Taiwan, la visita di Pelosi scatena l’ira di Pechino: missili intorno all’isola. Tokyo: alcuni sono caduti nella nostra zona economica

La visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi a Taipei ha scatenato l’ira della Cina e la tensione internazionale è ai massimi livelli. Il capo della diplomazia Ue Josep Borrell ha condannato le “esercitazioni militari mirate”, e il ministro degli esteri cinese, Wang Yi, parlando alla riunione dell’Asean a Phnom Penh, in Cambogia, ha definito la visita della rappresentante un’azione “maniacale, irresponsabile e altamente irrazionale. La Cina non permetterà mai che i suoi interessi fondamentali vengano danneggiati”. In questo clima Pechino ha lanciato manovre militari su larga scala, utilizzando anche missili balistici.

 

Taiwan: Truss, le democrazie vanno difese

“Dobbiamo lavorare insieme per assicurare che democrazie come Taiwan siano protette”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico, Liz Truss, durante il dibattito televisivo con Rishi Sunak, suo sfidante per la corsa a Downing Street. A chi le chiedeva se intendesse inviare armi a Taiwan come all’Ucraina, Truss ha risposto che Londra autorizza già forniture militari a Taipei ma “in questa fase” non intende andare oltre. Truss ha poi risposto in modo negativo a chi le domandava se si recherebbe in visita a Taiwan. 

Casa Bianca, da Cina escalation significativa

Le esercitazioni militari cinesi vicino Taiwan sono una “significativa escalation”. Lo ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, John Kirby, in conferenza stampa. “La Cina ha scelto di reagire in modo sproporzionato e utilizzare la visita della presidente (della Camera, Nancy Pelosi, nda) come un pretesto per aumentare l’attività militare provocatoria nello stretto di Taiwan e nei suoi dintorni”, ha affermato Kirby. La portaerei americana USS
Ronald Reagan resterà nei paraggi di Taiwan per “monitorare la situazione. Non ci faremo scoraggiare dall’operare nei mari e nei cieli del Pacifico occidentale in linea con il diritto internazionale come abbiamo fatto per decenni, a sostegno di Taiwan e a difesa di un Indo-Pacifico libero e aperto”, ha detto Kirby.

Ambasciatore cinese a Parigi: “Piani rieducazione dopo l’unificazione con la Cina”

Dopo la riunificazione di Taiwan da parte della Cina sull’isola partirà un processo di reiducazione patriottica: è quanto ha detto Lu Shaye, ambasciatore cinese a Parigi noto per le sue posizioni estreme da ‘wolf warrior’ della diplomazia di Pechino, partecipando a una trasmissione del network francese Bfmtv. Lu ha affermato che la Cina, dopo aver occupato Taiwan, dovrà avviare programmi tali in modo che “le persone possano essere rieducate a pensare in modo patriottico”. Il Partito democratico progressista, al potere a Taipei, ha avviato dopo la salita al potere del 2016 della presidente Tsai Ing-wen “una propaganda estremista” nei confronti della madrepatria. Secondo Lu, fino a 10 anni fa, la maggioranza dei taiwanesi era favorevole alla riunificazione. Il video, postato sui social media, è diventato subito virale.

Usa rinviano test missile per evitare escalation con Cina

Gli Stati Uniti hanno deciso di rinviare il test di un missile balistico intercontinentale (Icbm) per evitare una escalation di tensioni con la Cina. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari americani a conoscenza della decisione dell’Amministrazione Biden. Non è noto di quanto è stato posticipato il test, ma secondo un funzionario il rinvio potrebbe essere di una decina di giorni.

Media, presidente sudcoreano Yoon ha evitato incontro con Pelosi

Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol è stato accusato di avere intenzionalmente evitato di incontrare di persona Nancy Pelosi, in visita a Seul, per placare le ire della Cina, dopo la visita della speaker della Camera Usa a Taiwan. Secondo le critiche riportate dai media sudcoreani, Yoon ha preferito limitare i suoi contatti con Pelosi ad una semplice telefonata, piuttosto che incontrare personalmente la speaker. Ufficialmente, il presidente sudcoreano avrebbe pianificato un periodo di vacanza estiva ben prima dell’annuncio della visita di Pelosi in Asia, compresa la controversa tappa a Taiwan. Tuttavia, riportano i media sudcoreani, il presidente si troverebbe a Seul.

Tsai: “Chiediamo alla Cina di agire con moderazione”

“Con la Cina che oggi ha iniziato esercitazioni militari in zone intorno a Taiwan, chiediamo a Pechino di agire con ragionevolezza e moderazione”. E’ quanto si legge in un tweet della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, che diffonde un suo intervento in cui bolla come “irresponsabili” le maxi manovre militari cinesi “per Taiwan e per l’intera comunità internazionale”. Nel tweet ribadisce che l’isola – di fatto indipendente, ma che Pechino considera una “provincia ribelle” – “non intensificherà il conflitto, ma difenderà con determinazione la propria sovranità, sicurezza e democrazia”.

Nel suo intervento Tsai afferma che “siamo calmi e non agiremo in modo precipitoso, ma non cederemo assolutamente” e, dopo la visita di Nancy Pelosi a Taipei che ha suscitato le ire di Pechino, chiede “alla comunità internazionale di sostenere” Taiwan e di fermare insieme “queste azioni militari unilaterali e irrazionali”. Agli abitanti dell’isola la presidente dice che “nei prossimi giorni molto probabilmente la Cina” intensificherà la sua “guerra dell’informazione”, anche con “attacchi informatici”, e chiede di stare “in allerta”.

Nancy Pelosi arrivata in Giappone, domani vede Kishida

Nancy Pelosi è arrivata in Giappone. Lo riferisce l’agenzia Kyodo. E’ l’ultima tappa del tour in Asia della speaker della Camera Usa che ha suscitato le ire della Cina con la visita di meno di 24 ore a Taiwan, per Pechino una “provincia ribelle”. Domani, scrive la Kyodo, la Pelosi ha in programma colloqui con il premier Fumio Kishida e con la delegazione Usa incontrerà il presidente della Camera dei Rappresentanti, Hiroyuki Hosoda. Kishida e Pelosi parleranno di “sfide comuni”, anche – dicono da Tokyo – di un Indo-Pacifico “libero e aperto”.

Poco prima dell’arrivo della speaker della Camera in Giappone, la Kyodo ha riferito della denuncia del governo di Tokyo di cinque missili balistici lanciati dai militari cinesi durante le maxi manovre militari intorno a Taiwan “finiti nella zona economica esclusiva” del Giappone. Tokyo ha protestato con Pechino tramite canali diplomatici e il ministro degli Esteri del Giappone Yoshimasa Hayashi ha chiesto lo “stop immediato” delle esercitazioni militari cinesi.

Taiwan, razzi per allontanare droni cinesi

Il ministero della Difesa di Taiwan ha dichiarato che le truppe hanno sparato razzi per allontanare quattro droni che sorvolavano l’area delle isole Kinmen, situate a ridosso della costa sud-orientale della Cina.

Giappone chiede a Cina “stop immediato” esercitazioni

Il ministro degli Esteri giapponese, Yoshimasa Hayashi, ha chiesto lo “stop immediato” delle esercitazioni militari cinesi intorno a Taiwan, cominciate dopo che la presidente della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, ha visitato l’isola. “Le azioni della Cina questa volta hanno un grave impatto sulla pace e la stabilità della regione e della comunità internazionale. Chiedo ancora una volta l’interruzione immediata di queste esercitazioni militari”, ha detto Hayashi a Phnom Penh, dove sta partecipando a una riunione dell’Asean, l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico.

 

Taiwan: “22 aerei dell’aviazione cinese nella nostra zona di difesa aerea”

Il ministero della Difesa di Taiwan ha fatto sapere che 22 aerei dell’aviazione cinese sono entrati nello spazio di difesa aerea di Taiwan.

Ministro degli Esteri cinese: “Folle e irresponsabile la visita di Pelosi”

“Folle, irresponsabile e irrazionale”. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha bollato così la visita di Nancy Pelosi a Taiwan, l’isola che Pechino considera una “provincia ribelle”, e ha difeso – riporta la Bbc – le maxi manovre militari cinesi intorno a Taiwan. In occasione di una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi dell’Asean a Phnom Penh, in Cambogia, Wang ha affermato che Pechino “non può permettere siano danneggiati i suoi interessi fondamentali”. E, ha ripetuto, Taiwan “alla fine tornerà nell’abbraccio della madrepatria”.

 

Cina convoca ambasciatori G7 e Ue, compresa Italia

Il ministero degli Esteri cinese ha convocato ambasciatori e incaricati d’affari dei Paesi del G7, compresa l’Italia, e dell’Unione Europea in Cina per manifestare il disappunto di Pechino rispetto al comunicato di ieri che richiamava ai rischi di una “escalation non necessaria” e di una destabilizzazione nello Stretto di Taiwan. A quanto apprende l’AGI, l’incontro è avvenuto nella giornata di oggi.

Cina, oltre 100 caccia e bombardieri in zona manovre

La Cina ha inviato oltre cento caccia, bombardieri e altri aerei militari nelle aree dove si tengono le esercitazioni militari attorno a Taiwan, le più grandi mai avviate da Pechino, in risposta alla visita sull’isola della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi. Inoltre, nelle acque circostanti l’isola, sono stati schierati più di dieci tra cacciatorpedinieri e fregate. Sono le cifre riportate dal Comando Orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese, che ha in carico le operazioni attorno a Taiwan, sul proprio account Weibo. I mezzi aerei sono stati impiegati nelle aree a nord, sud-est e sud-ovest dell’isola per “ricognizioni congiunte diurne e notturne, assalti aerei, coperture di supporto e altri compiti”, si legge nella nota diffusa sul più popolare social network cinese, mentre le unità navali hanno compiuto operazioni di “chiusura e controllo congiunte” e altre operazioni.

Cina convoca ambasciatori G7 e Ue dopo il comunicato su Taiwan

Il ministero degli Esteri cinese ha convocato oggi gli ambasciatori dei Paesi del G7 . Italia inclusa – e dell’Ue per “esprimere il più completo disappunto” sul comunicato firmato ieri dai ministri degli Esteri di forte critica sulle esercitazioni militari lanciate oggi da Pechino intorno all’isola di Taiwan, in risposta alla visita della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi. E’ quanto apprende l’Ansa da fonti qualificate.

Giappone: cinque missili cinesi sono finiti nella nostra zona economica

Cinque missili balistici lanciati dalla Cina durante le maxi manovre militari intorno a Taiwan sono finiti nella zona economica esclusiva del Giappone. Lo riferisce la Difesa nipponica, protestando per l’azione di Pechino.

Pechino, una donna di fronte a un maxi schermo che mostra le esercitazioni militari intorno a Taiwan

Pechino, una donna di fronte a un maxi schermo che mostra le esercitazioni militari intorno a Taiwan (afp)

Blinken: Usa contro ogni cambiamento dello status quo di Taiwan

“Gli Stati Uniti si oppongono a qualsiasi sforzo unilaterale per cambiare lo status quo di Taiwan, soprattutto con la forza”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, a Phnom Penh, in Cambogia, dove si trova per partecipare al vertice dell’Asean. “La politica degli Usa sull’isola non è cambiata”, ha ribadito Blinken sottolineando che “la stabilità dello stretto è nell’interesse dell’intera regione”.

Il Cremlino: la Cina ha il “diritto sovrano” di fare esercitazioni militari

La Cina ha il “diritto sovrano” di svolgere esercitazioni militari vicino Taiwan e le tensioni “sono state provocate da Nancy Pelosi” con la sua visita a Taipei. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

Taiwan: i cinesi hanno lanciato 11 missili balistici

La Cina ha lanciato 11 missili balistici Dongfeng nelle acque attorno a Taiwan dall’inizio delle esercitazioni militari avviate oggi in risposta alla visita sull’isola della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi. Lo riferisce il ministero della Difesa di Taiwan precisando che i lanci sono avvenuti in diversi momenti, e hanno coinvolto le acque circostanti Taiwan a nord, sud a est. L’esercito “ha colto immediatamente le dinamiche di lancio, attivato i relativi sistemi di Difesa e rafforzato la prontezza al combattimento”.

Le autorità di Taipei agli abitanti: scaricate la app per i rifugi anti-aerei

Le autorità di Taipei stanno incoraggiando i residenti a scaricare una app che riporta le località degli oltre cinquemila rifugi anti-aerei della città, in grado di ospitare fino a 12,8 milioni di persone, oltre cinque volte la popolazione totale della capitale, che è attorno a 2,6 milioni di persone. Secondo un portavoce della città, Cheng Ta-chuan, citato dall’agenzia di Taiwan Central News Agency, Taipei conta 5.771 rifugi antiaerei, 1.417 dei quali in edifici governativi, scuole e uffici, mentre gli altri 4.354 si trovano in edifici privati. Nel caso di un’esercitazione aerea o dello scoppio di una guerra, i rifugi saranno aperti al pubblico su direttiva del ministero della Difesa, ha detto il portavoce, mentre è già disponibile on line, riferisce ancora la Cna, una lista completa dei rifugi antiaerei su scala nazionale.

Taiwan, elicotteri militari cinesi si avvicinano al confine


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Pechino contro il G7 “spudorato”

La Cina attacca il G7 su Taiwan. “Sono gli Stati Uniti che hanno provocato i guai, la crisi e che continuano ad aumentare le tensioni”, ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi, commentando con toni aspri il comunicato congiunto del G7 che ieri ha chiesto a Pechino di evitare una “aggressiva attività militare”. La Cina definisce “spudorato” il G7 e sottolinea che “il cosiddetto ordine internazionale basato sulle regole” a cui fa riferimento il G7 “può essere solo una logica da banditi, secondo cui uno può fare male e altri non possono reagire”. E ancora: “Diffamare la Cina non può nascondere le intenzioni sinistre di chi cerca di dividere Taiwan dalla Cina”.

Medvedev: ora la sfiducia negli Usa “diventerà colossale”

Dopo la visita a Taiwan della speaker della Camera Nancy Pelosi, “la sfiducia nei confronti degli Stati Uniti diventerà colossale” e la sicurezza in Asia “peggiorerà in modo drammatico”. È l’analisi del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, che ha commentato in un’intervista a Ria Novosti le conseguenze sul lungo termine della missione di Pelosi a Taipei.

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(afp)

 

Cina: esercitazione missilistica, “colpiti bersagli”

La Cina rivendica di avere effettuato “con successo” un’esercitazione missilistica al largo di Taiwan. “Tutti i missili hanno colpito il bersaglio con precisione”, si legge nella nota emessa dal Comando orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione, a firma del portavoce Shi Yi. “L’intera missione di addestramento di artiglieria è stata completata con successo”, aggiunge la nota.

Taipei: i cinesi hanno lanciato missili balistici, attivati i sistemi di difesa

La Cina ha lanciato diversi missili balistici Dongfeng nelle acque intorno alle coste nord-est e sud-ovest di Taiwan, a partire dalle 13:46 ora locale (le 7.46 italiane). Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Taiwan. Taipei ha affermato di aver attivato i relativi sistemi di difesa in risposta al lancio, aggiungendo di condannare l’azione irrazionale della Cina. Le forze armate di Taipei hanno attivato i sistemi di difesa.

Taiwan: la Cina ha aggiunto un’area alle esercitazioni, manovre estese a lunedì

Il governo di Taiwan ha affermato che la Cina ha aggiunto un’altra area di interdizione per le sue manovre militari nelle acque orientali dell’isola, portando il totale a quota sette. Lo ha reso noto l’Ufficio marittimo e portuale di Taipei in una nota, secondo cui la durata delle “manovre militari mirate” dell’Esercito popolare di liberazione (Pla) sono state estese da domenica 7 agosto a lunedì 8 fino alle ore 10:00.

Cina: la visita di Pelosi una provocazione, contromisure necessarie

La visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi a Taipei “non è una difesa della democrazia e della libertà, ma una provocazione e una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale della Cina”.

Pertanto, mentre sono in conrso le maxi manovre militari intorno all’isola, “prendere le contromisure necessarie è una mossa giusta”, ha detto Ma Xiaoguang, portavoce dell’Ufficio per gli affari di Taiwan del governo di Pechino. La collusione con forze straniere porterà Taiwan alla “auto-distruzione” e “nell’abisso del disastro”, ha aggiunto Ma.

Taiwan, al via le esercitazioni della Cina: spari di precisione nello Stretto
 

 Nell’ambito delle ampie esercitazioni militari avviate dalla Cina in rappresaglia per la visita a Taipei di Nancy Pelosi, l’esercito cinese ha sparato dei proiettili di precisione nello stretto di Taiwan. Lo riporta il sito del South China Morning Post citando un breve comunicato dei militari cinesi.

Cina, esercitazioni militari di fronte Taiwan : “Useremo proiettili veri”. L’esercito in strada


1659655449 284 Taiwan la visita di Pelosi scatena lira di Pechino missili


 

Sud Corea: Nancy Pelosi attesa in visita al confine col Nord

La presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha in programma di recarsi nell’Area di sicurezza congiunta all’interno della Zona demilitarizzata, al confine tra le due Coree. Lo ha annunciato un funzionario sudcoreano. Pelosi potrebbe così diventare il più alto funzionario Usa a visitare l’area, dopo l’ex presidente Donald Trump, che lì aveva incontrato il leader nordcoreano Kim Jong Un, nel 2019.

Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, in vacanza programmata questa settimana, non incontrerà Pelosi ma le parlerà al telefono in giornata, ha fatto sapere la presidenza.  I media sudcoreani hanno ipotizzato che Yoon avrebbe evitato l’incontro con la speaker per non inimicarsi la Cina, dopo che la sua visita a Taiwan ha causato l’indignazione a Pechino.

Taiwan: La Cina circonda l’isola in maxi esercitazioni militari

L’Esercito popolare di liberazione cinese ha di fatto circondato Taiwan con le esercitazioni militari congiunte di Aeronautica e Marina senza precedenti, lanciate dopo la partenza dall’isola della speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi. Lo riporta il quotidiano di Hong Kong, South China Morning Post.

Le manovre militari – che andranno avanti fino a domenica  – interessano sei aree, secondo quanto comunicato dal Comando orientale dell’Esercito cinese che sovrintende lo Stretto di Taiwan.

Stando a fonti taiwanesi citate dall’agenzia Reuters, circa 10 navi e alcuni jet cinesi hanno già compiuto alcune incursioni, attraversando brevemente la linea mediana dello Stretto. Taipei, da parte sua, ha schierato sistemi missilistici per tracciare l’attività dell’aviazione cinese, mentre le navi della sua Marina sono rimaste vicine alla linea mediana per monitorare le manovre di Pechino.

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