Ucraina-Russia, news sulla guerra di oggi | Kiev contrattacca: «Le nostre forze entrate a Kupiansk e Izyum». Mosca ritira le truppe

di Viviana Mazza, inviata a Kiev, e Redazione Online

Le notizie di sabato 10 settembre. Difesa russa: «Ci stiamo spostando nel Donetsk». Zelensky: «L’Ucraina ha riconquistato due mila chilometri quadrati in un mese»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 199esimo giorno.
• Zelensky: «Riprese 30 località nel Nord-Est del Paese».
• Mosca invia rinforzi nella direzione di Kharkiv, mentre insiste la controffensiva.
• Stoltenberg: «La guerra sta entrando in una fase critica». Russi in difficoltà.

• Mattia Sorbi, giornalista italiano freelance, è stato ferito vicino Kherson. Morto l’autista dell’auto su cui viaggiava, finita su una mina. Sorbi è ricoverato in un ospedale controllato dai soldati russi.
• All’arme all’Onu: 2,5 milioni di ucraini deportati: «Trasferiti in zone remote»

Ore 03:26 – Zelensky, al momento negoziati con Russia impossibili

Al momento non sono possibili negoziati con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina. L’ha dichiarato il presidente ucraina Volodymyr Zelensky intervenuto alla 17esima riunione annuale di Yes (Strategia europea di Yalta), secondo quanto riporta l’agenzia ucraina Unia, citando l’Ufficio del capo di Stato. «Vogliamo porre fine alla guerra, ma lo spazio e le opportunità sono cambiati», ha detto Zelensky, riferendosi ai russi come a «terroristi». «Non c’è alcuna rassicurazione sul fatto che faranno quello che dicono di fare. Penso che non lo faranno. Nessuno gli crede. Come si suol dire, non possono essere loro a stringere la mano». «I russi non sono pronti ad ammettere di aver occupato il nostro Paese. Ciò significa che non ci sarà un dialogo sostanziale», ha aggiunto il presidente ucraino. «Per poter aprire un corridoio diplomatico, devono mostrare volontà politica, essere pronti a restituire terra straniera». Secondo il presidente ucraino, quello che verrà sarà «l’inverno più difficile del mondo intero» e «un punto di svolta nella liberazione dei territori ucraini occupati dalla Russia».

Ore 23:54 – Kadyrov: le forze di Kiev tenteranno di sfondare a Kherson

L’esercito ucraino sta accumulando rinforzi nella regione di Mykolaiv in preparazione di un tentativo di sfondamento in direzione di Kherson, capoluogo dell’Oblast occupato dai russi nelle prime fasi dell’offensiva. Lo riferisce su Telegram, «sulla base delle informazioni disponibili», il leader ceceno Ramzan Kadyrov.

Ore 21:46 – Kuleba: non vediamo ostacoli per carri armati dalla Germania

L’Ucraina «non vede ostacoli» alla fornitura di carri armati Leopard da parte della Germania e chiede rifornimenti di munizioni di artiglieria prima di questa decisione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, durante una conferenza stampa congiunta con la sua omologa tedesca Annalena Baerbock a Kiev, come riporta l’agenzia di stampa Ukrinform.

«Non lo nascondo, oggi il tema principale dei nostri negoziati è stato l’aumento e l’accelerazione delle forniture di armi all’Ucraina. Questo autunno ci aspettiamo di ricevere il primo sistema avanzato di difesa aerea Iris di fabbricazione tedesca. Inoltre, non ho potuto fare a meno di menzionare l’ultima iniziativa, il cosiddetto “piano Leopard”, apparso sui media tedeschi, e ho sottolineato l’importanza di consegnare tali carri armati da parte della Germania. Non vediamo ostacoli a questo», ha detto Kuleba.

Ore 20:57 – Zelensky: «Ripresi ai russi 2 mila km quadrati»

Dall’inizio di questo mese, l’esercito di Kiev ha ripreso «2 mila km quadrati di territorio» alle forze russe. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le truppe nemiche hanno fatto «la scelta giusta» fuggendo dalla regione di Kharkiv, ha aggiunto, riferendosi al ritiro da Izyum e altri insediamenti dell’area, che Mosca ha invece attribuito a una «riorganizzazione» per puntare alla conquista di tutto il Donbass.

Ore 20:55 – Kiev: assunto il pieno controllo di Balakliya

Le forze ucraine hanno assunto il pieno controllo della città di Balakliya. Ad annunciarlo è stata la vice ministra della Difesa di Kiev, Hanna Malyar. Poche ore prima, il ministero della Difesa russo aveva annunciato il ritiro delle truppe dall’area.

Ore 19:31 – Il sindaco di Izyum: «La città è stata liberata»

La città di Izyum è stata liberata. Ad annunciarlo è stato il sindaco Vladimir Matsokin, in un’intervista radiofonica. «Le nostre forze armate ucraine sono a Izyum. Non si può dire che l’operazione militare per liberare Izyum sia finita, ma le nostre forze armate stanno operando». «La nostra bandiera blu e gialla sta già sventolando. Questo è stato confermato», ha aggiunto, parlando di «una vera festa, il giorno della liberazione della nostra città». «Il 10 settembre è il giorno della liberazione di Izyum dagli invasori russi», ha annunciato.

Ore 18:10 – I sei passi della resistenza ucraina: come è cambiata la guerra

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) L’Ucraina ha lavorato con pazienza e astuzia, una serie di movimenti sulla scacchiera dove certamente l’intelligence ha svolto un ruolo fondamentale.

Primo passo. Per settimane ha annunciato che vi sarebbe stata l’offensiva a sud, su Kherson. Lo hanno dichiarato alti ufficiali, è stato raccontato ai media internazionali perché lo ripetessero all’infinito, ha colpito in modo sistematico con armi a lungo raggio che dovevano «provare» la preparazione, ha condotto sabotaggi. E l’azione si è fatta sentire sugli occupanti.

Secondo passo. Insieme ai preparativi — evidenti — sono uscite però indiscrezioni e affermazioni contrastanti: generali e soldati dicevano di non essere ancora pronti, lamentavano la mancanza di equipaggiamenti. Di nuovo i media hanno rilanciato e anche gli osservatori più attenti segnalavano carenze bilanciate solo dalla qualità relativa dell’avversario. Mosca, però, si è preoccupata ed ha inviato rinforzi per sventare la manovra. Ad un certo punto si è persino parlato di una fiondata preventiva da parte degli invasori.

Leggi qui l’articolo completo.

Ore 17:47 – Kiev: «Forze ucraine sono entrate a Izyum»

Le truppe ucraine sono entrate a Izyum dopo aver costretto le truppe russe a ritirarsi. «Abbiamo appena iniziato a sgomberare la città. Sono arrivate le prime unità militari», ha detto alla Cnn un ufficiale coinvolto nell’operazione per liberare la strategica città orientale. Izyum, al confine tra le regioni di Kharkiv e Donetsk, era sotto l’occupazione russa da oltre 5 mesi. Un portavoce della Brigata Bohun delle forze di terra ucraine ha dichiarato che «i russi sono fuggiti e hanno lasciato armi e munizioni. Il centro città è libero». Su Telegram sono stati pubblicati video di truppe ucraine davanti al cartello di Izyum.

Ore 17:02 – Macron: le forze russe devono ritirarsi dalla centrale di Zaporizhzhia

«La situazione intorno alla centrale di Zaporizhzhia resta molto preoccupante. Per garantire la sicurezza e l’integrità degli impianti nucleari, siamo al fianco del presidente Zelensky nel chiedere alle forze russe di ritirarsi dall’area». Lo ha scritto su Twitter il presidente francese Emmanuel Macron, dopo una telefonata con Zelensky.

Ore 16:32 – Mosca: ci stiamo riorganizzando per spostarci nel Donetsk

«Le truppe russe si stanno riorganizzando nei pressi di Balakliya e Izyum», nella regione di Kharkiv, «per aumentare gli sforzi in direzione di Donetsk, in modo da raggiungere gli obiettivi dell’operazione militare speciale di liberare il Donbass». Lo afferma il ministero della Difesa di Mosca, citato da Interfax, dopo che le forze ucraine avevano rivendicato la riconquista delle due città, oltre che del centro logistico strategico di Kupiansk.

«A questo scopo — prosegue la Difesa russa — un’operazione di tre giorni è stata condotta per lo spostamento e il nuovo schieramento organizzato delle truppe a Izyum-Balakliya nel territorio della repubblica popolare di Donetsk». Mosca afferma quindi di aver «compiuto alcune attività diversive» e riferisce che «le forze armate hanno effettuato potenti attacchi con l’aviazione, i missili e l’artiglieria contro il nemico per evitare che le truppe russe venissero colpite», durante i quali «hanno eliminato oltre duemila combattenti ucraini e stranieri e distrutto più di 100 pezzi di artiglieria e blindati».

Ore 16:15 – Kiev: truppe ucraine alla periferia di Lysychansk

Oltre che nella regione di Kharkiv, la controffensiva delle forze ucraine sta avanzando anche verso Lysychansk e le truppe sono giunte alla periferia della città strategica nell’oblast di Lugansk, conquistata a inizio luglio dai russi dopo una dura battaglia. Lo ha detto alla radiotelevisione ucraina Suspilne il governatore regionale Sergey Gaidai.

Ore 15:57 – Filorussi ammettono: «Situazione a Izyum è molto difficile»

«La situazione è molto difficile. Nelle ultime due settimane la città è stata sotto continui bombardamenti delle forze ucraine con munizioni straniere: (lanciarazzi) Himars e (obici) M777 da 155 mm, che hanno causato distruzione e un gran numero di morti e feriti». Lo ha detto il capo dell’amministrazione filorussa di Izyum, Vladimir Sokolov, citato da Interfax, confermando che sono in corso evacuazioni in Russia della popolazione civile dall’area. Media ucraini hanno riferito che le truppe di Kiev sono entrate a Izyum e quelle russe risultano in ritirata.

Ore 15:37 – Media ucraini: «Truppe russe in fuga da Izyum»

Le truppe russe si stanno ritirando dalla città di Izyum e da alcuni altri insediamenti nella regione di Kharkiv. Lo affermano i media ucraini, sulla base delle testimonianze di diversi corrispondenti di guerra. L’Ukrainska Pravda cita anche un account Telegram del primo viceministro dell’Informazione dell’autoproclamata repubblica separatista filorussa di Donetsk, Danylo Bezsonov, secondo cui la fuga dei soldati «è il risultato di errori dell’alto comando», ma ora «la cosa principale è ammettere gli errori e trarre le giuste conclusioni».

Ore 14:10 – Kiev: «Avanzata di decine di chilometri nel sud»

Le truppe di Kiev rivendicano un’avanzata di «decine di chilometri» nel sud del Paese. «Le nostre truppe stanno avanzando lungo le linee meridionali in vari settori, per diverse decine di chilometri», ha detto ai media locali Nataliya Gumenyuk, portavoce del Comando meridionale dell’esercito ucraino.

Ore 14:01 – Il presidente della Lettonia è il primo leader straniero a pernottare a Kiev

Il presidente della Lettonia, Egils Levits, arrivato ieri a Kiev per una visita di più giorni, ha passato la notte nella capitale ucraina diventando il primo leader straniero a dormire in città dall’inizio dell’invasione russa il 24 febbraio scorso. Lo sottolinea il Kyiv Independent, pubblicando su Twitter una foto di Levits con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Dall’inizio della guerra diversi leader occidentali ed europei si sono recati a Kiev per incontrare le autorità del Paese con complicati viaggi di andata e ritorno in treno, ma senza pernottare sul posto per lo più per motivi di sicurezza.

Ore 12:13 – Papa: «Viviamo la terza guerra mondiale, scongiurare pericolo atomica»

Nuovo appello del Papa affinché venga scongiurato il pericolo di una nuova guerra atomica. Stiamo vivendo, ha ribadito, una «terza guerra mondiale fatta a pezzi».

Bergoglio ha denunciato anche il riemergere di nazionalismi chiudi e aggressivi. «Dopo le due tragiche guerre mondiali, sembrava che il mondo avesse imparato a incamminarsi progressivamente verso il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e delle varie forme di cooperazione. Ma purtroppo la storia mostra segni di regressione», ha sottolineato il Papa ricevendo in udienza i partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze.

«Non solo si intensificano conflitti anacronistici, ma riemergono nazionalismi chiusi, esasperati e aggressivi , e anche nuove guerre di dominio, che colpiscono civili, anziani, bambini e malati, e provocano distruzione ovunque. I numerosi conflitti armati in corso preoccupano seriamente.

Ore 11:58 – I russi lasciano Izyum

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) I russi confermano che stanno lasciando Izyum: fonti dell’esercito e giornalisti di Mosca sul campo la definiscono una «mossa tattica». Secondo i soldati di Kiev, che in queste ore documentano la controffensiva con numerosi video diffusi sui social, i russi stanno lasciando indietro veicoli e munizioni. La città potrebbe tornare nelle mani degli ucraini nel giro di ore.

Ore 11:36 – Partite altre 5 navi cariche di cereali

Altre cinque navi cariche di 90 mila tonnellate di cereali ucraini hanno lasciato i porti della regione di Odessa: lo ha reso noto su Facebook il ministero delle Infrastrutture del Paese, come riporta Ukrinform. Le navi sono dirette verso Paesi europei e africani. Da quando è stata lanciata «l’iniziativa del grano» è stato esportato un totale di 2,6 milioni di tonnellate di prodotti agricoli ucraini.

Ore 11:21 – Kiev annuncia la liberazione di Kupiansk

Le autorità locali ucraine annunciano la liberazione di Kupiansk, nell’oblast orientale di Kharkiv. Lo ha annunciato su Telegram, Nataliia Popova, consigliere del capo del Consiglio regionale di Kharkiv. «Kupiansk è ucraina! Gloria alle forze armate dell’Ucraina!», ha detto su Telegram, citata da Ukrainska Pravda. Kupiansk era considerato uno dei principali hub logistici dell’esercito invasore russo.

Ore 10:28 – Blogger pro-Cremlino: «Dobbiamo essere onesti, il comando ucraino ci ha battuti qui»

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) I russi confermano che gli ucraini stanno attaccando Lyman, a nord di Sloviansk, per cercare di isolare Izyum dal sud. L’avanzata delle forze di Kiev nel nord est sta agitando anche i blogger pro-Cremlino. «Dobbiamo essere onesti, il comando ucraino ci ha battuti qui», scrive uno di loro, Yury Podolyaka, che ha più di 2,2 milioni di follower su Telegram. Avverte che se le forze russe falliscono nel «fermare lo sfondamento ucraino», nei prossimi giorni questa «sarà la sconfitta più seria in battaglia» per Mosca.

Ore 10:16 – Ministero della Difesa britannico: «Truppe russe “colte di sorpresa” da controffensiva ucraina»

La controffensiva ucraina a sud dell’Oblast di Kharkiv avrebbe «colto di sorpresa» le forze russe nell’area. Lo riferisce oggi il ministero della Difesa britannico, riportando il consueto bollettino sulla guerra della sua intelligence militare. «Le unità ucraine stanno ora minacciando la città di Kupiansk; la sua cattura sarebbe un duro colpo per la Russia perché si trova sulle rotte di rifornimento verso la prima linea del Donbass», si legge nel comunicato della Difesa britannica. «Con le operazioni ucraine che continuano anche a Kherson, il fronte difensivo russo è sotto pressione sia sul fianco settentrionale che su quello meridionale», si aggiunge.

Ore 09:51 – Bombardamenti russi su Donetsk: due civili morti, 5 feriti

Due civili sono stati uccisi e altri cinque sono rimasti feriti nel corso di bombardamenti russi compiuti ieri nella regione ucraina di Donetsk, nell’est del Paese: lo ha reso noto oggi su Facebook il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko. «Il 9 settembre i russi hanno ucciso due civili nella regione di Donetsk: a Bakhmut e Yahidne», ha spiegato il funzionario.

Ore 09:44 – Gli ucraini avanzano, ora i russi sono in difficoltà

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Il vento della guerra è cambiato. Kiev continua a mantenere l’iniziativa, sceglie per ora le mosse e costringe l’avversario a «inseguire». Al punto che il presidente Volodymyr Zelensky è arrivato a dichiarare che le forze armate ucraine, dal 1° settembre, hanno liberato 1.000 chilometri quadrati di territorio. È una situazione di vantaggio che dovrà essere consolidata con rinforzi e rifornimenti.

Qui il punto militare completo.

Ore 08:52 – I militari ucraini sono entrati nella città di Kupyansk

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) I militari ucraini sono entrati nella città di Kupyansk, snodo ferroviario centrale per i rifornimenti alle truppe russe. Lo mostrano foto scattate nel centro della città da soldati con la bandiera ucraina. La notizia, se confermata, segna un colpo durissimo per le truppe russe nella regione del Nord-Est.

Ore 08:50 – La ministra degli Esteri tedesca in visita a Kiev

Visita a sorpresa oggi a Kiev della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, per dimostrare il forte sostegno di Berlino all’Ucraina nella guerra contro la Russia: lo ha reso noto il suo ministero in un comunicato. «Oggi mi trovo a Kiev per dimostrare che possono continuare a contare su di noi. Che continueremo a stare al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario, con forniture di armi e sostegno umanitario e finanziario», ha dichiarato la ministra in una nota.

Ore 08:01 – Ucraina: «Arrivata in Africa un’altra nave carica di grano»

Un’altra nave carica di grano ucraino è arrivata in Africa: lo ha reso noto il ministero delle Infrastrutture ucraino, secondo quanto riporta Ukrinform. Si tratta della Seaeagle, che trasportava 65.000 tonnellate di grano.

La nave, che aveva lasciato il porto ucraino di Chornomorsk il 26 agosto scorso, è approdata in un porto del Sudan. Da quando è stata lanciata «l’iniziativa del grano, 16 navi sono partite dai porti dell’Ucraina dirette in Africa e sono state consegnate quasi 500.000 tonnellate di cereali».

Ore 07:56 – Zelensky: «L’Ucraina ha riconquistato mille chilometri quadrati a Sud e a Est in una settimana»

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) Soldati russi presi prigionieri, civili ucraini nelle zone liberate che abbracciano e offrono cibo ai militari di Kiev: i video si moltiplicano sui social, tirano su il morale degli ucraini dopo mesi sulla difensiva e documentano i successi di una controffensiva a sorpresa che negli ultimi tre giorni ha conquistato una ventina di villaggi con un’avanzata di 50 chilometri nella zona di Kharkiv, nel Nord-Est del Paese.

Una foto diffusa sui social mostra un gruppo di soldati di Kiev che sventolano la bandiera sotto un cartello che segna l’ingresso a Kupyansk: secondo il think tank americano Institute for the Study of War, gli ucraini si trovano ora a 15 chilometri e che potrebbero conquistarla nelle prossime 48 ore. Kupyansk è uno snodo ferroviario cruciale per i rifornimenti e i movimenti delle truppe russe nella regione. I successi di Kiev sono stati riconosciuti in un’intervista anche da Vitaly Ganchev, capo dell’amministrazione regionale filorussa nella regione di Kharkiv, che a «Russia 24» ha detto: «Il fatto stesso che abbiano fatto breccia nelle nostre difese è una sostanziale vittoria per le forze armate ucraine».

Nelle ultime ore Mosca ha spostato colonne di blindati e veicoli speciali nel tentativo di difendere Kupyansk: se la perde, resteranno isolate le sue 10 mila truppe più a Sud, a Izyum, usata come base per la sua offensiva nel Nord del Donbass. Gli ucraini stanno muovendo verso Izyum anche da Sud, per cercare di circondarla. Il presidente Zelensky afferma che l’Ucraina ha riconquistato mille chilometri quadrati a Sud e a Est in una settimana. Kiev ha infatti lanciato anche una controffensiva per tentare di riconquistare la regione di Kherson; qui i progressi sono stati più difficili, ma i giornalisti ucraini scrivevano nella notte su Telegram che Oleksandrivka, la città dove era diretto il reporter, è stata liberata. I generali di Kiev sottolineano in particolare il valore dei contrattacchi multipli, consecutivi se non possibilmente simultanei: l’annuncio della controffensiva a Sud ha spinto i russi a muovere là le proprie truppe, lasciando sguarnita la regione di Kharkiv. Questa sarà la strategia da seguire anche in futuro, nel 2023, scrive in un lungo articolo il capo delle forze armate ucraine Valerii Zaluzhyi.

Ore 07:53 – Ambasciata russa dio Roma: «E se la mina sulla quale è saltato in aria Mattia Sorbi fosse di provenienza occidentale?»

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) «E se si scoprisse che la mina sulla quale è saltato in aria il cittadino italiano Mattia Sorbi fosse di provenienza occidentale?» L’ambasciata russa a Roma interviene con un tweet sul caso di Mattia Sorbi, il reporter italiano ferito in Ucraina, che resta ricoverato nell’ospedale di Kherson, nella zona occupata dai russi.

Mosca afferma che i suoi soldati hanno salvato Sorbi dopo che il personale militare ucraino lo ha abbandonato facendolo procedere su una strada minata. Il Centro governativo per le comunicazioni strategiche e la sicurezza dell’informazione dichiara che Sorbi ha violato le regole di sicurezza, non aveva il permesso né la scorta dei militari ucraini (obbligatori). Il ministero della Difesa ucraino gli ha tolto l’accredito. Fonti dell’amministrazione regionale di Mykolaiv, la città del Sud da cui il reporter è partito il 31 agosto verso la zona occupata dai russi, dichiarano che, sulla base del video diffuso da Mosca, è più probabile che l’auto sia finita sotto il fuoco delle forze russe anziché saltata su una mina.

Ore 07:51 – Kiev: «La Russia invia 1.300 soldati ceceni nel Kherson»

La Russia ha inviato 1.300 soldati ceceni nella regione di Kherson, nell’Ucraina meridionale: lo ha reso noto oggi lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. I soldati, spiega lo Stato Maggiore, sono stati inviati a sostegno delle truppe di Mosca nelle zone occupate della regione, nel contesto della controffensiva ucraina in corso nel sud del Paese.

Ore 03:45 – Blackout a Zaporizhzhia, paura per la sicurezza della centrale

Nuovo allarme dell’Aiea a Zaporizhzhia. Il blackout a Energodar, la città che ospita la centrale nucleare ucraina, «compromette la sicurezza delle operazioni». Lo afferma l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che mantiene nell’impianto due ispettori. «È totalmente inaccettabile. Questo non può continuare», ha detto il direttore generale Grossi, chiedendo di «cessare immediatamente i bombardamenti». Intanto Mosca rafforza le truppe a Kharkiv per l’avanzata di Kiev. `Fase cruciale della guerra´, avverte Il segretario della Nato Stoltenberg

10 settembre 2022 (modifica il 11 settembre 2022 | 05:32)



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