nell’acciaieria di Azovstal è molto difficile, i combattimenti non si sono mai fermati. L’esercito russo utilizza quotidianamente attacchi aerei, vari sistemi di artiglieria da basi terrestri e navali, effettuano operazioni d’assalto con l’aiuto di carri armati, veicoli da combattimento di fanteria e grandi gruppi di terra.

Ore 10:33 – Kiev, russi hanno sparato su bus evacuazione a Popasna

Le forze russe hanno sparato su due bus per l’evacuazione di civili a Popasna: la conferma arriva dal sindaco della città del Lugansk, Mykola Khanatov, rilanciato dal Kyiv Independent. Non ci sono ancora notizie su eventuali vittime.

Ore 10:32 – Mosca, caccia ucraino colpisce villaggio russo

Un caccia ucraino ha colpito oggi con 2 missili un villaggio russo nel distretto di Starodubsky, nella regione di Bryansk al confine con l’Ucraina: l’onda d’urto ha danneggiato impianti usati per il carico di petrolio. Lo ha detto il governatore della regione, Alexander Bogomaz, riporta la Tass. Non ci sono vittime o feriti. «Oggi alle 6:50 (le 5:50 in Italia), i sistemi di difesa aerea russi hanno individuato un aereo da combattimento ucraino. Mentre erano in corso misure per impedire all’obiettivo di entrare in territorio russo, 2 proiettili hanno colpito l’insediamento di Zhecha nel distretto di Starodubsky», ha detto Bogomaz.

Ore 10:02 – Colpito mezzo con forniture mediche ospedale in Lugansk

Secondo il governatore ucraino del Lugansk, Sergiy Haidai, le località di Rubizhne e Popasna sono sotto il fuoco costante dell’artiglieria russa.

Un mezzo della polizia che consegnava forniture mediche a un ospedale è stato centrato da colpi di mortaio a Severodonetsk.

Anche un’auto di volontari è stata colpita dal fuoco dei soldati russi. Per il momento non si hanno notizie di feriti o vittime.

Due scuole sono state danneggiate a Severodonetsk. A Lysychansk due soccorritori sono stati ricoverati per ferite da schegge e un settantenne è morto nel vicino villaggio di Loskutivka.

Ore 09:17 – La Russia sta rubando centinaia di migliaia di tonnellate di grano, in Ucraina

Le forze russe, secondo quanto denunciato dalle autorità ucraine, hanno già rubato «diverse centinaia di migliaia di tonnellate di grano» dalle aree ucraine occupate. A dirlo è il vice ministro dell’Agricoltura ucraino, Taras Vysotskiy, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters.

Secondo Vysotskiy, gran parte delle 1,5 milioni di tonnellate di grano nei granai che si trovano nei territori occupati potrebbero essere sottratte dalla Russia.

Ore 08:59 – Che cosa ha detto Lavrov sulle sanzioni, sui negoziati, e sulla guerra — parlando alla Cina

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dato, nelle scorse ore, un’intervista di importanza capitale, negli equilibri della guerra. Anzitutto per l’agenzia a cui ha deciso di concederla: Xinhua, cioè l’agenzia di stampa di Stato cinese.

E non è un caso dunque che le sue parole — scelte con l’abilità che il mondo riconosce al capo della diplomazia di Mosca — siano perfettamente calibrate per il suo pubblico. Eccole.

– La revoca delle sanzioni contro la Russia, ha detto, fa parte dei «difficili» negoziati di pace tra Mosca e Kiev. In precedenza il presidente ucraino, Zelensky, aveva detto che le sanzioni non potevano far parte dei negoziati. Pechino ha sempre definito «illegali» le sanzioni varate dall’Occidente contro Mosca; Lavrov ha ringraziato la Cina per la sua posizione «equilibrata».

– «L’agenda dei negoziati», oltre alle sanzioni, comprende i temi «della denazificazione, del riconoscimento di nuove realtà geopolitiche, la protezione della popolazione russofona». Lavrov riconosce comunque che i negoziati «non stanno andando bene».

— Parlando con Al Arabiya, Lavrov ha anche ribadito che ogni invio di armi dall’Occidente rappresenta, per Mosca, «un obiettivo legittimo».

— Prima l’Occidente riconosce i nuovi equilibri geopolitici mondiali, meglio è: «La nostra operazione militare speciale in Ucraina contribuisce al processo di liberazione del mondo dall’oppressione dell’Occidente neocoloniale, mescolata in modo pesante con il razzismo e il complesso dell’esclusione» di chi non rientra in questo quadro.

– Dando apertamente sostegno al regime di Kiev, i Paesi della Nato stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per impedire il completamento della nostra operazione con modalità diplomatiche e politiche», ha detto a Lavov. «Se gli Stati Uniti e la Nato sono davvero interessati a porre fine alla crisi ucraina, dovrebbero anzitutto cambiare idea e smettere di fornire armi e munizioni a Kiev».

Ore 08:35 – Gli spari contro gli autobus di sfollati

Il capo dell’amministrazione militare di Popasna, in Ucraina, ha comunicato di aver perso i contatti con gli autisti di due autobus che stavano portando in salvo decine di persone dalla città, e ha detto che i mezzi sono «finiti sotto il fuoco nemico».

«Ieri abbiamo evacuato 31 persone da Popasna — ha detto Nikolay Khanatov — ma ce ne erano ancora molte altre, per questo abbiamo inviato altri due autobus in città. Si sa che hanno raggiunto il villaggio e sono finiti sotto il fuoco nemico. Non siamo in grado di comunicare con le persone a bordo».

Nelle scorse settimane, le truppe di Mosca sono state accusate di aver colpito civili in fuga dalle zone di guerra in diverse occasioni: la più tragica è stata l’attacco alla stazione di Kramatorsk, dove sono morte oltre 50 persone.

Ore 08:16 – «Stacchiamo ora il gas all’Europa, perché aspettare?»

L’Unione europea sta cercando di rimpiazzare — il prima possibile — la Russia come fornitore di gas, per cancellare quella che con gli anni era diventata una dipendenza la cui pericolosità è ora evidente.

Di fronte a questo scenario strategico, in Russia crescono le voci di chi chiede di non aspettare che l’Ue abbia stretto contratti in grado di consentirle di «staccare» il gas russo — ma di lasciarla, sostanzialmente, «al freddo».

La più alta tra queste voci è quella del presidente della Duma, Vyacheslav Volodin.

«L’Unione Europea è abituata a vivere a spese degli altri, prima a spese delle colonie e ora della Russia, che deve tenerli caldi», afferma Volodin, «e cinicamente ci dicono: “In sette anni abbandoneremo il gas russo». Abbiamo la risposta giusta: perché attendere?. Se rifiutate le relazioni strategiche, vivete senza la Russia per almeno un anno».

Tre note:
– La retorica che rievoca il passato colonialista dell’Europa è ormai onnipervasiva, in Russia: in poche ore, a rinfocolarla sono arrivati Volodin e Lavrov;
– dire che l’Europa viva «a spese della Russia» è, nella migliore delle ipotesi, largamente impreciso, visto che l’Europa versa 1 miliardo di euro al giorno nelle casse di Mosca per il gas e il petrolio, e la Russia ha raddoppiato gli introiti derivanti dalla vendita loro vendita dall’inizio della guerra;
– Volodin non chiarisce le conseguenze che ci sarebbero per la Russia, di fronte a uno stop improvviso a un flusso di cassa così imponente.

Ore 08:10 – «Mariupol è un campo di concentramento russo»

«Un campo di concentramento russo, tra le rovine».

Vlodymyr Zelensky — come raccontato nello straordinario pezzo di Simon Shuster — Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di cercare di distruggere il Donbass e tutti coloro che vi abitano. «I continui e brutali bombardamenti, i continui attacchi russi alle infrastrutture e alle aree residenziali, mostrano che la Russia vuole svuotare questo territorio da tutte le persone. Pertanto, la difesa della nostra terra, la difesa del nostro popolo, è letteralmente una lotta per la vita», ha detto nel suo discorso video notturno alla nazione. «Se gli invasori russi sono in grado di realizzare i loro piani anche parzialmente, allora hanno abbastanza artiglieria e aerei per ridurre l’intero Donbass in macerie. Come hanno fatto con Mariupol», ha aggiunto, descrivendo quest’ultima come un «campo di concentramento russo tra le rovine»..

Ore 08:02 – La Russia ha «problemi di coordinamento tattico»

C’è un altro ministero della Difesa occidentale che, ogni mattina, aggiorna il mondo sull’andamento delle operazioni sul campo in Ucraina – e lo fa con parole cui prestare sempre grande attenzione: è quello britannico. Nel suo «update» di oggi, i punti sono tre:

– La Russia, scrive la Difesa di Londra, «spera» — e non è un termine scelto a caso — di correggere gli errori che hanno finora limitato l’invasione, concentrando geograficamente le truppe, accorciando le linee di rifornimento e semplificando le catene di comando e controllo;
– le sfide per Mosca, però, rimangono molte e notevoli: «È stata obbligata a fondere e rimescolare unità» che la resistenza ucraina ha ridotto numericamente, e «con un morale indebolito» dal fallimento dell’avanzata sul Nord Est del Paese;
– restano poi – continua Londra — problemi di coordinamento tattico, a partire da carenze di abilità a livello di unità e dal carente supporto aereo.

Ore 07:44 – Le nuove accuse degli Usa a Putin, e l’ira di Mosca

In una nuova escalation di toni, nella giornata di ieri, il Dipartimento della Difesa statunitense ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di aver agito con «brutalità e depravazione», nell’invasione dell’Ucraina.

«È difficile», ha detto, «dare peso alle giustificazioni addotte da Putin quando si vede quello che il suo esercito sta facendo in UCraina — gli innocenti uccisi, persone giustiziate con un colpo alla nuca e le mani legate dietro la schiena, donne incinta massacrate, ospedali bombardati. Mi chiedo come qualcuno che ha una qualsiasi forma di moralità possa fare una cosa simile», ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby.

Nella giornata di oggi, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, ha definito le parole del Pentagono «offensive e inaccettabili».

«È sorprendente che tesi così provocatorie provengano da un ex militare che è ben consapevole del significato delle parole», ha detto Antonov. «Qui è diventata la norma che i funzionari dell’amministrazione basino i loro giudizi sulle oscene menzogne delle autorità ucraine. Allo stesso tempo, non vogliono notare gli innumerevoli crimini del regime di Kiev», ha detto Antonov, osservando che gli Stati Uniti «continuano a inviare armi in Ucraina».

Secondo Antonov, l’obiettivo prioritario del portavoce del Pentagono e dei suoi colleghi è generare entrate aggiuntive per il complesso militare-industriale statunitense e ripulire i loro magazzini dalle armi obsolete. Quindi, conclude il diplomatico, si ha la sensazione che «le autorità statunitensi non siano interessate a un cessate il fuoco».

Ore 07:37 – Il pressing di Biden – e lo stop di Conte

(Gianluca Mercuri) Dopo aver promesso altri 33 miliardi di dollari agli ucraini, di cui 20 in armamenti, il presidente Usa chiede al Congresso di sbrigarsi ad approvare il maxi-finanziamento. Al tempo stesso, gli americani premono sui principali alleati, Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia, perché facciano di più.

Rivela Giuseppe Sarcina che «a Washington circola la simulazione più semplice: un contributo in rapporto al Pil. Bene, per l’Italia il conto viene circa 3 miliardi di dollari: una cifra difficilmente sostenibile dal punto di vista economico, senza contare le divisioni politiche interne alla coalizione guidata da Mario Draghi».

Draghi ne parlerà direttamente con Biden il 10 maggio.

Quanto alle divisioni politiche interne, il leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte, intervistato da Emanuele Buzzi, conferma il no all’invio di armi «letali» e non strettamente difensive: «Per intenderci, non siamo favorevoli all’invio di carri armati» (qui l’intervista integrale all’ex presidente del Consiglio).

Ore 07:21 – Ma quali sono gli obiettivi di Mosca?

(Gianluca Mercuri) Sul fronte orientale e meridionale, dunque, i russi vanno piano: due chilometri al giorno secondo gli americani. A Est, scrivono Marinelli&Olimpio nel loro punto militare, «continuano ad attaccare e martellare per prendere il controllo dell’intero Donbass, ma non sono riusciti ad avanzare in modo significativo». A Dud trovano ancora più ostacoli, per i sabotaggi alle linee di comunicazione.

Ma quali sono gli obiettivi russi?
Capirlo è complicato perché cambiano spesso.

Opzione A: «Grande manovra a tenaglia» fino a Dnipro e ritiro ucraino.
Opzione B: conquista totale del Donbass.

Ma non è detto che Putin si accontenti: c’è ancora il rischio che punti all’intera fascia costiera, alla creazione di un corridoio tra Crimea e Donbass, alla Transnistria, repubblica autonoma al confine con la Moldavia. Paese che preferisce chiamarsi Moldova, con la pronuncia romena, e a cui ieri Lavrov ha mandato un messaggio sinistro: «La Moldavia dovrebbe preoccuparsi per il suo futuro. Perché la stanno attirando nella Nato…».

Ore 07:05 – Cosa sta frenando la Russia?

Come mai la battaglia per il Donbass procede più a rilento di quanto gli osservatori si aspettassero?

A fornire una risposta — decisiva — è un alto funzionario della Difesa degli Stati Uniti, che attribuisce ancora una volta il merito alla capacità di resistenza, al di là di ogni previsione, dell’esercito ucraino.

«Riteniamo che a causa di questi progressi lenti e irregolari, senza avere perfetta conoscenza di ogni aspetto del piano russo, i russi siano in ritardo rispetto a ciò che stavano cercando di realizzare nel Donbass – di diversi giorni».

Mentre le truppe cercano di spostarsi a nord fuori Mariupol in modo da poter avanzare sulle forze ucraine da sud, i loro progressi sono stati «lenti e irregolari, e certamente non decisivi in nessun caso», ha affermato il funzionario.

La variabile-tempo è decisiva: se l’esercito ucraino riuscisse a rallentare l’avanzata russa ancora per qualche giorno, potrebbero arrivare sul campo le armi inviate dall’Occidente — e la battaglia per il Donbass si svolgerebbe, dunque, con una disparità di mezzi decisamente più ridotta tra gli eserciti ucraino e russo.

Ore 05:55 – Mosca: la Nato fa di tutto per impedire la pace

I paesi della Nato «stanno facendo di tutto per impedire il completamento dell’operazione speciale russa in Ucraina mediante accordi politici»: lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una intervista all’agenzia di stampa Xinhua, ripresa dalla Tass. «Stiamo assistendo alla manifestazione del classico doppio standard e dell’ipocrisia dell’establishment occidentale in questo momento. Esprimendo pubblicamente sostegno al regime di Kiev, i paesi della Nato stanno facendo di tutto per impedire il completamento dell’operazione attraverso il raggiungimento di accordi politici», ha affermato il ministro russo.

Ore 05:06 – Nella notte esplosioni a Kharkiv, i russi continuano ad attaccare

Le forze russe, all’alba di questa mattina, mantengono la loro pressione sulle regioni orientali e meridionali dell’Ucraina, in particolare intorno a Kharkiv nel nord-est, dove stanno cercando a tutti i costi di aumentare il loro controllo, nonostante, secondo Kiev, alcune battute d’arresto sul campo. Violente esplosioni sono state udite durante la notte a Kharkiv, la seconda città più grande del Paese, martellata da settimane dall’artiglieria russa. Ieri, secondo l’amministrazione militare regionale di Kharkiv, questi bombardamenti hanno provocato almeno un morto e diversi feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto che la situazione nel nordest, dove le forze russe stanno nuovamente concentrando la loro offensiva, è «difficile». «Ma il nostro esercito sta ottenendo un successo tattico», ha detto.

Ore 05:01 – Kiev: respinti 14 attacchi russi nelle regioni di Donetsk e Luhansk

Le forze ucraine hanno respinto 14 attacchi nelle regioni di Donetsk e Luhansk. Lo riporta il Kiev Independent. Secondo le forze armate ucraine, «la Russia ha perso 11 carri armati, 7 pezzi di artiglieria, 27 corazzate, un veicolo da combattimento e altri 14 veicoli negli oblast di Donetsk e Luhansk».

Ore 03:21 – Cnn, lo strano caso degli oligarchi morti per suicidio

Almeno sei uomini d’affari russi sono morti per apparente suicidio negli ultimi tre mesi, alcuni dei quali con le loro famiglie. Lo riporta Cnn secondo la quale quattro dei sei decessi sono associati a Gazprom o una delle sua controllate. Fra i morti c’è anche Sergey Protosenya, ex presidente di Novotek, trovato senza vita in Spagna insieme alla moglie e alla figlia in quello che in un primo momento è stato indicato come un omicidio-suicidio. “Mio padre non lo avrebbe mai fatto, amava mia madre e mia sorella, sono stati tutti uccisi da qualcun altro”: è la convinzione del figlio Fedor.

Ore 03:04 – «Mio marito è morto in Ucraina»: ecco chi era l’ex marine Usa ucciso in combattimento contro i russi

«Mio marito è morto in Ucraina. Era partito con il desiderio di aiutare le persone, aveva sempre sentito che quella era la sua missione principale nella vita. Sognava di fare il poliziotto o il p ompiere»: Brittany Cancel è la vedova di Willy Joseph Cancel, 22 anni, morto in combattimento il 26 aprile in Ucraina, arruolato da una società di contractor per supportare le forze di Kiev contro l’offensiva russa. La storia di questo ragazzo, che lascia un figlio di 7 mesi e una moglie giovanissima, ha commosso l’America ed è stata raccontata in un ampio servizio dell’agenzia Ap, firmato dal giornalista Jonathan Drew. La notizia della sua morte è stata riferita ai media dai parenti più stretti e confermata dalla madre Rebecca Cabrera. Qui l’articolo completo di Paolo Foschi per il Corriere della Sera.

Ore 03:00 – Lavrov: il sostegno della Nato all’Ucraina ostacola la pace

«Il sostegno della Nato all’Ucraina ostacola il raggiungimento di un accordo politico per porre fine al conflitto». Lo ha ribadito il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in un’intervista alla cinese Xinhua, riportata dall’agenzia Tass.

Ore 01:25 – Zelensky ringrazia i Paesi che hanno riaperto le ambasciate a Kiev

Il presidente ucraino Volodomyr Zelensky ha ringraziato i paesi che hanno ripreso le operazioni diplomatiche a Kiev. «L’ambasciatrice del Regno Unito in Ucraina Melinda Simmons è tornata oggi a Kiev», ha spiegato nel suo discorso serale. «Attualmente nella capitale del nostro paese operano 27 missioni diplomatiche estere. E questo è un gesto di sostegno all’Ucraina estremamente importante, per il quale siamo grati a tutti loro», ha aggiunto. «Tali gesti, insieme a un forte sostegno difensivo, finanziario e politico da parte del mondo libero, significano che la necessità di porre fine alla guerra sta diventando sempre più evidente per la Russia. La sconfitta degli occupanti è inalterabile», ha detto Zelensky.

Ore 01:11 – L’economista Guriev: decisive le sanzioni su gas e petrolio

«Le sanzioni sul gas e sul petrolio saranno decisive. Prima le introduciamo, prima finisce la guerra»: Sergei Guriev, economista russo dissidente, ex consigliere del Cremlino, non ha dubbi. L’isolamento economico della Russia può portare alle fine dell’invasione dell’Ucraina dalle truppe di Mosca. Guriev, rifugiato a Parigi nel 2013 dopo aver preso pubblicamente posizione contro Putin, insegna a Sciences Po. Stefano Montefiori lo ha intervistato in esclusiva per il Corriere della Sera (qui l’articolo completo)

Ore 00:15 – Oggi il colloquio fra Macron e Zelensky

È slittato a oggi il colloquio tra il presidente francese Emmanuel Macron e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, inizialmente previsto per venerdì. Lo ha riferito l’emittente televisiva francese BFMTv, citando una fonte all’Eliseo.

30 aprile 2022 (modifica il 30 aprile 2022 | 15:41)

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